sabato 30 dicembre 2017

+36 *** STAGIONI DIVERSE *** STEPHEN KING (o della fine del trentaseiesimo libro nel 2017)

(e con questo siamo a cinque libro di King letti quest'anno, da questa estate ad oggi).

una raccolta di quattro racconti, questo Stagioni diverse, che inizia col botto con niente di meno che
Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank, da cui è stato tratto il film Le ali della Libertà dove, come dicevo qui, penso che Frank Darabont abbia fatto ben poco sforzo a metterla insieme, la sceneggiatura, visto che tutta la fatica l'ha fatta Stephen al posto suo un bel po' di anni prima.
per me questo primo racconto è stato come leggere un film ma con una sensazione particolare: avevo negli occhi alcune immagini del film ma non è stata una lettura inquinata dalla pellicola (forse perché il film l'ho visto almeno dieci anni fa l'ultima volta) pertanto mi sono goduta ogni pagina, per quanto in alcuni passaggi ci sia durezza e crudeltà.

Un ragazzo sveglio ci racconta di un ragazzino di buona famiglia, il classico belloccio americano, figlio unico, bravo a scuola, e di un anziano tedesco, ex ufficiale delle SS divenuto cittadino americano, che diventano diciamo amici perché, di fatto, si scoprono entrambi due assassini, due psicopatici potremmo dire, che placano i loro istinti bestiali ammazzando gente un po' a caso (o avendolo fatto in passato con la giustificazione di aver ricevuto ordini dal fuhrer). finale meritato per entrambi questi due maledetti, devo dirlo, e storia a tratti inquietante. ma bella.

Il corpo è la storia di quattro dodicenni compagni di scuola i quali, per provare in qualche modo a se stessi e agli altri di essere tosti, si avventurano lungo boschi, rotaie del treno e colline alla ricerca del corpo di un coetaneo che hanno saputo essere morto, se per mano di qualcuno o per un incidente non ci è dato di sapere...
insomma, i quattro troveranno pane per i loro denti e fantasmi personali da affrontare tra cani sguinzagliati alle costole, guardie notturne nel bosco, sanguisughe attaccate alla pelle e un branco di ragazzi più grandi (alcuni dei quali loro fratelli) che incontreranno attorno al "corpo", dove si recheranno per fare più o meno come i loro conoscenti/fratelli più piccoli, ovvero sfidare loro stessi dimostrando chissà cosa.
amicizia, amarezza, fiducia e paura (non orrore, no, quanto "la solita" paura ancestrale che ognuno di noi ha di essere abbandonato, di rimanere solo, di non farcela...) ci vengono incontro in questo racconto e mi pare di poter dire che qui, più che in altri, viene fuori forse la vita di King, i suoi vissuti, le sue ansie e paure di bambino, adolescente, ragazzo...

infine l'autore ci delizia con Il metodo di respirazione che, devo proprio dirlo, è il racconto che mi ha coinvolto più di tutti, probabilmente perché la protagonista è una giovane donna (mi sto dando della giovane, quindi...😅) nubile che nella NY degli anni '30 si trova in attesa di un figlio o, come si era soliti dire a quel tempo, nei guai. troverà un amico nel dottore che accetterà di seguirla per tutta la durata della gravidanza...e del parto.
anche questa volta King denuncia a voce alta gli stereotipi americani (ma direi occidentali in genere, se non altro mediterranei) e il pensiero comune che a quei tempi girava intorno a donne che, come Sandra, si trovavano ad essere in attesa di un figlio ma senza avere un marito...o averlo mai avuto.
il racconto ci arriva dalle parole del membro di un club dove ogni giovedì sera, per parecchi anni, il protagonista si reca e dove era tradizione che ogni giovedì prima di Natale uno dei membri raccontasse una storia impegnata di soprannaturale. la storia di Sandra, appunto.

ho apprezzato anche questo libro e mi domando se resterò mai delusa da un King.
potrebbe succedere oppure no. chissà. sono curiosa, lo confesso, di andare avanti a leggerlo; a proposito, sempre come dicevo nell'ultimo post sul trentacinquesimo libro finito, ho la scaletta pronta per arrivare a IT 😎

Love,
MC

PS finiamo l'anno in bellezza, qui, con placche in gola e antibiotico in corpo. ne avrei fatto anche volentieri a meno, eh? 😑


venerdì 22 dicembre 2017

SECONDO TE COSA LA FAREBBE FELICE?

qualche giorno fa si è scatenato il putiferio sul web per la pubblicità che il marchio Pandora ha lanciato per il Natale 2017, venendo definita sessista (contro le donne, ovviamente) ed offensiva.


sarà che sono una che di queste cose se ne sbatte altamente (del sessismo, intendo) perché per quanto non sia giusto, per esempio, che una donna venga pagata meno di un uomo sul posto di lavoro pur svolgendo la stessa mansione (a parità di anzianità aziendale ed anagrafica, ovviamente), penso che il maschio debba fare il maschio e la femmina la femmina, sennò non saremmo nati uomini e donne ma essere asessuati e di genere neutro, pertanto questo slogan non mi fa nessunissimo effetto, non mi offende e anzi.:

1) sono una donna che stira perché non ha la colf,
2) che si mette il pigiama dopo che torna a casa e s'è fatta la doccia (con tanto di vestaglia di pile, che mica posso morir di freddo per far la femminona tra le mura di casa, eddai!)
3) che si mette il grembiule quando sta ai fornelli E che ha un bracciale Pandora al polso destro, da poche settimane per giunta! e anzi, me ne comprerò altri in futuro perché, ebbene sì, mi piacciono pure e tanto!

quindi per quanto mi riguarda tutta 'sta manfrina del contro le donne e della pubblicità sessista io proprio non la vedo e, anzi...non sarà che chi reagisce a queste cose rosica per qualche altro motivo, che non verrà mai a dirci, e quindi la butta in caciara per alzar su un polverone?
così, dico per dire...

Love,
MC


sabato 16 dicembre 2017

SONGS OF EXPERIENCE - U2

il discusso, molto criticato, ultimo cd degli U2 mi è arrivato inaspettatamente.
A. ne ha ricevuti due in regalo e uno l'ha dato a me. conosce molto bene il mio amore sconfinato per BonoEdgeAdamLarryJr e mi ha fatto questo regalo. 😎
le sue impressioni sono state molto tiepide e continuano ad esserlo, anche dopo vari ascolti...

non c'è la perla nascosta, qui, non ho trovato tra tutte, una traccia che mi abbia rapito mente e cuore, non c'è per me quella canzone che mi farà ricordare l'album negli anni a venire...

con queste premesse 😅 ho ascoltato Songs of Experience da cima a fondo oggi, per la prima volta, e non so se proprio a causa del giudizio di A. il mio cervello ha reagito dicendo, tra sè e sè, non è possibile che non sia bello un disco degli U2, ti deve piacere, ti deve piacere... ma devo dirlo: a me piace e, anzi, ho preso una bella cotta per Love is all we have left  (L'amore è tutto ciò che abbiamo lasciato) e Landlady (Padrona di casa) e poi, certo, c'è You're the best thing about me che abbiamo in radio da settimane prima dell'uscita del disco stesso e che mi è piaciuta subito, anche lei.
Love is all we have left è l'apertura, la traccia n.1 e la voce di Bono vibra nei timpani ma (mi) tocca l'anima: c'è lui e la musica di una tastiera, ogni tanto una seconda voce femminile e...non posso farci niente, ma penso che consumerò la traccia sul cd 😆.

