giovedì 25 febbraio 2010

MENO MALE CHE ERA UN PART-TIME!

tornata a casa da un'oretta, mangiato qualcosa ma non troppo, mi trovo seduta al tavolo con gli U2 che girano nel lettore cd. essì che le loro canzoni le conosco praticamente tutte a memoria ma non vorrei farmi prendere da momenti di défaillance nel bel mezzo dell'appuntamento all'Olimpico l'8 ottobre, per cui son qui che mentre scrivo...ripasso.

"..listen to me now, I need to let you know you don't have to go in alone..."


oggi su roma il sole splende, la temperatura è di quelle da togliersi la giacca e metterla sotto braccio o a penzolare a cavallo della borsa, se si cammina, ma l'aria è fresca. il tempo giusto per ammalarsi, quindi, o per un bel mal di gola da sbalzo di temperatura. tocco ferro, giacchè con la voce ci lavoro!
anche oggi ho fatto il mio santo-benedetto dovere dalle 9 alle 13.
ragazzi, pensavo che il part-time fosse una passeggiata, che della serie dopo tutta vita, con ancora 3/4 di giornata davanti sai quante cose puoi ancora fare? certo, ma non per adesso...
sarà il cervello che si fonde già dopo le prime due ore, sarà 'sto tempo, sarà quel che volete, il punto è che dopo queste fatidiche 4 ore torno a casa come se avessi fatto un esame all'università, come se avessi lavorato tre volte tanto. voglio credere che il tutto sia dovuto al fatto che ogni assistenza che presto è una scalata in arrampicata libera senza conoscere la parete, fatto sta che arrivo alla fine massacrata. l'unica possibilità che vedo come allettante nel prossissimo futuro è posarmi sul divano, di traverso, insieme a Bono&Co, il che non è nemmeno poi questo gran peccato!

"...oh, you look so beautiful tonight, in the city of bliding lights..."

U2 - City of bliding lights -

domenica 21 febbraio 2010

AIUTO!

avrei tante cose di cui parlare, di oggi e dei giorni passati. sanremo, il Filiberto che va a farsi fischiare (bravo chi ha fischiato, io avrei fatto lo stesso) sul palco dell'ariston, i vestiti inguardabili della Clerici esclusi quelli della serata finale, la bellezza ed eleganza sublimi di Rania di Giordania; il lavoro e la mia performance più che positiva di ieri; la voglia di vita all'aria aperta che mi sta prendendo; l'attesa per la sciata che mi aspetta...
insomma, ne avrei. solo che poco fa sono andata su repubblica.it e accidenti a me, ho letto l'articolo sui vaneggiamenti del nano-testa-d'asfalto-che-ride e, pur rischiando il blocco della digestione, ho pensato di condividerlo qui con voi.
ditemi se sono io che non capisco l'italiano o se davvero quello che dice è, per l'ennesima volta, una montagna di balle e *****ate. (traducibile, quest'ultimo aggettivo, a piacimento)
non ho parole. non ho parole.

"...Voglio rassicurare che alle porte non c'è una nuova tangentopoli, ma casi isolati che vanno perseguitati e sanzionati. Noi siamo garantisti ma anche assolutamente attenti su questo argomento". Per questo, continua il Cavaliere "nelle nostre liste non inseriremo nessun personaggio che sia compromesso in modo certo..." (...)
Dopo aver rivendicato la bontà del suo "governo del fare", il premier si trova alle prese con una storia di appalti e corruzione. Per questo evoca complotti: "Come se ci fosse una furia autodistruttrice che annulla i risultati, che travolge tutti gli sforzi che si fanno per migliorare il nostro paese, si cerca di far apparire una delle pagine più nobili della nostra storia recente come una storia di affari sporchi e di corruzione..."

(...)
Chiari i destinatari dell'invettiva berlusconiana: "Ricordate i rifiuti a Napoli e il malgoverno di Prodi? I responsabili di quella pagina sono gli stessi che accusano Bertolaso a cui si dovrebbe fare un monumento".
(...)
Noi abbiamo sempre concesso fiducia ai leader della sinistra, abbiamo sperato in Veltroni, in Bersani, ma alla prova dei fatti ci hanno tradito: le nostre aspettative erano anche aspettative dei cattolici che militano in quel partito e che ora hanno dovuto prenderne atto, che è un partito sempre più estremista e laiscista".

grassetto mio, con chiaro senso ironico-inc***to

mercoledì 17 febbraio 2010

UOMINI E PINZETTE


da quando ho ripreso a utilizzare regolarmente i mezzi pubblici della caput mundi, ho l'opportunità di osservare un bel po' di umanità. le osservazioni più interessanti avvengono di sabato, dalle 14 in poi, quando gli adolescenti sono in libera uscita e si spostano freneticamente, diretti verso piazza di spagna, via del corso e il centro in genere. e sono proprio gli adolescenti che catturano maggiormente la mia attenzione.
tralascio l'abbigliamento, il gergo, la tecnologia onnipresente addosso a questa parte di umanità: voglio soffermarmi sul viso. vada per capelli omologati perchè i tagli di oggi sono più o meno quelli, per la parte maschile e per quella femminile; per fortuna solitamente la lunghezza permette di distinguere nettamente il sesso della persona che li ha in testa. è passata da un po', mi sembra, la moda del capello lungo anche per lui (a meno che non si parli di nostalgici figli dei fiori o adolescenti cresciuti: ho infatti più di un amico ultra 30enne con una coda di cavallo accennata e comunque apprezzabile...) che adesso porta chiome medio-corte, impomatate, con ciocche a punta sparate in varie direzioni. per lei, invece, le chiome fluenti la fanno da padrone, meglio se con frangia laterale a tormentare perennemente gli occhi truccati possibilmente di nero, il tutto accompaganto da colpi di sole o tinte a seconda del gusto. il must è comunque il lungo (tanto che la quipresente dopo un anno di taglio sotto le orecchie, punta adesso alle lunghezze :o) ma fin qui tutto normale, le mode vanno e vengono e tra qualche anno rivedremo il corto imperare sulle teste femminili.

