venerdì 18 gennaio 2013

IL PELO SULLO STOMACO...

...ancora mi manca.
ne vorrei giusto quel tanto che serve per lasciarmi scorrere addosso le magagne delle vita (e ti pare poco?) come fa un impermeabile con la pioggia, come la pelle unta dall'olio solare con gli spruzzi del mare, come una pietra di fiume che è travolta dalla corrente ma se ne sta ferma lì, incastrata bene tra le altre compagne pietre, senza che la forza dell'acqua la smuova di un millimetro. o che, pur da sola nel bel mezzo del fiume, non batte ciglio e guarda l'acqua passare.

mi manca ancora e ho deciso che basta, me lo devo far venire con la volontà. di necessità, virtù.

devo uscire dall'ufficio e sfanculare tutto e tutti, facendolo con la coscienza pulita, limpida, trasparente per quello che ho fatto e non ho fatto (tanto non ci sarà un giorno in cui starò 5 ore a grattarmi la pancia o in cui farò finta di lavorare, non è nelle mie corde, a meno di un giorno di sistemi operativi completamente fuori uso in cui, davvero, non si può fare altro che parlare coi colleghi!).
chiudermi la porta alle spalle senza continuare a pensare ad alcunché riguardante le 5 ore appena passate. il mondo della telefonia non cadrà a causa del mio mancato intervento e il cliente rompiballe che vuole l'aifon 7 quando ancora deve uscire il 6, andrà a sfogare la sua frustrazione altrove; se per caso lo farà con me, mi tapperò le orecchie e andrò avanti. per me può anche ammazzarsi, se il 7 non glielo possiamo ancora mandare tramite corriere!

arrivo a questa considerazione dopo un bel po' di giorni di mal di stomaco -ma mal di stomaco vero, quello che ti stringe qua, dove le costole si allontanano e sembra che il pugno di qualcuno ti stia strizzando i tessuti- e che adesso deve finire. lo stronzetto non è conseguenza di una mia voglia di arrivare a tutto, irrealizzabile per evidenti limiti umani, quanto dallo stress esterno che mi propinano più o meno quotidianamente in ufficio.

non ho proprio intenzione di soccombere e di rovinarmi la vita, anche perché, diciamolo, non mi pagano per farlo. anzi! la mia stupenda busta paga di part-time a 5 ore, da dove non sfugge (giustamente) l'ombra di una tassazione, non è tale da concedermi il mal di stomaco a ore alterne, da quasi un mese ormai.

le potenti armi con cui lo sto combattendo sono un cervello che si sta intestardendo, borsa dell'acqua calda e  pastiglie di valeriana dispert, che ho scoperto dal buggiardino essere classificata come ipnotico-sedativo.
...a li mortè! sono sotto effetto di droghe? ahahahahahah allora sì che si spiegano molte altre cose!!!

Love,
MC

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