Nothing to stop this being the best day ever
Nothing to keep us from where we should be
I wanted the world but you knew better
And that all we have is immortality

Love and love is all we have left
A baby cries on a doorstep
Love is all we have left
Love and love is all we have left
You argue 'cause you can't accept
Love is all we have left

Now you're at the other end of the telescope
Seven billion stars in her eyes
So many stars
So many ways of seeing
Hey, this is no time not to be alive

Love and love is all we have left
A baby cries on a doorstep
Love is all we have left

Love and love is all we have left
The only thing that can be kept
Love is all we have left


Landlady mi sembra un'esplicita, diretta, secca dichiarazione d'amore a una donna (sicuramente ad Ali, la moglie di Mr. Hewson) che se venisse rivolta a me mi renderebbe la donna più esaltata del mondo, almeno per un po' 😍 e anche qui penso che tantissimo facciano le corde vocali di quel benedetto uomo - che il Signore ce lo mantenga - e le altezze che tocca. 
è una ballata facile, chissà a qualcuno sembrerà melassa colante su una torta sacher ma non ci posso fare niente anche con questa, mi piace e basta. 

Roam, the phone is where I live 'til I get home
And when the doorbell rings you tell me that I have a key
I ask you, how you know it's me

The road, no road without a turn and if there was
The road would be too long
What keeps us standing in this view
Is the view that we can be brand new

The landlady takes me up in the air
I go, I go where I would not dare
The landlady shows me the stars up there
I'm weightless, weightless when she is there
And I'll never know, never know what starving poets meant
'Cause when I was broke, it was you that always paid the rent

Space, her place is where I found my parking space
And when I'm losing ground, you know she gives it back to me
She whispers "don't do, just be"

The landlady takes me up in the air
I go, I go where I would not dare
The landlady shows me the stars up there
I'm weightless, weightless when she is there
And I'll never know, never know what starving poets meant
'Cause when I was broke, it was you that always paid the rent

Every wave that broke me
Every song that wrote me
Every dawn that woke me
Was to get me home to you, see

Every soul that left me
Every heart that kept me
The strangers that protected me
To bring me back to you

Every magic potion
Every false emotion
How unswerving our devotion
To the lies we know are almost true

Every sweet confusion
Every grand illusion
I will win and call it losing
If the prize is not for you


(in grassetto le parole più belle tra le belle, per me)

per ora mi fermo a questi due brani, intanto ascolto e ascolto e riascolto...

Love,
MC




lunedì 11 dicembre 2017

+35 *** A VOLTE RITORNANO *** STEPHEN KING (o della fine del trentacinquesimo libro nel 2017)

l'ho già detto e lo ridico, sono ripetitiva e lo so ma non posso che esserlo, quando si parla di King, Stephen.
è un maestro della letteratura non solo americana. anche se lui è born in the USA, posso dire con convinta convinzione che sia un maestro della letteratura mondiale e che non ci sia margine di discussione su questo. un maestro globale, per caso nato negli Stati Uniti -per quanto questa fatalità lo abbia reso quello che è, essendosi ispirato in lungo e in largo a quelle che sono le piaghe americane dagli anni '60 in poi.
un maestro globale, dicevamo, e che andrebbe studiato a scuola. alle scuole superiori. magari all'università già lo studiano. lo spero, lo spero tanto, così magari mio figlio mi potrà far godere del fatto che lo starà studiando e ne parleremo insieme. di certo, se sarà un lettore come sua madre, gli farò leggere quello che fino ad ora ho letto io e anche di più, compreso questo A volte ritornano, il quale, scopro ora su internet, ha la mia stessa età, infatti è stato pubblicato nel 1978...quindi a maggior ragione glielo proporrò! 😊

un'antologia di racconti, questo A volte ritornano, la più famosa, forse, e che regala perle quali L'ultimo piolo, con passi carichi di emozione, sentimento fraterno da strappare le lacrime e che non ci si aspetterebbe da King-maestro-dell'horror, per passare attraverso Materia Grigia, che ti lascia un'inquietudine dentro che la metà basta e dopo il quale, forse, la tabellina del 2 non avrà più lo stesso significato se non una serie di numeri pari uno dietro l'altro...

la maestria di King sta, come mi ha aiutato a capire A., nel suo prendere e parlare, semplicemente, delle piaghe sociali dell'America, terra promessa per chi non ci vive ma terra delle contraddizioni estreme per chi, come lui, ci è nato nel 1947 e ci vive.
e quindi si parla di bullismo tra adolescenti, fanatismo religioso, dipendenze varie, emarginazione sociale, razzismo verso i diversi, i minimi, i deboli...ma non c'è mai lo splatter, l'esplicito, il tutto. le paure ancestrali, inconsce o dichiarate di ognuno di noi, vengono fuori ma descritte un po' si e un po' no, senza troppe parole, così che la nostra mente percepisce il messaggio, coglie tutto e anche di più, con lo strabiliante effetto che, una volta finito di leggere, torni alla vita normale nella più assoluta tranquillità. non ci sono sonni agitati e conditi da incubi, dopo.
ne ho letti un po', di King, ad oggi e come dormivo come una bambina prima, così continuo a fare adesso.
quindi chi dice che King è il maestro dell'horror, deve specificare perché. e sciacquarsi la bocca prima di parlare. grazie. 😀

ieri ho iniziato il primo di un'altra serie di King, ovvero Stagioni diverse, antologia di quattro racconti da cui sono stati tratti alcuni film. sono alle prese con L'eterna primavera della speranza - Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank ovverosia il film Le ali della libertà e penso che Frank Darabont abbia fatto ben poco sforzo, visto che la sceneggiatura se l'è praticamente trovata bella e pronta scritta da King. il libro infatti è il film, passo passo, ma con le descrizioni a parole e non a immagini, quindi molto più efficaci.

dopo questo, ho una scaletta propedeutica per l'atterraggio su IT, così come mia ha richiesto il mio professore del corso di Letteratura Mondiale, A., che mi sta preparando proprio per bene... 😊

Love,
MC


martedì 28 novembre 2017

BASTAAAA!

sono arrivata a livelli di fastidio così alti, al lavoro, ormai, che le domeniche, il giorno libero infrasettimanale o, addirittura un fine settimana internamente libero mi sembrano più deleteri che utili.
intendiamoci, non che sarebbe meglio lavorare senza sosta sette giorni su sette, proprio no, solo che per fortuna mia il giorno libero mi libero così tanto il cervello, riesco interamente ad allontanare da me la parola e la sensazione lavoro che ogni volta, al rientro, mi sembra sempre tutto difficilissimo.
faccio una gran fatica a rimettermi in carreggiata e ogni volta la prima telefonata è una montagna da scalare. soprattutto perché negli ultimi tre turni di lavoro, ovvero giovedì e venerdì scorsi, insieme a ieri (oggi era il mio giorno libero, ndR) le chiamate sono state rispettivamente 45, 46 e 47. in 6 ore, sì, per la precisione 5,30 effettive. ogni giorno una in più che porcadiunamiserialadra, se continua così è la volta che prendo e parlo. perché sì, qui si parla di sfruttamento delle persone, nient'altro.

sono arrivata al limite, la pazienza è andata a farsi benedire mesi e mesi fa, ma adesso uscire da là ogni giorno con il vomito (letteralmente) e la sensazione di fastidio fisico, proprio percepito addosso, sulla pelle, è troppo. soprattutto non mi sento importante come persona. che ci sia io lì o altre due orecchie, poco cambia. anzi, a ben vedere sono pure una rogna perché, ahiloro, costo molto di più rispetto a uno di quei disgraziati con contratti vergognosamente resi legali dai nostri ex governanti...

