giovedì 28 giugno 2018

+13 *** MR. MERCEDES *** STEPHEN KING (o della fine del tredicesimo libro nel 2018)

sembrerebbe che io non possa fare molto a meno di King, visto che a un paio di libri letti dopo IT sono tornata dritta dritta tra le braccia del grande Re con l'ultima trilogia pubblicata negli Stati Uniti nel 2014.
e in effetti è così, penso sia definitivo, ufficiale ormai, che più di tanto non si riesca a star lontani dal suo stile una volta che lo si è assaporato, bevuto, goduto.
e dopo i suoi libri letti, dopo il capolavoro di IT non posso non dire di non essere una sua fan, cosa che non avrei mai più pensato - ma questo ormai si sa.

di questo passo finirò per leggermi tutti i suoi libri in attesa di nuove pubblicazioni? è probabile, chissà, intanto sono in ballo con questa trilogia (ho già iniziato il secondo libro) e posso dire che Mr. Mercedes intriga, stuzzica la voglia di andare avanti (che è poi il motore principale di un romanzo...), fa sorridere a volte ma disturba in altrettanti momenti se non di più, con alcuni passaggi veramente fastidiosi, che perché lontani anni luce dal fantastico (quindi reali, possibili) rompono le scatole, urtano, scrollano le spalle della sensibilità umana. non solo: quando entra in scena Mr. Mercedes si sente dentro lo stomaco una corda che inizia a girarsi, a bagnarsi e a diventare rigida per poi annodarsi e restare lì.
la storia si snoda nel 2009 e vede Brady-Mr. Mercedes, folle attentatore e Hodges, ex poliziotto in pensione che si trova a dargli la caccia e per quanto la bontà di quest'ultimo, il suo rifiorire con questa indagine, stemperi un po' l'aria, la follia di Brady aleggia per tutto il libro e porcamiseria il finale ti spiazza perché no, non è possibile che succeda veramente, accidenti a lui!

la storia di amore e passione di Johanne e Hdges mi ha fatto sognare, anche se penso che King in qualche momento abbia esagerato con qualche sberla di troppo sul cuore del lettore ma la storia è quella e il Re l'ha dipinta benissimo come al suo solito, lasciandomi dentro l'urgenza di iniziare Chi perde paga il prima possibile, cosa che ho fatto non appena A. me ne ha dato la possibilità (prestandomi il secondo libro, dopo averlo letto lui) ovvero due giorni fa. sono già immersa nella lettura.

mi avvalgo di decretarne la necessità di leggerlo a trilogia ultimata, ovviamente, ma le premesse ci sono tutte, indistintamente, rigorosamente tutte perché il mio giudizio sia questo e non un altro.
è solo questione di giorni.
vado a leggere.

Love,
MC

lunedì 18 giugno 2018

+12 *** QUELLO CHE TI MERITI *** ANNE HOLT (o della fine del dodicesimo libro nel 2018)

mi spiace dirlo ma questo romanzo è assolutamente irrilevante. la sua assenza nel mondo dei libri non provocherebbe alcun disastro o squilibrio mentale ai lettori, anzi.
di circa quattrocento pagine, mi ci sono volute almeno cento pagine per capire il filo della storia e capire chi era chi (visti i nomi norvegesi, difficili da memorizzare) e solo la mia testardaggine mi ha fatto desistire dal lasciarlo a metà. sono voluta andare avanti lo stesso ed ora, arrivata in fondo, posso dire che va beh, l'ho letto tutto, carino ma niente di che. un giallo che, ripeto, poteva anche essere risparmiato. 
un folle che, non si sa per quale vero motivo, rapisce bambini, li tiene prigionieri e poi li fa fuori con un'iniezione letale ma difficile da riscontrare con l'autopsia.
la storia non decolla, non travolge il lettore e anche il rapporto tra Yngvar e Johanne resta lì, appeso tra le paturnie di lei e gli atteggiamenti equivoci ma frenati di lui...

