giovedì 30 dicembre 2010

ANDREI A DORMIRE A MEZZANOTTE E DIECI

domani si festeggia.
o si dovrebbe.
o si vorrebbe.
so che è il 31 dicembre e che il mondo a ruota esploderà, che in sequenza la gente si bacerà, stapperà, brinderà, augurerà e si ubriacherà, dando fuoco alle stelle filanti in mano, agli errori dell'anno vecchio, accendendo speranze e buoni propositi per il nuovo.
solo che a me tutta 'sta cosa di festeggiare non garba.
e non è perchè ho qualche problema, perchè voglio fare la snob, perchè nessuno mi ha invitata da qualche parte o per qualsiasi altro motivo.
non mi va, arriccio il naso.
mi sembra come a San Valentino, che se non compri i ciocclatini a tuo marito o non andate fuori a cena passate per quelli strani, due che non hanno capito niente o che sono taccagni o, niente di più facile, non si amano e quindi cos'hanno da festeggiare? invece noi siamo pazzi uno dell'altra e andiamo fuori a cena e anche via per il weekend, una toccata e fuga a CoVtina!!!.

domani me ne starei volentieri a casa, a cena col maritopreferito, a guardare Roma esplodere dalle finestre di casa e poi col silenzio andare a nanna.
che tanto il 2011 arriva lo stesso, pure che non lo si aspetta col calice in mano!

ma non sarà così, o almeno forse proprio così no, magari simile, probabilmente con i miei cognati, e andrà bene.
eppure io una volta voglio farlo, di andare a dormire a mezzanotte e dieci.
così, tanto per vedere l'effetto che fa!

BUON ANNO!

mercoledì 29 dicembre 2010

PENSIERI BLOCCANTI


questa mattina mi sono fatta coraggio e ho chiamato.
è sempre così. ogni volta che si avvicinano i controlli di routine per un paio di punti d'attenzione che non destano preoccupazione ma che sono da osservare di tanto in tanto, mi blocco.
scaccio il pensiero, tentenno, rimando, faccio finta di ignorare, di non doverlo fare, ma dura poco, anche perchè dovendolo fare, se non lo faccio io non me lo fa nessuno. anzi. sentirmi dire hai chiamato? è ancora peggio.
così ho iniziato la settimana scorsa, con la prescrizione delle impegnative da parte del medico di famiglia, tanto per fare una cosa alla volta e prendere confidenza con l'idea. poi questa mattina ho preso e chiamato e adesso, con due appuntamenti scritti sul calendario, già mi sento più tranquilla.

e poi questa volta per il prelievo del sangue c'è una congiuntura di numeri interessante: ticket già pagato per l'11.01.11, con il numero 001.
qualcuno mi ha detto di giocarmeli.
hai visto mai?

domenica 26 dicembre 2010

26 DICEMBRE 2010 - ORE 16.45

una zia è in arrivo da Genova alla stazione di Ciampino, verso la quale si sta dirigendo suo fratello, padre della quipresente.
arriva più o meno alla solita ora, raggiunge il resto della famiglia dopo aver dedicato, come da anni, ormai, i 25 dicembre ai più poveri della sua città.
il maritopreferito dorme sulla poltrona del salotto;
la padrona di casa, madre della QP, dorme sul suo letto;
suo figlio, fratello della QP, si è probabilmente addormentato egli stesso nel tentativo di far addormentare il secondogenito, 21 mesi e spiccioli;
la primogenita è l'unica voce soffusa della casa: al piano di sotto, sta lavorando con la prozia (sorella di quella in arrivo a Ciampino) ad un album attacca-stacca con 180 adesivi, che andrà probabilmente esaurito entro la serata, bruciando in meno di mezza giornata un regalo di Natale;
la madre dei due, cognata della QP, dorme sul letto che fu della QP.

la quipresente è sveglia, senza accesso a internet perchè fratello e nipote hanno preso posto nella stanza del computer e ti saluto, per cui è seduta al tavolo della sala dove c'è ancora la tovaglia del pranzo, verde, con disegni di fiocchi rossi e pungitopo, e scrive sul primo foglio che ha trovato in cucina.
è quasi al buio: per non disturbare il sonno del MP con la luce, sfrutta quanto resta di quella naturale che arriva dal giardino e la luce a intermittenza dell'albero di Natale.
per fortuna è in arrivo l'altra zia, che vorrà parlare e mangiare qualcosa, e allora la QP non sarà più sola.