è il caso che mi fermi qui. sono troppo carica per tenermi a bada le dita sulla tastiera...
spero solo di piantare lì tutto molto presto. ovunque sia, ma il prima possibile.
ho dato tutto quello che potevo, senza aver mai avuto niente in cambio, men che meno succederà in futuro, pertanto.....adieu!

Love,
MC

domenica 26 novembre 2017

+34 *** CI PROTEGGERA' LA NEVE *** RUTA SEPETYS (o della fine del trentaquattresimo libro nel 2017)

questo libro è un intreccio tra fantasia e realtà, tra immaginazione e fatti storici realmente accaduti, il che spesso risulta una combinazione vincente.

siamo nel 1945 e il Terzo Reich è invaso dai russi; Joana, giovane infermiera lituana, scappa trovandosi presto accanto a compagni di fuga diversi per età, provenienza e storia. ci sono Emilia, una quindicenne polacca, incinta di un soldato russo che ha abusato si lei e Florian, prussiano che custodisce un pericoloso segreto. 
la Wilhelm Gustloff
si troveranno a fuggire insieme a Klaus, bimbo rimasto solo e Heinz, il poeta, l'anziano calzolaio che darà spesso senso a tanti degli eventi che li investiranno.

"I bambini e i giovani, siete voi quelli sfortunati. Questa guerra ha ucciso molti futuri..."

il romanzo si immerge nella Storia quando i protagonisti riescono a imbarcarsi sulla Wilhelm Gustloff la quale però, con il suo destino, scombussolerà quello di tutti.

un libro che viene dalla libreria delle zie di Genova®, è una bella storia che mi ha fatto conoscere la Wilhelm Gustloff, di cui, confesso, ignoravo esistenza ed epilogo.

Ora torno a King con A volte ritornano, seguendo l'indicazione di A. 

in tutto ciò, oggi è domenica, è il 26 novembre e questo mi dice che il tempo quest'anno si è volatilizzato. sei mesi fa iniziavamo a sporgerci dal baratro lavorativo in cui io e altre centinaia di colleghi siamo finiti e da cui, prima o poi, probabilmente ognuno per sé, usciremo. me lo auguro e ce lo auguro quanto prima. 
chi ci comanda, non ci merita. nella nebbia spessa e oscura in cui stiamo brancolando, questa è l'unica cosa chiara. 

Love,
MC

giovedì 23 novembre 2017

COME I MIEI CLIENTI

in questo momento mi sento molto rompipalle, come uno dei tanti clienti che mi chiamano per dirmi che la connessione internet non funziona ma io il canone lo pago: siete dei ladri! vi denuncioooo 

spesso i suddetti non sanno che la connessione dati del loro cacchiodismartphone è spenta, ma certo loro non l'hanno mai toccata, fino a ieri funzionava! e quando gli chiedi di controllare ti dicono ma nooooo, è attiva, poi vanno a vedere e chissà come, quella è spenta ed eccolo lì, il silenzio dall'altra parte della cornetta, sabbia nel deserto, vento che fischia tra le rocce...

mentre io qui, adesso, con modem acceso e bolletta pagata per davvero, mi ritrovo con una connessione che dire schifosa è poco.
mi sta sulle scatole sta cosa, soprattutto perché nessuno mi leva dalla testa che per indurmi a passare alla fibra, Telecom mi faccia avere un servizio adsl del cavolo.
solo che io alla fibra non ci passo e, anzi, lascerò Telecom col trasloco in altri lidi. che mi son proprio rotta di questa manfrina!

oggi mi sto sulle balle da sola.
bene. ottimo.

Love,
MC

lunedì 13 novembre 2017

+33 *** SE UNA NOTTE D'INVERNO UN VIAGGIATORE *** ITALO CALVINO (o della fine del trentatreesimo libro nel 2017)

la prima definizione che mi viene da dare a Calvino e a questo libro è geniale. non ne trovo altre di più adeguate.
solo che c'è un problema: non posso raccontare nemmeno a grandi linee la trama di questo romanzo altrimenti rovinerei il libro stesso, quindi il libro va letto e basta. 😁
arrangiatevi. do it yourself.

posso solo dire che non me l'aspettavo così come in realtà è e che dopo un primo momento di smarrimento (perché, letteralmente, non si trova il filo e non si capisce il sottile senso di tutto fino a un certo punto) si legge con passione, si legge che è piacere...come una birra radler in spiaggia quando hai sete da morire! 🍺

dopo questo libro, proveniente dalla libreria di A., ho preso in mano Ci proteggerà la neve di Ruta Sepetys, proveniente dalla libreria delle zie di Genova®, da cui non attingevo da un po'.
l'ho iniziato un paio di giorni fa ma già mi piace, pur essendo qualcosa di tragico e, purtroppo, basato sulla Storia, quella vera.

Love,
MC


sabato 4 novembre 2017

+32 *** FAHRENHEIT 451 *** RAY BRADBURY (o della fine del trentaduesimo libro nel 2017)

avevo preso in mano questo libro già anni fa, ma per qualche dimenticato motivo lo avevo abbandonato quasi subito.
questa volta sono arrivata in fondo e senza sforzo, anzi, sono stata curiosa fino all'ultima pagina -tirando tardi due sere fa per finirlo - e l'aspetto che più mi ha impressionata, dall'inizio alla fine, è stato constatare quanto un libro pubblicato nel 1953 sembrasse scritto ieri e scritto proprio per noi esseri umani del 2017, giovani, adulti, ragazzi, anziani, bambini.
un Bradbury ispirato, senza dubbio visionario, direi inquietante per la sua precisione nel descrivere scenari con sessant'anni di anticipo...

siamo in una città americana qualsiasi del futuro ma dopo gli anni '60 (e verrebbe da dire ma no, sarà tipo ambientato nel 2154! e invece...) e Guy Montag è un pompiere che però appicca incendi e non li doma, con un unico, specifico scopo: distruggere le case di coloro (e magari anche coloro) che nascondo libri, dal momento che leggere è proibito.

dall'essere un milite del fuoco orgoglioso e dedito, col tempo Montag inizia a domandarsi cosa mai possa esserci nei libri di così pericoloso, visto tutto l'impegno che il governo mette nel volerli eliminare, fino a quando si renderà conto di esser sempre stato dalla parte sbagliata della barricata. il tutto inizia con la vista di una donna la quale preferisce bruciare insieme ai suoi libri piuttosto che abbandonarli. follia pura?

si ritroverà a unirsi a uomini di pensiero, professori universitari, scienziati, studiosi i quali, vivendo ai margini della società, custodiscono i libri nelle loro menti per non rischiare la vita e poter trasmettere un giorno (non troppo lontano, si vedrà) la conoscenza alle genti fino a quel momento lobotomizzate.