insomma, da leggere? direi proprio di no e come ho già detto qualche post fa, non so più nemmeno come mai sia presente nell'ebook, fatto sta che penso proprio che lo eliminerò per far spazio a qualche meritevole collega, che va beh che l'ereader ne ha di spazio, ma cerchiamolo di farlo diventare una libreria portatile di romanzi belli e candidabili a una rilettura, no?

subito dopo ho ripreso in mano un King (non posso stare molto tempo senza di lui! 💓) con il primo di una recente trilogia, ovvero Mr. Mercedes, che A. mi ha prestato e che ha appena finito di leggere.
questa vicinanza di lettura ci porterà a parlarne all'infinito, anche se so già che potrà disturbarmi ben più di quanto ha fatto IT, perché là il male era comunque fantasioso, qui sembrerebbe di no.
per ora ho percepito poco fastidio ma fidandomi di A., mi aspetto problemi. intanto leggo ovunque, in metro, in treno, al lavoro in pausa, a notte fonda quando mi tocca stare ancora su per completare la digestione della cena...

Love,
MC

sabato 9 giugno 2018

NOI NON LO SIAMO

sono stati giorni (settimane, mesi) di fatica enorme per me, quelli passati.
maggio mi ha devastata e giugno e luglio non saranno da meno.
perché? per un primo semplice, semplicissimo, basilare motivo: grazie a una serie di fattori, non ultimo l'esser comandata da una Scheisse 💩 non si andrà in ferie se non il 20 agosto.
20 agosto, ebbene sì. ho davanti la bellezza di altri due mesi e mezzo di lavoro, avendone finito uno di solo lavoro. cioè dal 30 aprile al 19 agosto sarò al chiodo.
casualmente quest'anno nell'emisfero boreale l'estate cade a luglio e agosto (com'è potuto succedere, mi domando), la Scheisse 💩non è riuscita a soddisfare i lavoratori per le troppe richieste tra luglio e agosto (per la combinazione di coincidenze tra calendario e stagione di cui sopra) così che le richieste di ferie per luglio sono state sistematicamente bocciate.
va bene. morirò in postazione con le cuffie in testa, non importa, ma ho pronta la mia risposta, ah se ce l'ho pronta. ed è quella di morire lì, in postazione, con tutte le mie belle ore di ferie non concesse, in tasca. il problema a un certo punto dell'anno non sarà più mio ma della Scheisse 💩che dovrà preoccuparsi per forza...e io no, perché andrò in ferie quando lo dirò io. e se non potrà nemmeno essere così, non ci andrò e accumulerò ore, e se me ne andrò a un certo punto (spero molto presto) saranno euro.
insomma, muso duro di là? muso di ferro di qua.
tu mi prendi per scema? io per coglione, guarda un po'...
la cosa che devo migliorare è la resistenza agli affronti, alle palate in faccia, alla fatica, questo sì.
sono in corso azioni d'urto con tale BBTONIK 😅 (già il nome...) e riposo a oltranza appena ne ho l'occasione, nutrimento maggiorato e scorta di pensieri positivi il più possibile.

spiace tanto vedere come, in me e in tanti altri miei compagni di sventura, la situazione sia la stessa e non sia mai stata tanto negativa come ora. siamo tutti arrivati, siamo tutti esauriti e stufi. non siamo Scheisse 💩noi, e dopo un po' l'allergia allo schifo diviene insopportabile per forza di cose, no?
spero solo che questo stato di cose ci unisca e non ci divida, anche se ho paura che la cosa sia già cominciata. lo vedo, lo sento.

Love,
MC

+20 *** CON LA MORTE NON SI TRATTA *** BRUNO MORCHIO (o della fine del ventesimo libro nel 2018)

con questo romanzo del genovese Morchio pensavo di tornare tra i miei carruggi e luoghi tante volte percorsi a piedi, invece mi sono ritrova...