è bello passare il 26 dicembre in famiglia!

mercoledì 22 dicembre 2010

O HOLY NIGHT

poco fa la quipresente ha aperto il sito del meteo per vedere che temperature ci saranno sulla Caput nelle prossime ore e avere più o meno idea di come vestirsi domani, ultimo giorni di lavoro prima delle vacanze.
da quando è entrata nel mondo del lavoro -circa cinque anni, quindi- queste saranno le vacanze natalizie più lunghe. molto simili a quelle dei tempi della scuola. in vacanza dal 24 dicembre al 6 gennaio; ha quasi sfiorato il giorno di ferie per il 7, che per necessità aziendali non le è stato concesso, ma diciamo che non si può lamentare comunque.

dicevamo, dal sito del meteo ha visto che domani è il 23 dicembre. -2 giorni a Natale. il 32esimo della sua vita, il quarto insieme al maritopreferito dei 7 passati insieme è lì, dietro l'angolo. tra due mattine si sveglierà e sarà Natale.

incredibile.
non se ne rende quasi conto, nonostante l'albero in casa e il presepe molto minimal -per questioni di spazio- sul comodino del salotto.
e allora per dare un tocco in più a questo 22 dicembre quasi 23, si ascolta questa canzone che più di molte altre la commuove. cantata in questo modo, poi...




martedì 21 dicembre 2010

SERATA DI GALA

pensavo a una festa di capodanno di gala.
uno di quelle dove puoi entrare solo presentando l'invito cartaceo, scritto su cartoncino avorio, dove all'ingresso uno stewart in smoking ti depenna dalla lista quando ti vede; dove la passiera rossa inizia dagli scalini, per poi continuare fino all'ingresso; dove è richiesto l'abito lungo alle signore e lo smoking ai signori; dove, a parte la musica in sottofondo, si parla a bassa voce, perchè si è tutti discreti e indesiderosi di farsi notare per qualcosa d'altro che non siano il vestito e i gioielli; dove si beve champagne francese servito da camerieri con i gunati bianchi e la giacca corta.
una festa di capodanno a cui non andrò mai, insomma.
ma questo magnifico programma che è polyvore, è magnifico proprio per questo e se mai dovessi andare a una festa del genere, è così che mi vestirei!

sabato 18 dicembre 2010

SCARPE SI'

Come qualche post fa ho parlato di quelle scarpe che proprio non mi piacciono e che non metterei manco sul tavolo dell'obitorio, queste qui sotto sono invece scarpe che già stanno nella mia scarpiera o che ho intenzione di far entrare molto presto.
le già inquiline (anche se non proprio queste) sono le scarpe da ginnastica, gli stivali, le stringate nere -nella veste dei Doctor Martens-, le pantofole -rigorosamente imbottite, sono una freddolosona!- e i sandali infradito.
le altre, quelle super taccate, non hanno ancora varcato la soglia di casa ma ho deciso che saranno le prossime.
tocca spararsi queste cartuccie prima che il tacco sia troppo alto, prima che le schiena respinga l'idea di mantenere l'equilibrio, prima che gli avanpiedi non ne vogliano sapere di reggere tutto il peso!


mercoledì 15 dicembre 2010

OPEN SPACE IN GIORNI DI FIDUCIA

ieri è stata una nefasta giornata per il Paese della quipresente e di tutti gli italiani che non si identificano con chi li "governa".
una delle tante cose che la qp si domanda è come, chi ci si indetifica, riesca a farlo, dal momento che non si scorgono (e non si sono mai scorti dall'inizio, in realtà) elementi prettamente politici, da parte del nano, che possano coinvolgere e appassionare l'animo umano per la gestione della cosa pubblica.
viene da pensare, quindi, che si tratti solo e soltanto di convenienza, di tornaconto, di vantaggio per coloro che in questi anni hanno messo quella X.

