martedì 26 gennaio 2010

"SENTO CHE CI SEI..."



una sera come le altre, cazzeggiando per facebook, ti imbatti in un post di una tua amica: il post è sull'arrivo di una nuova sessione di suoi esami universitari e lei è una di quelle amiche con cui per anni hai fatto tardi al pub a parlare di tutto e anche di più, una di quelle della serie ci capiamo prima di parlare, una di quelle che quando eravate al telefono (fisso) tua mamma spuntava dalla porta della cameretta e ti faceva segno di tagliare, con una dose di enfasi direttamente proporzionale al tempo trascorso da quando avevi digitato 06- (e quindi praticamente sempre tendente al 1000).
così, cazzeggiando dicevamo, lasci una traccia, un commento, un incoraggiamento tanto spontaneo quanto gratuito, limpido, sincero, una pacca sulla spalla verbale sotto il suo post universitario e te ne vai, dimenticandotene poco dopo.
un paio di giorni dopo, a fine di un'altra giornata passata in classe ad assorbire tutto l'assorbibile, spulci tra la posta su outlook e cosa trovi? una mail di lei, la tua amica della serie ci capiamo prima di parlare, che ti ringrazia.
"...sento che te ci sei, anche se non ci sentiamo. sento che posso contare su di te se sono in qualche guaio, ma non solo a livello pratico, perchè è piu' facile trovare chi ti da una mano a fare un trasloco anzichè qualcuno che ti stia vicino col pensiero..."
non è autoglorificazione, non mi innalzo sugli altari, non me la tiro. dico solo che ci sono poche cose che ti fanno pensare che è valsa la pena arrivare in fondo alla giornata: questa è una di quelle.

giovedì 21 gennaio 2010

DETTO DEL GIORNO


in questi giorni di frequentazione di corridoi aziendali la mia mente è stata catturata da una foto incorniciata, appesa in corridoio e che riporta, sotto un mare di nuvole solcate dalle ali di un deltaplano, questo

SE FACESSIMO TUTTO CIO' DI CUI SIAMO REALMENTE CAPACI, RIMARREMMO LETTERALMENTE SBALORDITI

da oggi è il mio motto.
punto.












(foto: http://digiphotostatic.libero.it/travellerbytravel/med/b3c58541e1_2539133_med.jpg)

sabato 16 gennaio 2010

PERFUME-PLUG-VICTIM


non sono una fashion victim, nemmeno una teledipendente, eppure spesso mi capita di rimanere affascinata dagli spot televisivi, dalle campagne pubblicitarie sui giornali, dai diciamo cortometraggi pensati da genii del marketing per lanciare un nuovo brand sul mercato. in questi giorni ho avuto l'opportunità di vedere quello per la compagnia telefonica per cui lavoro e pensare, non appena finito, di quanto è capace la mente umana per catturare l'attenzione, emozionare, lasciare un segno fatto di suoni o parole in altre menti umane.
a parte questa, purtroppo introvabile sulla rete e che non mi è quindi possible condividere, resto solitamente catturata dalle campagne pubblicitarie dei profumi per uomo, quelle che nei settimanali o giornali ammazza neuroni come li chiama il maritopreferito, occupano una pagina intera. foto solitamente in bianco e nero, riportano uomini soli o con donne, entrambi decisamente fuori dalla norma per bellezza e perfezione (e come potrebbero fotografare altrimenti che dei superfighi?), in atteggiamenti molto intimi, (quasi) mai eccessivi o volgari, che al primo sguardo trasmettono amore, dolcezza, passione, complicità, tenerezza, calore...
io, e ditemi pure che sono una romantica sdolcinata, mi soffermo sempre quel secondo in più rispetto al tempo necessario per girare pagina, lasciandomi volutamente catturare dai particolari, cercando (e solitamente trovando!) collegamenti tra foto e nome del profumo in questione.
su di me questo genere di messaggio pubblicitario non attechisce se non così, visto che di tutte le publlicità viste sui giornali, nemmeno una è andata a segno facendomi comprare il prodotto, per cui se mi chiedessero se sono una perfume-victim direi di no, ma una perfume-plug-victim*, decisamente sì!

