venerdì 5 novembre 2010

TROPPE COSE, TROPPI PENSIERI

son due giorni che apro blogger, arrivo qui, sul foglio bianco di un nuovo post, inizio a scrivere ma poi cancello e chiudo tutto.
ho tante, forse troppe cose in testa, suscitate dalla vita di questi giorni, dai pensieri, da come gira, e soprattutto non gira, il mondo che non riesco nemmeno a dirle.
o meglio, quando ci provo, mi si intasa il canale del cervello dedicato e stop. non ne esce niente.
adesso, sarà il tg3 in onda, sarà il tempo balzano a roma, che sembra primavera, ma pare che qualcosa si sia mosso.
sono stufa. schifata, nauseata, arrabbiata, amareggiata, sconsolata, nervosa, pensierosa. non capisco dove stia andando il mondo, a cosa e quanto dovremo ancora assistere, impotenti, per riuscire a vedere una luce alla fine al tunnel, che a questo punto penso sia chiuso ermeticamente come un sottomarino, per cui hai voglia a cercare la luce là in fondo...

monti che scivolano giù per due giorni di pioggia e case che ci rimangono sotto, con tanto di abitanti; aziende chimiche che esplodono e di qualcuno sarà pure la colpa; fiumi e terreni agricoli usati da anni come discariche e abitanti delle vicinanze contaminati dalle sostanze tossiche; la spazzatura di Napoli, che pare addirittura sia lasciata lì da cittadini di sinistra, che a questo punto la mettono da parte ogni giorno per poi tirarla fuori al momento giusto, ogni tanto, per rompere le palle al premier...
per non parlare poi -a proposito, ultimamente è come sempre la parte peggiore- delle lezioni di morale, compostezza, esempio per le nuove e vecchie generazioni che ci riserva il nano d'Italia, pluri-putta-premier, penosamente difeso dai suoi avvocati, inviati ai talk show televisivi e pagati in fuori busta per smentire l'ovvietà dei fatti, raccontando scuse che nemmeno in un film di Fantozzi strapperebbero una risata amara (con tutto il rispetto per il ragioniere).

sono sconsolata, dicevo, ma l'apice l'ho provato domenica scorsa, quando attorno al tavolo, a fine pasto e con un bicchierino di laurus 48 in mano mio padre, 62enne che sa che andrà in pensione, sceglierà lui quando, ha detto -e non per la prima volta in questi ultimi anni- ho solo il rimpianto di lasciare a voi, figli e nipoti, un mondo e un'Italia ben peggiori di quella che mi lasciò mio padre...

4 commenti:

mimì ha detto...

Bene,allora sarà il caso di fare sentire a voce alta quanto siamo schifati e mi sembra che tu abbia iniziato ben bene.

Lunga ha detto...

condividuo le tue parole, e lo condividono anche i miei che dicono sempre che il proverbio si stava meglio quando si stava peggio in questo periodo ci va benissmo. però ci scandalizziamo e ci arrabbiamo in troppo pochi..

Emanuele Plasmati ha detto...

Cara MC! E cosa dovrebbe dire tuo papà? Dice semplicemente una verità spietata, cruda, amara ma una verità che occorre metabolizzare ed essere di stimolo per noi che ci impegnamo. La rassegnazione e l'indignazione non hanno praticità se non nell'attesa di un'azione concreta. Guarda che c'è poco fa fare: se manca una visione etica della vita, se l'educazione non è condotta sui valori saldi dell'onestà, della moralità, della solidarietà (e non parlo della carità cristiana in quanto mi scambierebbero per bigotto!) il senso di comunità, l'identità sociale che significa appartenere ad una comunità civile, ecco il senso di appartenenza viene meno! NON C'E' NIENTE DA FARE!!! E vengono fuori le leggi ad personam, il conflitto di interessi, la non cura del territorio, le speculazioni edilizie (e ringrazia Dio che Roma non è sotto una montagna altrimenti sai che sarebbe accaduto vero?). Piuttosto le recriminazioni lasciamole ai lamentosi e costruiamo un mondo migliore là dove stati vivendo, nell'ambiente del customer di H3G e con Marco ed io con Claudia ed il figlio che mi sta arrivando. Ti saluto con simpatia e grazie delle tue provocazioni che ci fanno riflattere. Emanuele

Maria Chiara ha detto...

sono d'accordo con ognuno di voi!
e facciamo sentire di più, sì! :-)

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