"...E quando la guerra sarà finita, uno di questi giorni, o uno di questi anni, si potranno riscrivere i libri, e la gente sarà chiamata, le persone verranno a una a una a recitare quello che sanno e noi ristamperemo ogni cosa, fino a quando le tenebre di un nuovo Medio Evo non ci costringeranno a ricominciare tutto da capo. Ma questa è la cosa meravigliosa dell'uomo: che non si scoraggia mai, l'uomo, o non si disgusta mai fino al punto di rinunciare a rifar tutto da capo, perché sa, l'uomo, quanto tutto ciò sia importante e quanto valga la pensa di essere fatto."

è un libro da leggere assolutamente, senza se e senza ma, non ci sono scuse per non farlo e sono contenta di averlo letto, questa volta fino in fondo.
anche questa volta, come tante volte, grazie ad A. 😘

adesso vado avanti con Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino, iniziato ieri sera e che penso porterò avanti in questo fine settimana, visto che da più parti del mio corpo mi si sta chiedendo di fermarmi e riprender fiato.

Love,
MC

lunedì 23 ottobre 2017

+31 *** QUANDO L'AMORE NASCE IN LIBRERIA *** VERONICA HENRY (o della fine del trentunesimo libro nel 2017)

e' stato un piacere leggere questo romanzo.
una storia rilassante, piacevole e dal quale farsi portare. che poi dovrebbe essere lo scopo di ogni romanzo: portarci via con sé.

la Henry ci parla di gente diversa che per un motivo o un altro ama i libri; uomini e donne che amano qualcuno che ha amato i libri e ai quali ha dedicato tutta la sua vita; individui che ritrovano il motivo del loro esistere e dell'essere accanto a una persona in particolare, grazie ai libri; donne che ritrovano lo scopo della loro vita grazie ad una libreria...

insomma, l'amore nasce in libreria o comunque attraverso un libro. può succedere, sì.
forse è un così bel romanzo proprio per questo: è plausibile, concreto. potrebbe succedere a chiunque. magari è già successo.
per me libri e amore sono intrinsecamente collegati, lo sono sempre stati ma ultimamente più che mai. 💗

da Quando l'amore nasce in libreria

e così come mi è stato consigliato, lo raccomando a mia volta, sì, proprio per la sua piacevole semplicità; si scioglie velocemente e con piacere, come un sottile pezzo di cioccolato finissimo in bocca...

ieri sera ho preso in mano una pietra miliare della letteratura, Fahrenheit 451 di Ray Bradbury... perché sì, devo anche pensare a consolidare le fondamenta della mia conoscenza. 😉

Love,
MC


martedì 10 ottobre 2017

+30 *** LA PICCOLA CASA DEI RICORDI PERDUTI *** HELEN POLLARD (o della fine del trentesimo libro nel 2017)

qualche ora fa avevo detto che sarei arrivata in fondo a questo romanzo da femmine e in effetti è successo e in tempi inaspettati. 
nonostante la storia molto leggera e a tratti poco credibile, questo libro mi ha fatto da salvagente, oggi pomeriggio. l'ho preso in mano intorno alle 15.30 e si è fatto leggere fino alle 19 inoltrate, portandomi alla fine. 

mi ha fatto da salvagente da un pomeriggio che si sarebbe ridotto a un ammasso di pensieri negativi, tossici che lévati. e invece la sua trama leggera come lino a tratti scadente, mi ha distratto da rabbia, astio, risentimento, fastidio ma anche interrogativi, dubbi e domande che mi sarebbero vorticosamente girati in testa mettendomi al tappeto. in queste quattro ore di lettura forsennata il cervello è stato spento al punto giusto, al punto necessario per seguire il filo della storia, per anche notare certi particolari o descrizioni (e infatti qualcosa ho annotato, come mio solito...) ma non per ascoltare tutto il resto che invece...è tornato a farsi largo, in un attimo, in testa, a lettura finita. nemmeno l'ascolto di Radio2 cenando è servito a qualcosa...

riconosco quindi a questo romanzo almeno questo merito, di avermi tenuto un po' a bada oggi.

adesso devo trovarne un altro che faccia lo stesso e magari anche di più.

Love,
MC

+29 *** L'OCCHIO DEL MALE *** STEPHEN KING (o della fine del ventottesimo libro nel 2017)

ho finito questo terzo libro di King già da qualche giorno, ma per casini vari (tra cui pigrizia fisica e mentale) non sono riuscita a scriverne prima.

dei tre letti fino ad ora, L'occhio del male è quello che ho trovato più cupo, con qualche immagine descrittiva che faceva decisamente l'occhiolino all'horror. niente di pauroso, no, solo una finestra aperta sull'orrifico da cui King fa affacciare il lettore, come a dire: ecco, guarda là, guarda cosa può diventare la realtà, se continuo a lavorarci sopra...ma per questa volta va bene così, chiudiamo la finestra, dai, che sennò c'è corrente e allora si che dovrai tenerti forte!

la storia è fantasiosa ma come sempre in King, impregnata di sentimenti vari che caratterizzano soprattutto il protagonista, William Halleck.
avvocato obeso, rimane vittima di una maledizione da parte di un vecchio gitano dopo che, per una fatale distrazione, investe con l'auto e uccide la madre di quest'ultimo. la vendetta del figlio consiste quindi in una maledizione che lo condanna a vivere, per arrivare poi a morire, perdendo peso. sì. condannato a dimagrire anche tre chili al giorno alla faccia delle migliaia di calorie ingerite.
il problema creerà conseguenze difficili nel rapporto con moglie e figlia e nella sua vita personale, e William arriverà in qualche modo a trovare una soluzione per annullare la maledizione ma sul finale... King ci sorprende ancora.
finale netto, improvviso, quasi. lo si comincia ad assaporare già da qualche pagina, ma poi alla fine vuoi o non vuoi, sorprende. a me ha sorpreso.

se dovessi fare una classifica di questi tre romanzi, vince La zona morta anche se appena sotto, proprio pochi centimetri sotto c'è subito 22/11/1963 e dopo c'è L'occhio del male.

ora attendo che il mio A. mi illumini nuovamente d'immenso circa nuovi lidi dello Stephen...

io nel frattempo mi sono messa a leggere La piccola casa dei ricordi perduti di Helen Pollard, che fino ad ora si è dimostrato essere un romanzetto da femmine sotto l'ombrellone (anche se io quest'estate sotto l'ombrellone ho letto prima La zona morta e poi 22/11/1963, per dire...) dove una coppia inglese, in vacanza in una sorta di b&b in Francia, scoppia a pochi giorni dall'arrivo perché lui va a letto con la moglie del proprietario di quindici anni più grande e, ovviamente, vengono scoperti dalla fidanzata di lui.
i due vanno via insieme (maddai su...) mentre lei rimane a finire la vacanza. una bella mattina arriva il giardiniere del b&b a far manutenzione al giardino, il quale giardiniere, ma guarda un po', è il figo di turno che suda a comando solo sulle braccia e sul petto, mentre lavora a torso nudo a sfrondare gli alberi...
insomma, io al mare leggo delle riviste da 1€ da mononeurone, se proprio devo abbassare i giri del cervello...
vabbè, arriverò in fondo a questo libro comunque ma...

