giovedì 29 aprile 2010

LA BESTIA UMANA


in banca, la quipresente in coda per il bonifico di caparra per le vacanze estive. due persone davanti.
quando anche la seconda si è apprestata ad allontanarsi dal banco, ecco che entra un crocicchio di persone, 4 o 5. una di queste, un signore sulla cinquantina, senza guardarsi intorno va diretto verso il banco. io mi alzo per farmi vedere (anche se lo spazio non era certo quello di piazza san Pietro a Roma...) e percepisco il pelo rizzarsi, la frase stizzita "scusi, tocca a me" pronta a uscire, le unghie pronte a colpire oltre che un bel giudizio già piantato nel cervello della serie è arrivato il furbo che pensa di non fare coda, noi invece siamo gli scemi che aspettano il loro turno.
il tempo di provare queste emozioni e il tipo in questione si è allontanato lasciandomi campo libero.
tornando a casa, in quei 5 minuti a piedi che la separano dalla filiale della banca di famiglia, ho riflettuto su questo episodio e quello che ho provato.
un po' mi ha spevantato. siamo sempre troppo tesi, troppo pronti ad azzannare, a colpire l'altro il quale è a volte in torto pieno -e un'azzannata ci starebbe anche tutta ma non è certo giustificabile- a volte nel giusto e legittimo ma noi, a prescindere dallo stato dell'altro, tendiamo i nervi. non possiamo farci calpestare, non possiamo passare per scemi e mollaccioni, quelli che si fanno fregare facendosi passare avanti in coda in baca o dal panettiere. quindi meglio rizzare il pelo comunque. facciamo sempre in tempo, non sempre per la verità, a riappiattirlo.
invece no. non mi è piaciuta la mia reazione e questo istinto bestiale latente. e la soluzione non è esplicitarlo sempre, comunuque e in qualsiasi modo esca -come invece madre tv insegna quotidianamente- ma gestirlo al meglio, facendo in modo che il pelo non sia una reazione immediata a quello che occhi e orecchie percepiscono quotidianamente. bisogna pur difendersi in qualche modo!

martedì 27 aprile 2010

TRANSAZIONE ESEGUITA CON SUCCESSO (per ora)

ascolto anna oxa e fausto leali che cantano ti lascerò. uno dei miei brani italiani preferiti. in mezzo alla milionata di brani italiani preferiti, in effetti.
l'ho cercati, selezionati appositamente nella lista di brani in mp3 sul pc. volevo ascolatarli.

questa sera la quipresente e il maritopreferito hanno prenotato nuovamente il loro viaggio a parigi, in sostituzione di quello rimasto soffocato dalla cenere islandese che ha buttato nel panico per una settimana l'Europa e fatto perdere milardi di euro alle compagnie aeree (e la domanda nasce spontanea: ma quanta gente vola ogni giorno per il nostro cielo? e quanto guadagnano le compagnie aeree che vanno bene?) e chissà se questa volta tutto andrà a buon fine.
il clic sul web c'è stato, la transazione monetaria anche, le carte d'imbarco sono qui sul tavolo. manca solo la nostra effettiva presenza sulla Senna e poi è tutto fatto. ma -e scusate questa botta di fatalismo- questa volta niente foto o countdown...finchè non siamo là non ci credo!

sabato 24 aprile 2010

LEZIONE DI STORIA

la giornata mi sta scivolando tra le dita. mi accorgo adesso che sono quasi le 18 e mi sembra che questo sabato sia iniziato poco fa ma, allo stesso tempo, che abbia avuto inizio chissà quando, in un certo momento ormai lontano. un sabato lavorativo dalle 9 alle 13, che mi ha visto attiva e contenta di quello che ho fatto, essendo riuscita a farlo bene e a farne tanto. l'idea di andare al cinema aggratis nel pomeriggio è sfumata per non dover correre, cosa che quando non è necessaria mi urta non poco, giacchè per cena siamo da amici e fare le maratone di roma non ci va. così ci ritroviamo qui, la quipresente al pc, la lavatrice che centrifuga delicatamente i delicati, il maritopreferito qui vicino, ad ascoltare la rievocazione del 24-25 aprile del Presidente Napolitano, che a tratti si commuove, con grande spicco per la figura del Presidente Pertini (e il-nano-che-ride-essere-immondo è in platea, ad applaudire a cose che ha sempre criticato e snobbato. puah!).
una gran bella lezione di storia. grazie Presidente!