(*vittima delle pubblcità sui profumi)

venerdì 15 gennaio 2010

MAI SENTITA COSI' CANE...

sapevo di avere un qualche lato animalesco dentro di me, ma non non avrei mai pensato un giorno di identificarmi così tanto in un cane...

giovedì 14 gennaio 2010

CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO PART-TIME



la quipresente scrive oggi con sul groppone il suo secondo giorno da dipendente a tempo indeterminato part-time e il peso di un contratto così pregnate si fa già sentire. eccome se si fa sentire. dei 18 giorni di formazione full-time che attendono me e altre tre colleghe new entries, due si sono già compiuti e il risultato del secondo (giorno) è un cervello devastato, pieno di nozioni posate qua e là che prenderanno posto e troveranno la loro precisa collocazione col passare del tempo. un cervello posato su un corpo che, passate le otto ore di tensione emotiva con alveoli cerebrali aperti a 360°, si è ritrovato spossato come dopo la doccia rigenerante, alla fine di una giornata in montagna. tutta salute, quella, come tutta salute è questo lavoro, arrivato con una tipolgia tale che in un momento storio-socio-economico come quello che stiamo vivendo più o meno tutti, è altro che manna. fare del mio meglio, dare il massimo, lavorare bene (come ho fatto in tutte le altre parti fino ad ora, per altro) lo vedo com l'unico, il miglior modo tra molti per ricambiare il Mittente di questo dono ricevuto.

Grazie,
M.C.

lunedì 11 gennaio 2010

EROE. GRAZIE.

di solito non me la tiro, sono nata modesta e credo morirò così, non mi piace farmi notare e, anzi, quando succede senza che me la sia cercata, scatta l'imbarazzo...
però vuoi la voce che è in ripresa ma non ancora al top, vuoi l'autostima che ho rincarato con questa nuova avventura lavorativa che mi aspetta, vuoi che ogni tanto un'iniezione di autoglorificazione ci sta tutta...cliccate qui!

M.C.

sabato 9 gennaio 2010

LA DONNA CHE TACE E' SOLO IDEALE, QUELLA PERFETTA E' MUTA!

ieri la mia voce si era abbassata di molto. da questa mattina è fuori uso del tutto, non dispongo più del mezzo vocale come metodo di comunicazione.
in mattinata ho trovato un amico su skype e ci siamo messi a chattare, non potendo parlargli in video-chiamata.
di seguito uno stralcio tra la quipresente e javier, argentino trapiantato a roma(qp= quipresente; j=javier)

qp: io stmattina mi son svegliata completament afona
j: che bello, sei la donna, la moglie perfetta
qp: ...
j: anzi, la donna ideale
qp: perchè ideale e non più perfetta? vorresti dire che non sono perfetta?
j: no
qp: b******o
j: perfetta saresti se fossi muta, ma sei solanto afona...


come fai a non ridere di un complimento del genere?
e infatti ho riso e ancora adesso rido mentre lo scrivo...

venerdì 8 gennaio 2010

PASSAGGIO DI CONSEGNE

in questi primi giorni del 2010 si stanno già consumando un po' di prime volte. niente svolte epocali, niente cambiamenti a 360°. forse un po' sì, ma tutte cose strettamente umane, concrete.
tra qualche giorno apporrò una bella firma sotto un nuovo contratto di lavoro a tempo indeterminato part-time. a quasi cinque anni di laurea compiuti, presto potrò dire di aver trovato una collocazione non precaria, stabile, che mi farà dormire sonni tranquilli, senza l'incubo di contratti a termine, opprimenti come incudini legate ad una corda logora che penzolano sopra la testa. nel frattempo, visto che da settembre avevo trovato lavoro presso un gruppo editoriale, da un paio di giorni sono alle prese, alternandomi con la titolare della sedia, con il mio primo training somministrato. non mi era mai capitato, men che meno per un lavoro per il quale anche io sono ancora in fase di apprendimento. però oggi l'ho fatto, m'è piaciuto e ho ritrovato dentro di me la scintilla che mi fece studiare per diventare colei che forma i lavoratori. chissà che da qui non si accenda il resto della miccia e si scateni una fiamma. staremo a vedere.
il suddetto training ha dato mi pare buoni risultati nella somministrata ma catastrofici nella quipresente, stamane arrivata in ufficio già debilitata vocalmente: da un'ora circa presento uno stato di afonia quasi completo, al 94,7% se dovessi esprimermi in numeri. risultato: locabiotal da somministrare 3 volte al dì e chiacchiere bandite. non faccio fatica a starmene zitta, pur essendo donna e mi va bene che domani è sabato e non si lavora, altrimenti sì che passerei al training autonomo, ovvero lo sbroglio delle questioni telefoniche senza mio intervento diretto, a meno di comunicare solo via e-mail! complimenti a Veronica, comunque! :o)

