lunedì 23 agosto 2010

SABATO 7 AGOSTO - VAL DI FASSA


Anche oggi siamo stati in Val di Fassa.
Non è (solo) per un fatto di bellezza di quella valle e degli anni in cui vi ho trascorso le vacanze con la mia famiglia da bambina, quanto perché la caviglia, più precisamente il malleolo della quipresente fa i capricci.
Così, visto che l’andata e il ritorno podistico lungo tutta la valle può essere fatto con l’uso di scarpe diverse dagli scarponi da ferrata, ieri abbiamo decretato questo come percorso odierno.
Per mantenere il fiato, per camminare, per farci un giro diverso, sperando che la lontananza tra il malleolo e lo scarpone che solitamente lo riveste porti giovamento e un completo, indolore riavvicinamento.
E così, lasciata l’auto nei pressi del parcheggio della funivia Col Rodella, dopo aver percorso il sentiero frequentatissimo da podisti e ciclisti di tutte le età, sempre in falso piano, tra prati, abeti, cielo e roccia dolomitica, in un’ora e cinquanta siamo arrivati a Pozza di Fassa.
Natura pura, quindi, come tutto qui intorno, qualsiasi sentiero o via ferrata si percorra.
Scendiamo sulla riva del fiume Avisio e ci mangiamo i soliti, buonissimi panini allo speck, metà ritter sport bianco con nocciole intere (slurp!) e dopo un’ora, in centro, un caffè.
Poca gente in giro, a quest’ora.
Sono le 13 e penso a quanto mi piaccia mangiare presto per godere poi delle ore più calde (in montagna si apprezzano) in santa pace, senza cagnara intorno come in questo caso!
Dopo, ri-gambe in spalla e via, nuovamente verso Campitello, questa volta in un’ora e mezzo. Chissà quanti chilometri abbiamo macinato oggi!
Alla fine, come premio, ci concediamo una merenda al bar Tirol, a base di coppa di yogurt alta venti centimetri, ricoperta di frutti di bosco caldi e due fiocchi di panna montata per la quipresente, e una fetta di strudel caldo con crema di vaniglia calda per il maritopreferito.
Pensiamo di essercela meritata!
Facciamo ritorno a casa passando dal Passo Sella e rimaniamo affascinati, ancora una volta, dalla mole del massiccio del Sella e del Sassolungo, così come dall’imbiancatura di Marmolada e Piz Boè, grazie alla neve caduta due giorni fa dai 2700 metri in su.
Scendendo dal Passo Gardena, ammiriamo come sempre la “nostra” Tridentina chiedendoci se anche quest’anno ci rivedrà sulle sue rocce…

Intanto, mentre scrivo, fuori le stelle si accendono e si scopre che la loro nitidezza anche solo a 1600 metri è incredibile, la loro quantità immensa e la loro brillantezza vera.
Scintillano, sembrano muoversi, lampeggiano quasi.
E ammiriamo questa bellezza dal balcone della cucina che volge a nord, chiusi nelle giacche a vento, mentre il termometro segna 13°, ma bisognerebbe stendersi là, sul prato, senza nemmeno le poche luci del paese a portata di occhi e guardarle.
Guardarle affascinati e basta, in silenzio, contemplarle sentendosi incredibilmente piccoli e impotenti, ma fortunati per averle davanti!

le foto

ARABBA AGOSTO 2010

3 commenti:

francesca ha detto...

Ecco prossimo anno riservo un po delle mie ferie per la montagna!....
francesca

Ninfa ha detto...

Amo moltissimo la montagna: le escursioni, l'aria frizzante, le stelle che sembrano caderti addosso e...quella magnifica coppa yogurt-frutti di bosco accompagnata dal mio dolce preferito, lo strudel! Ciao!
P.S.Quella sul ricamo voleva essere una simil battuta, non vorrei che tu pensassi che leggo i post così distrattamente!!

Maria Chiara ha detto...

francesca - brava!!!! :-)

ninfa - non penso tu legga i post distrattamente, anzi, pensa un po': io nemmeno mi ricordavo di aver specificato che fosse natalizio... sono appena tornata dalle ferie ma mi sa che ricominciarle non mi farebbe male!!! :-)

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