mercoledì 21 aprile 2010

GIOVENTU' BRUCIATA...DI CERVELLO

potrebbe essere un post polemico, lapidario, che giudica, quindi poco utile, diciamo. eppure oggi mentre ero infilata in quella situazione ci pensavo e mi dicevo devo scriverlo sul blog!

dopo essere uscita dall'ufficio, alle 14, non avevo voglia di fare il solito tragitto a piedi fino alla fermata della metro, per cui ho iniziato l'attesa dell'autobus, ingannando il tempo telefonando a mia mamma per chiederle info utili per un dolce che ha da poco finito di cuocersi in forno.
l'autobus è arrivato e oltre all'essere abbastanza pieno di gente, era pregno del vociare maleducato e volgare di un gruppo di ragazzi, quasi sicuramente minorenni o giù di lì. certamente decerebrati. parlavano tra loro rendendo partecipi di qualsiviglia parola anche il resto dei passeggeri, che per altro non glielo avevano richiesto; il pezzo di spazio che avevo scelto per il tragitto e il palo a cui mi tenevo erano così vicini a loro che ho dovuto chiudere la telefonata con mia mamma perchè non capivo cosa mi stesse dicendo dall'altra parte dell'auricolare.
parolacce, urla dal finestrino per lusingare molto poco galantemente una ragazza dall'altra parte della strada, battute stupide e volgari su un amico di scuola nero, poraccio...
tutto l'insieme del loro atteggiamento, compresa la postura che il capo banda teneva stando seduto sul sedile, mi hanno dato i nervi. il tragitto è durato il tempo di 3 fermate, per fortuna, perchè diversamente credo che non sarei riuscita a trattenermi dal dirgli qualcosa, anche se probabilmente mi sarei vista mandare .
una volta scesa me ne sono andata alla metro, rimuginando sul fatto che, anche se ci sarebbe da scandalizzarsi, c'è poco da stupirsi se con gente del genere, tra qualche anno avremo adulti rimbecilliti, incuranti completamente degli altri, maleducati e magari votanti gente come il-nano-che-ride-testa-d'asfalto.
e mi domandavo anche: ma che tipo di genitori avranno questi adolescenti?

lunedì 19 aprile 2010

SCUSATE...

pur essendo ancora nel bel mezzo della tripla che vede un riposo lungo da venerdì primo pomeriggio a martedì tardo pomeriggio, sono andata a vedere se anche in ufficio avevano eruttato i vulcani, andando a vedere la casella di posta.
nessun casino successo o in corso, per fortuna. tra le pochissime mail ne ho trovata una di uno dei miei colleghi preferiti, con oggetto "scusate..." che non posso non condividere, vista la reazione che ha provocato sulla quipresente:

Un uomo sta guidando su una tortuosa e stretta strada di montagna.
Una donna guida sulla stessa strada ma in senso inverso.
Nel momento in cui si incrociano, la donna apre il finestrino dell'auto e grida: "Maialeee!!".
L'uomo, immediatamente, apre il proprio finestrino e risponde:
"Puttanaaa!!".

Ognuno di loro continua per la propria strada e, appena l'uomo gira il tornante successivo va a sbattere contro un grosso maiale al
centro della strada...