detto questo, ieri la qp ha assistito a una scena inaspettata.
al momento della conferma che gli acquisti dei giorni precedenti aveva dato i loro frutti, velocemente il volume delle voci dei colleghi con cui la qp condivide l'openspace si è alzato.
imprecazioni, commenti poco carini, maledizioni, sfanculamenti collettivi si sono levati, tra cui il suo, ovviamente. uno solo, uno solo su circa cinquanta, ha esultato, rischiando comunque di prendersi uno stivale in faccia da una collega barese, innamorata di Vendola, seduta poco lontano.
è stato bello. rincuorante, nonostante lo scempio che si compiva per le strade di Roma, tra il menefreghismo vergognoso di chi, tra i banchi di Montecitorio, esultava per qualche acquisto andato a buon fine.

nonostante la consolazione di divedere l'openspace con altri compagni di lotta, resta la delusione, l'amarezza, la vergogna di appartenere allo stesso popolo di gente che corrompe; che si fa corrompere; che se ne frega e che non guarda niente altro che il proprio interesse; che non ha scrupoli nel farlo apertamente; che sostiene chi fa queste cose e se ne vanta pure.

ancora una volta, come altre, verrebbe da stringere la mano a questi soggetti per il coraggio...per poi disinfettarla immediatamente con l'amuchina, perdiana.

giovedì 9 dicembre 2010

LIBERO DAL LAVORO

ci sono cose che fanno sentire proprio bene la quipresente.

alzarsi la mattina lasciando suonare la stramaledetta sveglia ancora e ancora e ancora. una specie di tortura, direte, ma solo quando c'è un limite alla ripetizione, dirò io; quando invece la sveglia c'è per avere idea del tempo che passa e alzarsi a una certa per fare quelle due o tre cose in casa, allora non è tortura ma piacere.

aprire le finestre della casa, affacciarsi, guardare a sinistra (sempre lei, eh eh!) dov'è nata la civiltà, seguendo i profili dell'Altare della Patria, del Colosseo, di San Pietro e della Cappella Sistina sfumati dall'umidità mattutina e sentirsi fortunata e orgogliosa di abitare e avere a portata di occhi un posto come questo.

fare colazione col ciambellone allo jogurt fatto da lei, bevendo una tazza di early grey the fumante stando al computer per iniziare il cazzeggio digitale.

aprire repubblica.it e vedere che il signor sindaco della Capitale s'è sdebitato con amici e parenti facendoli assumere a destra e a manca, quindi procedere con la pubblicazione dello stesso articolo su facebook, invitando il primo cittadino di sui sopra a provare a testare la forza di gravità tra il suo balcone del Campidoglio e i sottostanti Fori Imperiali (sarebbe a dire la prossima volta che ti affacci dal tuo balcone sui Fori Imperiali, sindaco....BUTTATI DE SOTTO!!!!!).

guardare rai4, mentre scrive i seguenti pensieri, e l'ultimo episodio di un'americanissima serie televisiva che parla di football e casini famigliari e amori da high school e tresche collettive, sentendosi molto adolescente ma coccolata.

avere come primo appuntamento l'incontro col maritopreferito alla stazione della metro Laurentina, alle 12.15, per andare a mangiare al volo e poi direttamente sulla via dello shopping alla ricerca di un cappotto per la quipresente (questa, ammetto, è la parte migliore della giornata!)

il tutto, ovviamente, perchè oggi trattasi di giorno libero dal lavoro!

sabato 4 dicembre 2010

SCARPE NO

ho letto da qualche parte che solitamente le donne hanno più scarpe di quante occasioni abbiano in realtà per poterle indossare.
vero.
se però c'è sempre un'eccezione che conferma la regola, io sono quella. e non solo per le scarpe, quando si parla di cose da donne.
un po' per aver sempre avuto a disposizione una, due scarpe per tipo (da ginnastica, da pioggia, per la spiaggia, da montagna....), o almeno aver avuto la sostituzione del paio in questione a un certo livello di usura (mai comprato due paia di scarpe da ginnastica, per dire, a distanza di un mese uno dall'altro); un po' per una questione di budget; un po' perchè tendo ad accumulare, prima dell'uso, altre cose. per esempio i libri. quando vado in libreria ne esco sempre con un sacchettino e almeno un libro comprato.
ho sempre preferito, da quando ho iniziato a fare qualche lavoretto per rendermi indipendente e pagarmi la palestra e qualche sfizio, fare shopping libresco che di vestiti. e non per far la parte dell'intellettuale, per darmi un tono (manco so come ci si dà, il tono) o cosa... semplicemente lo preferisco e basta!
ovviamente, e lo dico per dovere di cronaca e per non far passare i miei genitori come cerberi, quando facevo i capriccci anche da adolescente, alla lunga la vincevo e dai e dai, le Stan Smith, il bomber o i Levi's 501 chiari, con l'orlo ritoccato per avere 3 cm di caviglia scoperta, li ho avute anche io.
non sono quindi venuta su tra stenti e desideri negati.