Love,
MC

giovedì 21 settembre 2017

BONO - CAN'T HELP FALLING IN LOVE

nonostante sia cresciuta con Bono, The Edge, Adam e Larry, meglio noti nell'universo mondo come U2, questa versione di Can't help falling in love mi mancava.



l'ho scoperta per caso, scartabellando nell'archivio di Youtube - che sa dare spesso immenso piacere a spirito e corpo - mentre cercavo la stessa canzone ma in una versione conosciuta, già sentita anche dal vivo.
mi è capitata tra le mani, quindi, e benedetto il momento in cui ho fatto clic su quel link.
e sì, perché mi si è aperto un mondo, un nuovo mondo sulle corde vocali di Bono e le sue profondità immense, basse e carezzevoli, conturbanti, e in falsetto ma pur sempre dolci e avvolgenti.
come cambia la sua voce su "...a sin" per poi aprirsi in tutta la sua vibrante sonorità...
da brividi, insomma. questa canzone mi dà i brividi. 😍😍😍

ne consiglio l'ascolto in cuffia. (la voce fuori campo è di Elvis, ladies and gentleman...)

Love,
MC

PS che poi pure il testo...parliamone:

Wise men say
Only fools rush in
But I can't help falling in love with you
Shall I stay?
Would it be a sin
If I can't help falling in love with you?

Like a river flows
to the sea, so it goes
Some things are meant to be
Take my hand,
Take my whole life, too
For I can't help falling in love with you
For I can't help falling in love with you

che sarebbe questo:

Gli uomini saggi dicono: solo gli sciocchi sono precipitosi
ma io non posso fare a meno di innamorarmi di te
Dovrei rimanere?
Sarebbe un peccato
se non potessi fare a meno di innamorarmi di te

Come un fiume scorre verso il mare
è così che va
Alcune cose sono pensate per essere così
Prendi la mia mano, prendi anche tutta la mia vita
Perché non posso fare a meno di innamorarmi di te
Perché non posso fare a meno di innamorarmi di te

martedì 19 settembre 2017

+28 *** 22/11/20196 *** STEPHEN KING (o della fine del ventottesimo libro nel 2017)

ormai è ufficiale: Stephen King è il mio scrittore maschile preferito e potrei anche chiudere così la mia dichiarazione circa questo libro. 😋

mi sono emozionata a leggere questo romanzo impregnato di sentimento, storia vera e fantasia coinvolgente, a tratti sconvolgente e terrificante. non horror, sia chiaro ma terrificante un po' sì, in special modo quando King ci delinea scenari apocalittici che definirei nemmeno troppo lontani dalla realtà di oggi. o meglio: che se non stiamo bene attenti, potrebbero tramutarsi in realtà e...Dio ce ne scampi.

King non ci parla solo dell'assassinio di JFK e di Lee H. Oswald (che non si è ancora capito se sia stato l'unico ad avere Kennedy al centro di un mirino e a far fuoco oppure no), ma attraverso gli occhi di Jake-George ci racconta anche, criticandola pesantemente e senza troppi giri di parole, la vita nell'America degli anni '60, quella in un Paese che da questa parte del mare poteva ancora, forse, apparire come la terra promessa, quella dei sogni che divenivano realtà, la terra della felicità, quando invece era anche la terra delle forti diseguaglianze, della divisione di classi e della discriminazione razziale. chissà quanto di tutto questo, oggi, nel 2017, è veramente cambiato con tutto il sacrificio di John Kennedy e, perché no, Martin Luther King...

da questa parte dello stesso mare di cinquant'anni fa, spesso si ha la sensazione che non si siano fatti chissà quali passi da gigante per l'umanità americana -e per quella in generale. anzi, spesso sembra che ci siano stati solo balzelli leggeri, come quelli di Neil Armstrong sul suolo lunare nell' A.D. 1969.

è un ottimo libro, mi è piaciuto tanto e credo proprio che entrerà di diritto nella lista di quelli da rileggere. lo riprenderò sicuramente, anche se già questa prima lettura mi ha travolto, catapultandomi nel Sud degli Stati Uniti e accanto a Jake-George e Sadie e al loro amore. non capita spesso di finire un capitolo e pensare adesso succede questo per forza oppure noooo dai, non può essere vero, non voglio credere che le succeda questo...

confermo quanto già detto del precedente King letto, rubando le parole ad A.: va letto come minimo a scuola, porcamiserialadra, e se fossi un'insegnante di italiano lo darei come compito delle vacanze obbligatorio senza possibilità di revoca ai miei studenti. non sono insegnante, purtroppo (un purtroppo molto amaro, me ne rendo conto mentre lo scrivo) quindi mi limiterò a consigliarlo ai miei amici di letture.

ho un altro King pronto, L'occhio del male, (del quale, confesso, ho nebbia totale circa la trama e adesso non mi va di cercarla su google 😇) ma no fear: la libreria digitale è fornita e anche quella cartacea. attendo solo un confronto con il mio anfitrione A.

Love,
MC

sabato 16 settembre 2017

FINALMENTE PIOVE

è da ore che aspettavo che piovesse e finalmente adesso su Roma si sta abbattendo un bel temporale.

l'ho aspettato tutto il giorno, era previsto. era previsto da da qualche ora ma le condizioni ottimali si sono scatenate solo adesso, evidentemente, e la cosa trova un tempismo perfetto con il mio stato d'animo attuale, che necessita di una drastica lavata da capo a piedi.

voglio, devo lavar via stati d'animo difficili subentrati nelle ultime ore, pensieri tossici che mi hanno fatto respirare a metà, seghe mentali che hanno inquinato l'aria intorno...
spero solo che l'acqua di stasera sia sufficiente.

Love,
MC

lunedì 4 settembre 2017

ALL OF ME - JOHN LEGEND

la canzone di stasera è decisamente questa.
Spotify me l'ha proposta sul pc, mi sono messa le cuffie per fare l'analisi logica del testo e...niente. penso sia una delle canzoni d'amore più struggenti che abbia mai sentito, grazie alla perfetta combinazione tra parole, voce, pianoforte e quindi melodia...
una canzone d'amore, per l'amore. una dichiarazione continua. 😍😍😍