Morale: Se solo gli uomini stessero ad ASCOLTARE.....



mi scuso per i francesismi -a proposito...- presenti, ma ometterli avrebbe dilaniato la bellezza intrinseca della barzelletta stessa!

domenica 18 aprile 2010

MUSICA, RICORDI ED EMOZIONI


oggi voglio parlare di musica. l'ho già fatto, parlando soprattutto della mia smisurata passione per Bono Vox & Co, nata nell'estate del 1986 in Valle d'Aosta, in Valle di Cogne, ad opera di mio cugino Aurelio...
non sono solo fan della loro musica, delle loro canzoni, della voce graffiante di Bono. li amo, punto. li ho visti due volte dal vivo, tornerò a vederli l'8 ottobre all'olimpico, portando con me per la prima volta anche il maritopreferito. ho libri che parlano di loro, conservo ritagli di giornali di qualuunque tipo in cui si parli di loro. ho proibito ai miei genitori di togliere il poster di loro poco più che ventenni dal muro della mia ormai ex camera, dove adesso dorme mia nipote quando rimane dai miei, così come per le foto attaccate sul lato dell'armadio che dà verso la porta e che è la prima cosa che si vede entrando, insieme al poster del POP Mart Tour con le date italiane dell'estate 1997...
...ma non ascolto solo loro. ne è una prova l'ipod digitale qui accanto, con musica varia. ogni tanto modifico la lista di canzoni, come ho fatto qualche giorno fa mettendo in pole brani che mi riportano direttamente agli anni delle medie e del liceo. mi riferisco soprattutto a bed of roses di Bon Jovi. era metà degli anni '90, ero una liceale del linguistico Grazia Deledda di Genova, quando Jon Bon Jovi urlava sdolcinate dichiarazioni d'amore a una presumibilmente meravigliosa donna, sognando di adagiarla su un letto di rose dopo aver passato la notte precedente su un letto di spine, in solitudine si suppone...
ricordo pomeriggi passati su mtv a cercare il video, a vedere quanti muscoli avesse Jon nel video in cui indossa solo un gilet pitonato -anche se Bono lo precedette in questa scelta stilistica di qualche anno, per il The Joshua Tree Tour- a trascrivere in cuffia il testo della canzone e riscriverne le frasi più romantiche sul diario di scuola, a immaginare di sentirsi dedicare questa canzone dal ragazzo oggeto dei miei sogni in quel momento -che manco mi ricordo chi fosse, giuro!
mi piace risentire canzoni che mi riportano il bello delle emozioni vissute tanti anni fa, condite solo dei dettagli più piacevoli, migliori, innocenti e sinceri, pieni di batticuori e sogni ad occhi aperti...

venerdì 16 aprile 2010

PARIS...NON S'E' VI'


il giorno della partenza per parigi non è iniziato oggi bensì qualche tempo fa. per lo più ieri, quando la quipresente e il maritopreferito hanno iniziato concretamente a mettere insieme i pezzi di questa-due-giorni oltralpe.
questa mattina però abbiamo iniziato a sniffare che qualcosa sarebbe potuto andare storto quando, già sul gr delle 6.30, si vociferava di aeroporti del nord-ovest d'Europa chiusi causa polveri vulcaniche islandesi.
siamo andati comunque a lavorare, ognuno nella sua parte di roma dedicata, confidando inconsciamente in un bel po' d'aria di scirocco superdotata che avrebbe potuto spazzare in poche ore i cieli nord europei. speranze vane, come avremmo potuto constatare da lì a breve. ma tant'è...
col passare delle ore le notizie davano l'Orly di Parigi chiuso fino alle 20 di questa sera ma ci siamo ritrovati alla stazione Ostiense per andare all'aeroporto a farci dire direttamente in faccia se saremmo partiti oppure no. alla stazione però, altro intoppo: tappo ferroviario causato da un treno fermo prima della stazione Trastevere. già da questi segni avremmo dovuto farci balenare in mente la vaghissima sensazione che qualcosa stesse remando contro la nostra partenza ma, non potendo arrenderci ad un banale disservizio delle FFSS italiane (mica son vulcani islandesi che sbuffano!), a mezzo taxi guidato da un supertifoso giallorosso già in trepidazione per il derby di domenica, siamo arrivati a termial T3.
Fiumicino era un campo nomadi, un accampamento, un casino completo. mezza Europa ferma lì, in attesa di sapere se e quando sarebbe partita.
dopo più di due ore di coda al banco, abbiamo avuto la conferma che il nostro volo era stato cancellato, cancelled, si resta a terra.
se vuoi hai un posto riservato per il 20 aprile, ma io il 20 aprile sarò in ufficio, ciccio, mica posso partire quando decidi tu!
e così, dopo aver appurato che, almeno quello, potremmo godere di un rimborso, ce ne siamo tornati a casa, questa volta col treno che all'andata non avevamo potuto prendere, grazie al tappo stappato. perchè in Italia i problemi si risolvono velocemente, mica come i vulcani islandesi che sbuffano e non si sa che intenzioni hanno!
morale della favola: un bel pomeriggio in aeroporto, pensando ad ogni ora che saremmo stati lì, poi in decollo, poi in volo, poi chissà dove...
(e quella qui a destra è la luce che ci ha accolti appena rientrati a casa)