detto ciò, qualche giorno fa mi sono divertita a cazzeggiare su polyvore e a mettere insieme un po' scarpe che non mi comprerei mai, a costo di andare scalza!
scomodità (quando il tacco è esagerato) o estetica, fanno di questi modelli (ma ce ne sarebbero a quintalate) proprio il tipo di scarpa che non trova la mia approvazione e che, la dirò tutta fino in fondo, se vedo ai piedi di qualcuna, alzo il sopracciglio, tra lo schifato e il non so nemmeno io cosa!
e voi che ne dite?

mercoledì 1 dicembre 2010

RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI

chi segue Tra un pensiero e l'altro da un po' sa che politicamente ho le idde chiare, le esprimo e che non seguono nè le "idee", nè il "partito" nè tanto meno la persona del Presidente del Consiglio (il fatto di averlo scritto maiuscolo è solo per rispetto verso la figura in sè e non per chi la ricopre adesso, e per la quale -la figura- spero di tornare presto a provare ammirazione in toto).
da un po' sono silente, come le usim telefoniche che non effettuano traffico e che non sono ancora disattivate. lì, ferme, a fermentare, a guardare, sniffare l'aria senza esporsi, senza proferie parola. silenti, appunto.
solo che dall'ultima volta che ne ho parlato (che non so nemmeno più quando è stato) ne sono successe troppe e ne continuano a succedere ogni giorno.

-l'Italia studentesca protesta contro una riforma vergognosa e un nano ignorante dice che i veri studenti non sono in piazza ma a casa a studiare.

-crollano altri muri storici a Pompei e il ministro tirapiedi ex comunista dice che non si devono creare troppi allarmismi.

-wikileaks annuncia esplosione di bombe atomiche anche per l'Italia e un nano cagasotto dice che c'è un progetto per dilaniare l'immagine dell'Italia , praticamente un intrigo internazionale vero (strano che non abbia accusato il KGB...ah, è vero, di quello era capo il suo amicone della dacia che porta il colbacco, non lo può dire. dice direttamente comunistie toghe rosse).

-quando si scopre che la numero 1 e mezzo dell'ambasciata americana in Italia lo definisce stanco per i troppo festini selvaggi, un nano bugiardo dice che lui non ha l'età per fare certe cose.

-Fazio e Saviano per quattro lunedì consecutivi spaccano l'Italia in due e fanno prendere una boccata d'ossigeno a una deciina di milioni di spettatori a puntata; chiedono di prolungare il programma ma no, visionari dirigenti con l'imprenditoria nel sangue negano il permesso. il tutto a costo di qualche milione di introiti provenienti dalla pubblicità trasmessa in quelle 2 ore. complimenti, una stretta di mano per l'intelligenza (ma per il nano capo questo e altro).

-a Napoli, dicono, la monnezza non c'è più. palle. enormi, universali, stratosferiche palle. mio cognato ci abita e meno male che piove, almeno non c'è molta fermentazione. ma non proviamo a dirlo a nessuno dei tirapiedi del nano. 5minuti fa a 8 e mezzo, un Lupi quanto mai indisponente ha detto che bisogna parlare della realtà e non di quello che viene percepito. ah sì? e come la mettiamo la realtà quando la monnezza c'è?

di certo qualcosa me la sono persa. non riesco a tenere tutto a mente, soprattutto quando si tratta di...non so come definirle...di questo genere.
grazie a questo (e a tutto il resto) sono arrivata al punto che aspetto la caduta di un meteorite. che faccia il suo lavoro, fatto bene e fino in fondo.
un armageddon anticipato.
e al diavolo.

+26 *** MA LE STELLE QUANTE SONO *** GIULIA CARCASI (o della fine del ventiseiesimo libro nel 2017)

ho letto questo libro in un paio di giorni, forse tre. ho fatto bene a scegliere di leggere prima la versione di Alice e poi quella di Carl...