giovedì 26 marzo 2009

DISOCCUPATI E SOLI

Scrivo in un mitissimo pomeriggio di inizio primavera, qui seduta al tavolo con vista San Pietro, con 22 gradi in casa, pochi di meno fuori per la brezza che ogni tanto tira. E' primavera, finalmente.
Leggo e rileggo le notizie di ieri, non riesco a capacitarmi. Le ho finite di ri-leggere pochi secondi fa e pur non essendomi ancora capacitata del tutto, è così.
Riporto, da Repubblica.it:

NAPOLI - "Io ho detto che deve lavorare di più chi ha la possibilità di farlo. Auspico che chi è stato licenziato si trovi qualcosa fare, io non starei con le mani in mano...". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi tornando, a Napoli, sulle sue affermazioni dei giorni scorsi, per le quali gli italiani devono lavorare di più.
"Io spero comunque che si faccia di tutto affinché non si lasci nessuno a casa - ha aggiunto - Anche gli imprenditori si devono inventare qualcosa".

(25 marzo 2009)


(E' ormai nota la mia insofferenza politica per il Presidente del Consiglio italiano, per cui non dovrei stupirmi più di tanto. Eppure, cheDiolobenedica, quando apre bocca ha la capacità di indispormi in maniera paurosa e farmi imbestialire).

Allora.
Già abbiamo perso il posto di lavoro, ne stiamo cercando faticosamente un altro in questa Italia in picchiata verso lo sfascio e se non riusciamo a trovarne uno in tempi brevi, dobbiamo anche sentirci nullafacenti perchè ancora non lavoriamo. L'auspicio del Presidente del Consiglio non è proprio un invito originale, visto che presumibilmente chi è rimasto a casa ed era precario, proprio milionario come lui non sarà e, ben prima dei suoi inviti intelligenti, avrà da subito iniziato a cercare un altro impiego. Vabbè....

Poi vien fuori che sono gli imprenditori che devono far andare a briglie sciolte la loro fantasia creativa per tenersi il più possibile i dipendenti. Certo, ma fino a quando le leggi non cambieranno e per le aziende sarà più conveniente avere una rotazone continua di precari per lavori fissi, la fantasia questi imprenditori la serberanno per le loro passioni pesonali. Secondo vabbè...

Un paio di domande e una risposta.
Non c'è uno scaricamento di barili di troppo?
Non ci si sta comportando un po' troppo da Ponzio Pilato?
La politica al potere, che per questioni più aleatorie di questa prende decisioni lampo nel cuore della notte a costodi prenderle, com'è che questa volta non vuole trovare soluzioni concrete per chi perde il lavoro e si sta arrabattando per trovarne un altro?
PERCHE' NON GLI INTERESSA. A lui, al Presidente del Consiglio.
Solo questo sarebbe un buonissimo motivo per scendere in piazza.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Condivido parola per parola......con le dita incrociate per te/voi!
Un abbraccio
Anna Maria (Annina)

Maria Chiara ha detto...

Ciao Annina, tra le nostre dita incorciate e quelle dei nostri amici, compresa te, sta venendo fuori una catena più tenace di quelle usate come antifurto nelle moto!
grazie!!!

Emanuele di Alba (CN) ha detto...

Purtroppo, siamo capitati in mani sbagliate nel momento sbagliato.In talune occasioni il silenzio è d'oro. Bisogna tacere per fare.Parlare meno e rispettare chi faticosamente tenta di sbarcare il lunario. Ma nella nostra Italia il populismo impera così come la TV che mai vedo.Lo dico al ns presidente del consiglio Anche io che lavoro incrocio le dita per solidarietà. E a questo proposito Maria Chiara spero che presto troverai opportunità. Se poi dovessi capitare da queste parti fatevi sentire tu e Marco. Qui cmq anche nella crisi il lavoro non manca. Tanto affetto e vicinanza

Emanuele da Alba (CN)

bera05 ha detto...

Hai ragione, è questione di leggi giuste! Se la mia azienda stra-ricca per tutti i soldi che entrano ogni giorno taglia le spese, taglia l'occupazione ecco che si comprende come occorrerebbero leggi tali che impediscano queste chiusure a favore di iniziative tali che possano generare lavoro a chi i soldi li ha e non deve solo accumularli per il proprio egoistico interesse.
Coraggio, questa crisi deve pur finire!!
Ciao.
berardo

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