giovedì 7 febbraio 2008

SAN FRANCISCO

La giornata di oggi è dedicata alla visita di San Francisco e dei suoi dintorni.
In mattinata, per arrivare a Twin Peaks, costeggiamo le tipiche case vittoriane della città, tra cui le cinque sorelle, tutte uguali, i cui padroni, stanchi del via vai turistico davanti ai loro portoni, hanno ottenuto il divieto per pullman e comitive di sostarvi davanti. Alla faccia!
Lungo il tragitto, ci fermiamo alla cattedrale, progettata niente popo di meno che da Enzo Piano. All’interno domina un articolato quanto maestoso organo a canne, di produzione padovana. La guida ci fa sentire quasi dei lombrichi quando ci dice che in Italia, a Padova, c’è la fabbrica di organi più famosa del mondo e noi nemmeno lo sappiamo...! Ignoranti italiani!

Arriviamo a Twin Peaks (due collinette uguali) da cui c’è un belvedere sull’intera metropoli. Un paio di pullman di giapponesi ci precedono e affolliamo insieme i muretti della terrazza...
A confronto loro, sembriamo dei primitivi del primo paleolitico con le nostre digitali 8 mega pixel.
Il tempo non è buono, ma la vista sulla baia c’è ugualmente...alla nostra sinistra intravediamo il Golden Gate, che unisce due tratti di terra; saremo lì a breve. Là, davanti a noi, Alcatraz, solitaria in mezzo alle onde, a poche miglia dalla terraferma.
Poco dopo, ridiscesi a valle, siamo al Golden Gate bridge, il ponte più famoso del mondo dopo Brooklyn.
E’ impressionante. Ognuno dei cavi che lo sorreggono ha un diametro di 92.4 cm, è formato a sua volta da 27.572 cavi più piccoli, che uniti hanno una lunghezza pari a 128.748 km
Andiamo a piedi sul ponte: c’è molto traffico, vicino a noi, oltre l’alta ringhiera, macchine e trucks sfrecciano e col loro passaggio fanno ondeggiare il ponte.
Sotto, l’oceano.
Che strano: sembra di essere più in terra americana adesso che solcando la sabbia rossa della Monument Valley.

Prima di pranzo procediamo verso Sausalito, che la guida ci presenta come “la Portofino d’America”.
Spiacente, ma Portofino è Portofino, uguale a nessun altro posto al mondo, tanto meno a Sausalito. Lo dice una genovese che sa di cosa parla.
Che poi Sausalito è bellissima, ma non ha niente di niente di Portofino...perchè bisogna fare paragoni? Anche qui, come a Las Vegas, ci viene in mente che ‘sti americani abbiano un senso di inferiorità accentuato, esagerato e che cerchino di colmarlo paragonando e definendo cose in modi che non sono...

Da Sausalito prendiamo il battello con cui arriveremo al molo 39.
Dal battello vediamo il lato di Alcatraz che dà verso l’infinito dell’oceano Pacifico.
Fa ipressione, è da brivido, per lo stato in cui versa l’ormai deserta struttura carceraria. Percepisci quasi tutto il brutto che quelle pareti e quelle inferriate hanno visto nel tempo passato. Capisci perchè alcuni abianti di SF vorrebero venisse abbattuta.
Dal mare la città è bella, nonostante il tempo incerto permanga.

Arriviamo al molo e da lì andiamo a gironzolare per i negozi del pontile.
Un forte odore di salsedine e di foche, a poca distanza, ipregna narici e bocca.
Aspettiamo l’ora di cena, poi in gruppo ci troviamo a puntare diretti verso un ristorante dove paghi e mangi quanto vuoi. C’è della pizza e sebbene siamo tutti coscienti di non trovarci in terra tricolore, abbiamo troppa voglia di carboidrati conditi...
La pizza non è male, per il gusto in sè...ma certo l’italiana è tutta un’altra cosa!

Quella sera andiamo poi, in pullman, dell’altra parte della baia per vedere lo skyline by night. Ed ecco che davanti a noi si apre uno scorcio americano indimenticabile. Le luci di SF brillano sul pelo dell’acqua, un ponte (non il Golden Gate, quello non si illumina) alla nostra sinistra completa il quadro.
Foto frettolose, spazzate dal vento; faccio fatica a far star ferma la digitale sul muretto...



San Francisco, già l’ho detto, ci è piaciuta particolarmente.
Sembra giovane, solare (nonostante il sole non si sia mai fatto vedere in quei due giorni), europea. Soprattutto, lasciatemelo dire, si shoppa che è un piacere. Abbiamo preso Levi’s a 35€ (era da coprarne una valigia e rivenderseli al doppio qua in italia, ci avremmo guadagnato noi e rispariato gli acquirenti!), Nike in goretex da donna new colletion a 85...
Abbiamo viaggiato sulle cable car gratis... Don’t mind for the ticket and sit down, ci ha detto il manovratore!
Shops a parte, ci è piaciuta. Dovessi andare a vivere negli USA, andrei lì. Credo proprio di sì.

1 commento:

berardo ha detto...

Quanto mi piacerebbe vederla!! Chi lo sa prima che torni nel mondo invisibile forse riuscirò a fare un giro in America. I tuoi racconti hanno il pregio di alimentare un desiderio già presentissimo di andare a vedere queste meraviglie!

Un carissimo saluto.

berardo

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