lunedì 4 gennaio 2010

IL MIO IMPEGNO PER IL 2010

Tanti pensieri per questo nuovo anno appena arrivato.
Il primo, piuttosto futile, è che finalmente ho iniziato a usare la nuova agendina comprata a metà novembre, sottile, essenziale, con apertura landscape, copertina blu, segnalibro ed elastico di chiusura rossi. Pagine avorio ancora intonse. C’è sempre una sorta di emozione a iniziare l’agendina nuova, curiosità sul cosa vi ci si scriverà sopra, come e quando. Staremo a vedere.
Il secondo è uno di quei famosi “buoni propositi per il nuovo anno”, termine che da sempre è sulla bocca di tutti ogni fine dicembre e inizio gennaio. Questa parola mi sta un po’ sulle scatole, pensandoci, proprio per questo suo essere tanto di moda, per essere diventata una frase di routine solo in determinati momenti dell’anno. Durante il resto dell’anno si devono pensare cose nefaste? Programmare attentai? Architettare cattive azioni? Boh.
Il mio impegno per questi 361 giorni rimasti, è di riuscire a fidarmi di più, avere più fiducia in tutto quello che faccio, in come lo faccio, perché lo faccio. Parlo di una fiducia non rivolta solo a ciò che fa parte di me e che è espressione della mia persona. La fiducia che voglio incrementare è sul perché (e c’è) della mia presenza su questa terra, sui motivi perché essa è così, a volte diversa da come la vorrei, da come l’ho sognata, da come riesco a tenerla in piedi. Vorrei fidarmi maggiormente di Dio e del suo pensiero su di me; convincermi una volta per tutte, o almeno sempre un po’ di più, che ogni cosa è buona, di quelle pensate per me, che già ho e che devo ancora ricevere. Ogni cosa è buona di quelle pensate da Lui per la quipresente, partendo dal fatto che niente di quello che mi chiede è fuori dalla mia portata. Lui pensa, disegna e manda, apparentemente senza libretto di istruzioni, senza preavviso ma ogni volta è tutto fatto e pensato su misura, tenendo presente stazza, larghezza delle spalle, punti accumulati, CV, dati anagrafici e quant’altro. Ecco, di questo devo maggiormente fidarmi: dell’esclusività e bellezza dei progetti che mi sono destinati. Come potrebbero essere progetti approssimativi, lasciati a metà, fatti senza prendere la misure giuste e senza tener conto dei miei gusti, delle mie esigenze e delle mie preferenze? Non lavora forse da Dio?
La sfida per questo 2010 è quindi ricordarselo, tenerlo ben presente, come un chiodo piantato nel cervello.

venerdì 1 gennaio 2010

CALENDARIO 2010 NON ANCORA APPESO AL CHIODO

dopo un 31 dicembre condito dalle urla di nipotini e cugini dei nipotini; dopo aver preso come countdown valido quello del grande fratello (mioddio) perchè a casa di mio fratello la rai non si prende; dopo aver brindato con una granita di spumante per aver messo le bottiglie in freezer ed essercele dimenticate; dopo esser entrati in letto, a casa dei miei, all'1.15 morti di stanchezza (non siamo più i ghepardi di una volta), ci siamo svegliati un'ora fa sotto un cielo plumbeo, molto plumbeo, con tuoni e lampi, grandine e vento.
a colazione abbiamo consultato il calendario 2010, non ancora appeso al chiodo, constatando che le uniche festività infrasettimanali dell'anno nuovo saranno il 2 giugno e l'8 dicembre: tutto il resto amalgamato a sabati e domeniche.

comunque buon 2010! a tutti!

+26 *** MA LE STELLE QUANTE SONO *** GIULIA CARCASI (o della fine del ventiseiesimo libro nel 2017)

ho letto questo libro in un paio di giorni, forse tre. ho fatto bene a scegliere di leggere prima la versione di Alice e poi quella di Carl...