What would I do without your smart mouth?
Drawing me in, and you kicking me out
You've got my head spinning, no kidding, I can't pin you down
What's going on in that beautiful mind
I'm on your magical mystery ride
And I'm so dizzy, don't know what hit me, but I'll be alright
My head's under water
But I'm breathing fine
You're crazy and I'm out of my mind
'Cause all of me
Loves all of you
Love your curves and all your edges
All your perfect imperfections
Give your all to me
I'll give my all to you
You're my end and my beginning
Even when I lose I'm winning
'Cause I give you all of me
And you give me all of you, oh oh
How many times do I have to tell you
Even when you're crying you're beautiful too
The world is beating you down, I'm around through every mood
You're my downfall, you're my muse
My worst distraction, my rhythm and blues
I can't stop singing, it's ringing, in my head for you
My head's under water
But I'm breathing fine
You're crazy and I'm out of my mind
'Cause all of me
Loves all of you
Love your curves and all your edges
All your perfect imperfections
Give your all to me
I'll give my all to you
You're my end and my beginning
Even when I lose I'm winning
'Cause I give you all of me
And you give me all of you, oh oh
Give me all of you
Cards on the table, we're both showing hearts
Risking it all, though it's hard
'Cause all of me
Loves all of you
Love your curves and all your edges
All your perfect imperfections
Give your all to me
I'll give my all to you
You're my end and my beginning
Even when I lose I'm winning
'Cause I give you all of me
And you give me all of you
I give you all of me
And you give me all of you, oh oh


e dopo cotanta poesia, cos'altro dire se non

Love,
MC

lunedì 28 agosto 2017

+27 *** QUATTRO TAZZE DI TEMPESTA *** FEDERICA BRUNINI (o della fine del ventisettesimo libro)

no. non ci siamo.
mi spiace dirlo ma questo Quattro tazze di tempesta non mi è piaciuto neanche un po'.
ci racconta il tradizionale, annuale, incontro tra amiche italiane a metà Francia, a cui da anni queste quattro sono fedeli in occasione del compleanno di una di loro. ognuna arriva all'appuntamento sempre col suo bel bagaglio emotivo dietro, con qualche novità che scompiglierà gli animi, con un po' di rabbia da sfogare con chi si sa ci vorrà comunque sempre bene...
sarebbe stata una buona occasione per far venir fuori un connubio di vite, uno scambio di cuori e amicizia, per far scatenare 'ste quattro tempeste in quattro tazze, e invece la storia non è mai decollata, è sempre rimasta sulla pista di rollaggio e pure a mezza velocità. 
la Brunini non ha avuto forse la forza di spingere sull'acceleratore, non lo so, ma questo romanzo non mi è piaciuto e resterà lì per sempre. fermo. non lo riprenderò in mano e no, non lo consiglierò. no, nemmeno per un pomeriggio sotto l'ombrellone.
I'm sorry but...
subito dopo sono tornata a King e al suo 22/11/1963, sempre su segnalazione di A. e che dire...

1) sono affascinata, di nuovo, dalla capacità narrativa di King. ha ragione A. quando mi dice che andrebbe studiato a scuola come esempio di scrittura creativa, semplice ma efficace e diretta, che resta.
2) sono 848 pagine, sono a pagina 102 ma il numero delle pagine non mi spaventa, ho letto altri libri paragonabili per lunghezza e, anzi, penso che chissà cosa diavolo s'è inventato e meno male che ce n'è tanto, così non finisce subito!;
3) devo sapere come va avanti, quindi oggi che starò a casa - visto che nell'ultima settimana ci sono stata solo per dormire-  leggerò, leggerò e leggerò: mi voglio ammazzare di parole.

intanto inizia oggi per me un'altra settimana di ferie, che visto il rientro da folli che ho vissuto da lunedì 21 agosto (per la follia che ho dovuto affrontare, vedere, cercare di tener lontana da me) mi fa proprio bene. mi fa male per qualcosa d'altro, ma cercherò di tenere botta, barcamenandomi chissà come... 

per quest'ultimo sprazzo di ferie estive non credo che andremo via se non, forse, per un paio di giorni in Puglia per questioni più che altro logistiche che turistiche (anche se un bel bagno in Adriatico pugliese mi piacerebbe assai) ma visto che questa estate il sole preso è stato quello di Fregene e in tanti mi hanno detto "ma dove sei andata al mare, sei abbronzatissima?!?!"  ho potuto constatare direttamente che il sole di Fregene colora la pelle -bene, per giunta- come quello della Thailandia 😎 a molti meno euri, e di questi tempi...😁

Love,
MC

giovedì 17 agosto 2017

+26 *** MA LE STELLE QUANTE SONO *** GIULIA CARCASI (o della fine del ventiseiesimo libro nel 2017)

ho letto questo libro in un paio di giorni, forse tre.
ho fatto bene a scegliere di leggere prima la versione di Alice e poi quella di Carlo.
mi sono lasciata attrarre prima dal punto di vista femminile per solidarietà di genere, sicuramente, ma penso che sia effettivamente l'ordine giusto: prima la donna, poi l'uomo, ladies first, come nella vita, come prevede il galateo, ma la versione di Alice dice tanto di più di quella di Carlo; quando parla il maschio tante cose vengono omesse, date per scontate, riassunte. esattamente come fanno i maschi spesso. un po' tanto spesso. un po' sempre. 😅

ho passato parecchio tempo della lettura a fotografare vari passaggi scritti.
per la bellezza dei pensieri messi nero su bianco, per le verità che raccontavano, per un senso di coinvolgimento.
molte più le foto fatte nella versione di Alice che in quella di Carlo, ma d'altronde il punto di vista femminile è mio, mi coinvolge di più, quindi per forza...


Alice e Carlo sono compagni di classe, ultimo anno al liceo classico, qualche mese prima dell'esame di maturità.
sono amici ma non sanno ancora che in realtà sono anime gemelle. si amano e non lo vogliono ammettere, provano a nascondersi dietro Giorgio una e dietro Ludovica l'altro ma non regge. non c'è verso. se si è destinati a stare insieme, prima o poi si inciampa uno nell'altra, per scoprire che quel sasso è un diamante, una gemma preziosa da raccogliere, pulire dalla polvere e custodire.

è un libro leggero, scritto bene in molti passaggi ma leggero. da ombrellone ma anche no, piacevole, carino. con degli adolescenti coinvolti ma che parla d'amore a tutti.

adesso prendo in mano Quattro tazze di tempesta di Federica Brunini, comprato insieme a Ma le stelle quante sono.

oggi mare. mancano tre giorni al D-Day. devo fare il pieno di ossigeno, cielo, mare, sole, aria pura, mente libera.

Love,
MC

martedì 15 agosto 2017

+25 *** LA ZONA MORTA *** STEPHEN KING (o della fine del venticinquesimo libro nel 2017)

ho finito poco fa questo romanzo, il primo mai letto di King.
consigliato dal mio amico A. durante uno dei nostri scambi di nozioni culturali (in cui rientrano film, musica, libri, vacanze, cibo, alcool e quant'altro -in effetti parliamo un sacco! 😅) ho iniziato questo libro fidandomi delle sue parole, ovvero che non avrei trovato niente di pauroso od orrifico.

arrivata in fondo, dico che ho fatto molto bene a fidarmi perché non ho mai avuto paura e, anzi, mi sono ritrovata coinvolta, toccata, affascinata dalla maestria di King nel combinare insieme le parole.
parole facili, niente di filosofico o ricercato, ma che proprio perché così semplici, messe insieme lasciano il segno.

"...e per la seconda volta i suoi occhi si incatenarono in una perfetta reciproca consapevolezza con quelli di Johnny...". e non si parla di un momento d'amore tra due partner ma...

oppure anche "...è sbagliato ma potrebbe risultare esatto...".