...tutta 'sta manfrina per un diavolo di vulcano sotto il ghiacciaio dell' Ejfjallajokull che decide di rompere le palle quando? 200 anni dopo l'ultima eruzione. quando si dice il tempismo...

giovedì 15 aprile 2010

MENO QUALCHE ORA


domani a quest'ora la quipresente e il maritopreferito saranno già atterrati a Parigi da un po'. gaudio. euforia. curiosità. eppure la quipresente non se ne rende ancora conto. forse avranno il giro in battello sulla Senna by night già in saccoccia, forse no, a seconda del livello di stanchezza all'arrivo in albergo. quel che è certo è che non saranno in questa sala e con raidue accesa su annozero, a sentire il ministro la russa sputare veleno addosso all'apritore di cervelli travaglio.
annozero a parte, adesso due trolley misura standard del bagaglio a mano sono aperte a 180° sul tappeto, con le cose che non servono domani già al loro posto, i vari sacchettini trasparenti con chiusura a zip a portata di mano già mezzi pieni ma non ancora, che domani la crema idratante mi serve, cartine, guide De Agostini, nikon digitali, fogli di prenotazione albergo, carte d'imbarco e ricevute di check-in on line già fatto -benedetto web!- liste di cose da prendere...

a proposito dei sacchettini trasparenti, sono una palla non da poco, oggi mi hanno fatto girare. i parametri per le cose da infilarci dentro fanno passare la voglia di portarsi cose liquide...se non fosse che nelle cose liquide rientrano anche dentifricio, crema, shampoo, rimmel, per cui ti costringono a spaccarti il cervello a contare che il totale del peso del sacchettino non superi il litro.
quando poi il maritopreferito, per evitare pagamenti extra per limite di peso superato e per non vedersi buttar via qualcosa dalla guardia puntigliosa di turno, fa i calcoli di grammi ed etti con la calcolatrice...altro che regole da rispettare!
ma tant'è costui è il mio maritopreferito anche per questo!

