mercoledì 15 novembre 2006

Piagnistei (e l'arte del trattenersi)





Prendo spunto da un post del Lord Crespo di Svezia, (visit the blog, ndr) in cui parla di film lacrimevoli, stilando una sua classifica dei più catastrofici circa lacrimazione, sciuscio di naso, fazzoletti a portata di mano che a portata non ci sono mai, quando servono, et-cetera.



Anche io, nel suddetto post del Lord, ho detto la mia con un commetno, stilando classifiche, (tanto per rendervi partecipi, nell’ordine: Vacanze Romane, Balla coi Lupi e a parimerito al terzo posto, L’attimo fuggente e Mona Lisa Smile), ma ora torno a sproloquiare rilanciando l’argomento.



Chi non ha mai pianto in pubblico, davanti a persone che, fino a quel momento, non aveva mai considerato come possibili spettarori di un piagnisteo come Dio comanda, con tanto di signhiozzi, occhi rossi e fazzoletto al naso?



A questo interrogativo mondiale, ne affianco uno uguale e contrario: perchè, nonostante tutti abbiamo pianto davanti a qualcuno, siamo così restii, uomini e donne senza distinzione, a farci vedere da altri in lacrime davanti a un film, una pubblicità, un momento di debolezza, di tenerezza, un avvenimento in genere (io mi commuovo a vedere in tele la parata del 2 Giugno, quando la fanfara dei bersaglieri suona l’inno correndo...forse perchè mio nonno era bersagliere?)?


Perchè, come dice il Lord, non lasciamo andare le emozioni e, dopo esserci debitamente sciusciati i nasi gocciolanti, ci abbandoniamo al pianto liberatorio e chissenefrega di chi ci sta vicino?

La sottoscritta ha pianto in varie e svariate occasioni, davanti a persone di vario genere/cultura/estrazione sociale/ruolo aziendale.
Ebbene sì, mi è capiatato di piangere davanti a una ex (per fortuna mia) capo ufficio e davanti al suo capo (anche mio capo, quindi); ho pianto davanti ai professori, alle scuole medie così come al liceo; ho pianto all’aeroporto, varcando la porta magnetica, in partenza per gli USA; ho pianto ritornando dagli USA, una volta passata la soglia dei voli intercontinental per cui i miei amici mi hanno lasciata andare e io, col bagaglio a mano nel carrello costato one dollar, mi sono allontanata voltandomi solo una volta per limitare lo strazio; ho pianto davanti al partner; ho pianto e parlato nelle lacrime per dire la mia; ho pianto in spiaggia, senza farmi vedere, con la testa sotto la sabbia tipo struzzo frightned (come si dice in italiano??? Ah, ecco, finalmente mi è venuto in mente: spaventato!)...

Piango davanti alla pubblcitià sentimentale, tipo quella della Barilla dove lui è dall’altra parte del mondo e sua moglie, per dirgli che è incinta, gli scrive in chat “...che padre romantico che avrà il nostro bambino” e lui si emoziona; piango a vedere i documentari, dove gli animali non lasciano sfiorare da altri il loro piccolo, e se penso che a questo mondo capita di far nascere un bambino e abbandonarlo, mi dico che le bestie hanno più cuore, paragonate a certa gente; piango a vedere i sentimenti che mi sono rivolti, sia da familiari attuali che da familiari futuri, e la tenerezza e l’intensità che li caratterizza; piango a vedere il tramonto e la natura che mi circonda...e di rimando mi imbestio se penso a come la stiamo distruggendo (e ci stiamo autodistruggendo)...per interessi economici...

Insomma, sono una piagnona, per certi versi, anche se per prima mi nascondo quando percepisco appena appena una strana lucidità oculare, quando mi sembra di guardare il mondo da un oblò senza annoiarmi.

Prendiamo un film commovente.
Questa è più o meno la scena.
(Premetto che non credo nessuno mi abbia ancora vista piangere davanti a un film).
Davanti alla scena finale di un film registrato su cassetta, che ha quindi i titoli e di seguito lo schermo grigio a puntini per l’interruzione della registrazione, l’escamotage dell’alzarsi dal divano per riavvolgere, spegnere, chiudere e metter via è perfetto; nel frattempo gli occhi mi si asciugano, c’è ancora poca luce nella stanza (guai ad accenderla!) e dò comunque la schiena al divano e a chi da lì si alza per andare a dormire...

Quando invece la proiezione è in diretta, se vista in collettività, si salvi chi può.
Fortuna che spesso in inverno ho la coperta addosso e allora l’alzarmi e il piegarla aiutano a far passare il momento e a far prendere aria alle palle degli occhi...che si asciugano...e comunque facciamo tutti qualcosa (chi piega coperte, chi sistema le sedie sulle quali si avevano allungate le gambe, chi prende la frutta in dispensa – vicina alla sala hobby – per la colazione della mattina dopo...), tutti indistintamente in silenzio, senza parlare, e tutti ci salviamo dal farci vedere piagnucolosi per aver visto che alla fine, il fantasma Sam si fa vedere l’ultima volta per dire a Molly che la ama, e che "è bellissimo Molly, l'amore che hai dentro. Portalo sempre con te".


Succederà mai che piangerò di un pianto liberatorio, sul divano di casa, con il fazzoleto in mano, senza badare a fingere di essere impassibile, per salvarela faccia (da che, poi? Perchè poi?)?
Non lo so.
So che per ora cerco sempre di dare l'impressione di essere untouchable.
Il che non mi sembra un atteggiamento molto intelligente.
Comunque...

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Chiara...impressionante la scena post-Ghost...UGUALE A CASA MIAAAA!!! Tutti che cercano di fare qualcosa, in silenzio...basta, lacrimiamo liberi! ;P

E con tutti questi pianti sei stata la causa delle alluvioni degli ultimi tre decenni, calmatiii!!! ;DDD

Complimenti per il new look del blog!

Lord Crespo di Svezia

Maria Chiara ha detto...

Ciao Ale...

Dimmi qualcosa in più della mamma Federica e cricca...

Lo sai che postando le foto delle locandine dei film di cui parlo, mi è tornata una gran voglia di vederli?

Nel weekend non avrò tempo (che strano, non succede mai!!!)...

Stasera, come al solito, sono tornata a casa a pezzettini, anche se devo dire che sto recuperando qualcosa, tra doccia, frutta e pantofole ai piedi, l'escalation del relax è abbastanza veloce, per fortuna!
Stasera a nanna con le galline!

BAci BAci

MC

serazan-1 ha detto...

Cara MC,

leggi quanto ti ho scritto da Lord Crespo

Baci

FeVVy

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