Stephen King
Johnny cade sul ghiaccio da bambino, batte sonoramente la testa, sviene ma apparentemente non ci sono conseguenze.
anni più tardi, dopo una serata alla fiera con quella che, e lo scoprirà più tardi, è la donna della sua vita, è vittima di un incidente d'auto pauroso, in cui il tassista che lo riportava a casa muore sul colpo, mentre lui entra in coma.
quattro anni e mezzo dopo si risveglia con un dono... può capitare che, toccando qualcuno possa sentire o vedere avvenimenti futuri o in corso. con tutte le conseguenze del caso.

la storia prende, coinvolge, travolge e commuove.
bello, bellissimo libro. da leggere.

ora prendo in mano Ma le stelle quante sono di Giulia Carcasi.
mi ha incuriosito la copertina: da una parte c'è un viso di donna, con scritto Alice. dall'altra parte c'è un viso di un (bell') uomo con scritto Carlo. mi sa che è la stessa storia vista dal punto di vista di lei e di lui. per questa ipotesi l'ho comprato. vediamo.

intanto ho già il prossimo titolo di King da comprare sull'ebook: 22/11/63, sempre su segnalazione di A.
facciamo che lo vado a cercare subito, che se so che ce l'ho pronto da leggere, sono più tranquilla! 😎

Love,
MC

L'ESTATE E LA MUSICA DEGLI ANNI '60

mi è sempre piaciuta, la musica degli anni '60. sempre.
ieri sera tornando dal mare mi è tornata in mente Notte di Ferragosto di Gianni Morandi. non so perché, non ricordo nemmeno se perché è passata in radio...

avevamo trovato un'audiocassetta di Gianni Morandi in regalo con un detersivo, penso a metà degli anni '80 (povero Morandi, accompagnava l'idea dei vestiti puliti...o di quelli sporchi da lavare?!?!) e in quella raccolta c'era, oltre a Notte di Ferragosto, anche La Fisarmonica, Occhi di ragazza, In ginocchio da te...
sono canzoni semplici, di amori veri, tormentati, difficili, finiti ma possibili, che abbiamo avuto, vissuto, sognato...

Notte di ferragosto 
calda la spiaggia 
e caldo il mare 
freddo questo mio cuor senza te

Notte di ferragosto 
il mio pensiero torna da te 
forse tra le tue braccia 
c'è lui c'è lui

E mi accorgo di amarti 
ogni giorno di più 
anche se mi ripeto 
che l'amore non c'è 
non c'è non c'è 
no perché se ci fosse un amore così 
come quello che provo 
questa notte per te 
per te per te 

tu saresti con me  

un'altra canzone bellissima per me è Sapore di maregrande classico, eterno, sempre attuale. e quante volte, da adolescente, me la sono cantata nella mente, ammirando da lontano (da lontanissimo) il ragazzo che in quel momento, in quell'estate, mi faceva battere il cuore e passare il tempo a guardare il mare mentre lui, ignaro, francese e bellissimo, volava sul suo windsurf nei mari della Corsica, nella lontana estate del 1992...

Sapore di sale
sapore di mare
che hai sulla pelle
che hai sulle labbra
quando esci dall'acqua
e ti vieni a sdraiare
vicino a me vicino a me
ti butti nell'acqua
e mi lasci a guardarti
e rimango da solo
nella sabbia e nel sole
poi torni vicino
e ti lasci cader
cosi nella sabbia
e nelle mie braccia
e mentre ti bacio
sapore di sale
sapore di mare
sapore di te

su Youtube c'è il commento di un utente su questa canzone, che mi ha colpito, perché riporta a quegli anni, che tanto mi affascinano. eccolo:


io avevo 15 anni e la televisione la possedeva solo qualche ricco del tempo. Di fronte alla mia camera da letto, all' altro lato del vicolo, abitava una famiglia che aveva una latteria, e si era potuta permettere di comprare un giradischi. Quella estate, quasi tutte le sere, dopo aver appestato la camera col DDT, mia madre , mio padre ed io, ci affacciavamo alla finestra ad ascoltare " Sapore di sale ", " Roberta ", " Legata ad un granello di sabbia ", che i dirimpettai, forse per mera ostentazione, forse per accomunarci alla loro gioia, diffondevano a tutto volume per il breve vicolo. Probabilmente loro non saranno più tra noi, ma spero che dal cielo riescano a raccogliere il mio più grande ringraziamento.


impossibile non citare Una carezza in un pugno di Celentano, cantata con quella sua voce bassa e conturbante...

quando riascolto queste canzoni, mi chiedo sempre com'era la vita a quei tempi. 
i miei genitori erano poco più che adolescenti, pronti a spiccare il volo, pieni di quella voglia di spaccare, di vivere, di cambiare il mondo che ti prende a vent'anni...
mi dico che mi sarebbe piaciuto vivere quegli anni, forse viverli un po' alla Ritorno al Futuro, in incognito per poi tornare sapendo alcune cose ma non tutto (nessuno dovrebbe sapere troppo sul proprio futuro!). 
chissà come sarei stata, chissà cosa avrei fatto, pensato, chi avrei amato, come sarebbe stata la mia vita...
sogni a occhi aperti, come quando ascolto queste canzoni!

Love,
MC


lunedì 7 agosto 2017

+24 *** IL SILMARILLION *** J.R.R. TOLKIEN (o della fine del ventiquattresimo libro nel 2017)

questa lettura è stata lunga. non difficile ma lunga, almeno in qualche passaggio.
è un po' l'opera prima di Tolkien la cui stesura iniziò ben 100 anni fa, nel 1917, e da cui poi sarebbero scaturite tutte le sue altre storie e racconti, primo tra tutti Il Signore degli Anelli.

i tanti nomi dei personaggi (ma proprio tanti) in elfico o nella lingua degli orchi, mi hanno complicato un po' la lettura: perdevo pezzi, facevo fatica a collegare le varie famiglie e discendenze ma ho apprezzato molto lo stile romantico e diretto dell'autore, come per esempio qui:

(...) Varda comandò che la Luna seguisse uguale cammino, passando sotto la Terra per levarsi a est, ma soltanto dopo che il sole fosse sceso dal cielo. Tilion, però, procedeva con incerto passo, come fa tuttora, ed era pur sempre attratto da Arien, come sempre sarà; sicché sovente accade che entrambi siano visti assieme sopra la Terra, e che a volte egli tanto le si accosti, che la sua ombra ne esclude la luce, e nel bel mezzo del giorno succeda la tenebra (...). 

 o qui:

"...e avevano avuto anche una figlia, a nome Elwing, vale a dire Spruzzo di Stelle, ché era nata in una notte stellata in cui la luce degli astri riscintillava negli spruzzi della cascata di Lanthir Lamath, accanto alla casa di suo padre".