domenica 11 aprile 2010

MISSION ACCOMPLISHED


...e così si compì il D-Day preannunciato circa due settimane fa.
dopo molti tira e molla, dopo ore in ufficio passate con il groppo allo stomaco non sapendo se avrei visto il coach sedersi al mio fianco, dopo svariati ingressi nello stesso ufficio domandandomi se quello sarebbe stato il giorno definitivo, l'affiancamento tanto temuto dalla quipresente s'è compiuto. in due fasi, ma s'è compiuto.
durante questa attesa ho però potuto constatare di persona che tutta l'agitazione che mi portavo dietro dal primo annuncio "domani ti affianco" altro non era che l'idea in sè di vedere il coach avvicinarsi e mettersi in cuffia. un'idea, quindi, un piccolo scoglio psicologico del vedere il verificarsi di un'azione pura e semplice.
completato il primo 50% della faccenda, infatti, i giorni che sono passati da lì a ieri sono stati praticamente immuni, esenti da agitazione o pensieri sul come e quando sarebbe stato il finale. per mia fortuna e grazie a me, lasciatemelo dire. o mi sarei rovinata una serie di giornate di cui invece ho potuto godere.
e così ieri, nella seconda parte di un bel sabato full-time, con ben 4 ore di strao rispetto al dovuto da cui sono uscita devastata, io e il coach abbiamo completato l'opera, insieme. e mi è piaciuto. l'ho vista -è donna, il mio coach- da vicino, umana, normale, comprensiva e buona. il feedback strutturato che mi aveva preannunciato c'è stato in via ufficiosa -e io che mi ero immaginata un file excel con un bel grafico, che gli piacciono tanto!- domani ci sarà quello ufficiale, con tanto di firma a piè di pagina, con lei e personale dell'ufficio HR schierato.

così ieri la quipresente s'è alleggerita di un bel fardello. è andata. ora è a tutti gli effetti assunta con contratto-a-tempo-indeterminato-part-time-a-quattro-ore.
la stanchezza mentale che si è scatenata dopo aveva un non so che di piacevole, era quasi una soddisfazione averla, paraginabile forse, se la memoria non mi inganna, a quella provata dopo la discussione della tesi, 5 anni or sono, in un soleggiato pomeriggio di marzo. per festeggiare, come si fece in quell'11 marzo 2005 quando il marito era ancora fidanzatopreferito, ieri sera hanno comprato una bella torta alla frutta e stappato un brachetto, con tanto di calici di cristallo direttamente dalla lista nozze.
quando ce vò, ce vò!

giovedì 8 aprile 2010

PENSIERI SCONNESSI



i giorni dall'ultimo post pubblicato ad oggi sono scivolati via senza che la quipresente se ne sia accorta molto. diciamo pure per niente. lavora tanto, fà ore di strao -come è chiamato nei suoi ambienti lo straordinario- e quando torna a casa ha spesso la testa svuotata di pensieri o piena di quelli del tipo troppo polemici e incazzevoli, per cui lascia perdere e passa oltre, cliccando altrove e non su nuovo post.
ma oggi è qui dopo un'insolita giornata dove il turno 9-13 si è concluso effettivamente alle 13, senza nessuna proroga. la testa le fa male, ha un certotto antidolorifico appiccicato sotto la scapola destra, il collo le tira...un fiore, praticamente! e la giornata non è finita, ovviamente, più tardi l'aspetta una mini maratona zona aventino...eppure aveva voglia di scaricarsi un po'.
pensa all'imminente parigi, all'ancor più imminente momento in cui si sentirà dire cosa ha dimostrato in questi due mesi di lavoro, alle vacanze estive.
ieri lei e il maritopreferito hanno appurato che il loro meraviglioso appartamento che li vide in pole position davanti al massiccio del Sella l'estate scorsa è già occupato per cui, a meno di risvolti dell'ultimo minuto, l'agosto 2010 li vedrà, se torneranno in Alta Badia, affacciati da altri balconi. peccato. già assaporavano il gusto di casa haflingerhof!
mentre pensa a tutto questo, realizza anche che per poter riprendersi un po', lasciar sedimentare i neuroni nel cervello -dopo mangiato anche loro devo pennicare un minimo- e ripartire da qui a poco, l'unica è occupare orizzontalmente il divano rosso del salotto...e allora ciao!

+17 *** BEFORE *** ANNA TODD (o della fine del diciassettesimo libro nel 2017)

l'Anna ci racconta come e perché ci son voluti ben cinque libri per risolvere le paturnie amorose di Hardin e Tessa...con un sesto libro...