Riscintillava. Che non è né "scintillava" né "risplendeva". Riscintillava.

cosa si può dire a uno che ti fa conoscere una parola che non pensavi esistesse, come è stato per me con riscintillava, facendomi vedere una sfumatura di luce, una rifrazione che non avevo mai vistonon gli si può dire niente se non ringraziarlo per averlo scritto, facendomi vibrare dentro (e per avermi poi deliziato con Il Signore del Anelli, Lo Hobbit e quant'altro, ovviamente).

leggere questo libro mi ha ricordato perché succedono certe cose ne Il Signore degli Anelli e da dove vengono alcuni personaggi fondamentali di quel romanzo.
va letto per chi è un appassionato del genere e perché nonostante tutto è un bell'insieme di racconti, tutti legati uno all'altro.

ho apprezzato molto le due appendici Akkallabêth - La caduta di Numenor così come Gli anelli di Potere e la Terza Età, in cui questi racconti giungono alla conclusione.
in quest'ultimo si trova una sorta di prefazione a Il Signore degli Anelli che completa definitivamente Il Silmarillion e il suo legame indissolubile con questo romanzo.

oggi in spiaggia ho iniziato La zona morta di Stephen King.
ho letto le prime 86 pagine nella pausa del dopo pranzo, rigorosamente sotto l'ombrellone, con la calura che infuriava attorno a me. sono solo all'inizio delle 464 pagine ma posso dire che mi sta piacendo tanto.
primo libro di King preso in mano, che il mio amico A. mi ha consigliato sapendo che sono una fifona che non vuole stressarsi la vita né leggendo un romanzo né guardandosi un film. 😝

intanto su Roma pare esserci un po' più di aria di ieri sera, oltre a un'eclissi di luna di cui...ehm...ho ignorato l'esistenza fino a poco fa! ma sono in ferie, dai, il cervello gira al minimo, sono giustificata! 😋

Love,
MC

giovedì 3 agosto 2017

CICALE NOTTURNE

parlare del caldo soffocante che c'è su Roma da giorni non è certo l'idea dell'anno, ma sto facendo un test: voglio vedere se scrivere al pc fa sudare come stare fermi, seduti, a fare niente.
dovrebbe, perché qui si pensa e si muovono, seppur di poco, le mani.

ieri sera ho provato a dormire intorno alle 23:30, alle 0:45 ero ancora sveglia e le cicale non si erano ancora fermate di cantare.
casa nostra è in una zona piena di alberi, per fortuna, che in estate ospitano miliardi di cicale, per sfortuna. ci sono giorni in cui sì, cantano, fanno da sottofondo quasi piacevole e d'altronde è estate e anche loro devono fare il loro lavoro, ma in dieci anni di vita qui non le avevo mai sentite cantare a sera così inoltrata. 😥 preferisco molto di più il canto dei grilli notturni, ma quelli ci sono in campagna e quando fa un po' meno caldo... 

non so se a un certo punto della notte si siano fermate, perché per mia fortuna ho dormito, so solo che alle 7:25 questa mattina erano già in attività. ora fuori c'è un gran casino, manco a dirlo: chi parla al telefono con me le sente attraverso la cornetta. rumore assordante.
questa mattina alle 8:30 sul balcone a nord, all'ombra, il termometro segnava 29°C.

tra un'ora devo uscire per andare a lavorare per il penultimo giorno di purgatorio (se non mi sciolgo sull'asfalto nel tragitto casa-macchina e macchina-ufficio) dopo di che domani dalle 14:01 sarò libera per due settimane e i bisognosi di psicoterapia avranno altre orecchie ad ascoltarli, altre menti a mandarli a quel paese, altre voci a dire cose diverse da quelle veramente necessarie (leggi butta il telefono e non mi sbomballare).
poi si rientra il 21, ma intanto pensiamo che oggi è il 3 agosto e basta. un giorno alla volta.

Love,
MC

Ps confermo: scrivere al pc fa sudare.


sabato 29 luglio 2017

LETTERA APERTA AD UNA DONNA...

per me facebook è la vetrina del cazzeggio. per quanto mi riguarda lo uso per pubblicare vignette, brevi descrizioni di aneddoti per lo più tragicomici con cui spesso mi deliziano i clienti, foto provenienti dal mio account Instagram...
per me è sempre stato questo e continua ad esserlo. raramente pubblico foto mie, praticamente mai selfie (anche perché non sono capace a farmeli! 😁)

ho scoperto di avere amici digitali che invece, porca vacca, IL social lo prendono proprio sul serio. c'è una persona in particolare, un'amica d'infanzia mia coetanea, che pubblica praticamente solo selfie, più di uno al giorno, con quello che mangia a colazione, a pranzo, a cena, a merenda, in bagno e sempre con almeno il suo visto in primo piano. nelle foto fortunate, rientrano anche altre parti del corpo.

bellissima donna, niente da dire. era la mia amica figa di quando eravamo bambine (ha sempre avuto lo stampo della bellona, bel corpo e belle tette da sempre e infatti quando da ragazzine eravamo insieme, io diventavo trasparente, lei riempiva tutto lo spazio) e quindi certo, va anche bene vedere due occhi verdi in primo piano che ti sorridono ammiccanti...fino a quando arriva la foto casualmente presa dall'alto, quando sempre altrettanto casualmente quel giorno si aveva addosso una canottiera con sottili spalline e, opsnon me nero accorta, la riga del seno ben visibile con didascalia molto descrittiva: a pettorali mi sa che andiamo bene...forse devo migliorare con gli addominali.

ora. cara amica. senti. si, l'abbiamo capito, sei figa, ti ci senti e lo vuoi dire al mondo (e ce lo dici già ogni giorno più volte al giorno, tipo cura antibiotica), ma qui vuoi solo sentirti dire manno', dai, sei già una sgnaccherona così, ma che dici, ma non ti serve fare addominali!!!
capisco che la voglia di trovare un uomo bruci e sia impellente, per carità, capisco pure che in certi momenti per tirarsi su il morale si spiattellino al mondo i propri punti forti per farseli apprezzare e prendere questi complimenti come dose di incoraggiamento, dirottandoli là dove mancano al momento, ma da questa parte dello schermo a parte i like dei tuoi amici maschi digitali (che ci sono di certo perché...beh, lo sai, perché) diventi un po' l'amica stronza, no?

e poi, te lo devo proprio dire. l'altro giorno stavo per risponderti senza parole ma con una foto.
una sola foto con una didascalia:

addominali tipo questi?
e, sì: sono io ma siccome mi vergogno a farmi i selfie, mi sono tagliata la testa da sola! 😎

Love,
MC

martedì 25 luglio 2017

TI FIDI DI ME?

...e questa può sembrare la famosa domanda che Jack rivolge a Rose sulla punta della prua del Titanic, quando volano per mano davanti all'oceano nell'ultimo tramonto del loro amore, ma non lo è. cioè, lo è stato ma non sto pensando a quello.

è una domanda che ho posto anche io, oggi, e a cui ho avuto come risposta un bellissimo quanto inaspettato tu ti sei fidata di me, io con te ci metto tutte e due le mani nel fuoco.
ecco. non me l'aspettavo.
è una frase semplice, diretta, chiara che più chiara non si può. ed è così semplice che dice tanto. dice tutto.
sono stata capita, forse è questo che mi ha colpita. e anche molto rapidamente, aggiungerei.

e sì, perché una è sé stessa nelle piccole cose di ogni giorno -non saprei proprio essere altra o diversa da come sono- e scopre, come sempre, come milioni di altre volte, che è la cosa migliore che possa fare nella vita. perché questo conta: essere come si è e basta, lasciando altrove le pose, le finzioni, le seghe mentali...

la fiducia che ho dato, oggi mi è ritornata indietro tutta insieme e come una grande regalo, una sorpresa, quando meno me lo aspettavo, quando mi ero già dimenticata della mia riposta incondizionatamente...

per me è sempre così semplice fidarmi delle persone, ma così sconvolgente, anche, vedere tornare indietro tutto il bene.

grazie A.

Love,
MC



+22 *** THE OUTSIDER *** STEPHEN KING (o della fine del ventiduesimo libro nel 2018)

e anche questo King lo abbiamo letto e goduto. me lo sono letteralmente bevuto come un boccale di radler al bar del rifugio alla fine di un...