quello che invece non posso proprio vedere sui volti degli adolescenti maschi (?) di questo secolo, sono le sopracciglia "fatte" da una mano che altro non è che quella di un'estetista, giacchè anche per certe donne è difficle disegnarle altrettanto bene. mi fanno ridere quelle ali di gabbiano perfettamente in asse, senza sbavature, senza un pelo fuori posto sui volti dei maschi del futuro. mi fanno ridere perchè non hanno niente di naturale e di maschile. perchè appropiarsi di una pratica così femminile per affermare la propria mascolinità? già faccio fatica ad accettare la depilazione maschile ma adesso, con questa storia delle sopracciglia, un uomo glabro di ceretta non mi fa nessun effetto, pur non piacendomi comunque.
un viso maschile con le sopracciglia disegnate dalla pizetta stona, non torna, lascia interdetto il cervello di chi osserva, che si trova davanti un miscuglio strano di dettagli maschili uniti a qualcosa di prettamente femminile.
sulla quipresente un viso del genere lascia un punto interrogativo a mezz'aria e finchè non percepisce che la stonatura è nelle sopracciglia le fa pensare "questo qui ha qualcosa che non torna".
sarò antiquata, poco fashion ma tant'è...

sabato 13 febbraio 2010

HO IMPARATO - O MEGLIO, STO IMPARANDO


primo sabato lavorativo della mia vita.
non me ne vogliano i veterani del turno -primo fra tutti mio padre il quale, per 10 anni, tra il '70 e l'80, ha lavorato su turni diurni e notturni trascorrendo, udite udite, 8 natali su 10 a lavorare.
non me ne vogliate, dicevo, giacchè sono alla mia prima esperienza turnistica, per cui ho tutto da scoprire, misurare, imparare.
e per l'appunto quello di oggi è stato un battesimo per vari aspetti, oltre ad essere il primo sabato lavorativo della mia vita. ho imparato un po' di nozioni essenziali e d'arredamento: alcuni pilastri fondamentali per la gestione del cliente e piccoli dettagli che possono fare la differenza, dare quel valore aggiunto che ha come ragion d'essere solo e soltanto il raggiungimento della felicità del cliente. entrambe queste tipologie di nozioni, se e quando applicate nel modo giusto, sono riscontrabili subito, una come conseguenza dell'altra: risposte pronte, esaustive, chiare accompagnate ad una attenzione assoluta, fatta di cortesia, pazienza ed empatia fanno sì che anche il più scorbutico dei clienti, alla fine, ti saluti diverso da come ti aveva esposto il suo problema, imbufalito e famelico.
oggi ho imparato questo -o meglio, ho verificato personalmente che così deve essere ed è proprio come me lo immaginavo- e ne sono contenta.

la seconda cosa che ho imparato oggi è che la sensibilità è una caratteristica, un dettaglio della mia personalità che investe una grande percentuale del mio essere; certe volte mi piace e la apprezzo, altre vorrei averne meno, averla diversa, avere le forze di dominarla. ecco la chiave: avere le forze di dominarla.
non so se avere le forse di dominarla sia un sinonimo dell'avere il pelo sullo stomaco, più di una volta sentito nominare da mio papà nei vari momenti di dialogo negli ultimi anni e nemmeno vorrei nascondermi dietro questa giustificazione -della serie, sono ancora giovane e il pelo ha da venire- fatto sta che secondo me è proprio così. le due cose coincidono.
la mia capacità di controllo delle emozioni dipende anche dall'esperienza, dalle batoste prese, dalle vittorie...dalla VITA.
quel che è certo è che posso iniziare da ora -in effetti avrei potuto iniziare da prima- a imparare a gestire più cose, più emozioni e mi accorgerò, allo stesso tempo, di reggere sempre meglio alla vita.

venerdì 12 febbraio 2010

NEVE SU ROMA

nel 1985, anno in cui risale l'ultima seria nevicata su roma, io non c'ero. o meglio, ero già al mondo ma non in questa parte di mondo; mi trovavo un po' più su, in una città dove la neve non era e non è all'ordine dei giorni invernali ma che ogni tanto si faceva (e si fa) vedere. ero a genova e avevo 7 anni. il maritopreferito invece era qui, dove è sempre stato, e aveva 14 anni.

questa mattina sono uscita alle 7.50, direzione metro a di roma, per recarmi al lavoro.
poco prima di immergermi nei bassi fondi metropolitani, si sono aperte le cataratte invernali del cielo e la neve ha iniziato a scendere.
sulla mia strada persone sotto l'ombrello, lentamente, si stupivano, una più dell'altra. adulti ritornati bambini, italiani e stranieri senza distinzione, si illuminavano in viso vedendo le falde immacolate; bambini diretti a scuola chiudevano l'ombrello per lasciarsi toccare dalla neve; io stessa osservavo e mi accorgevo di sorridere neanche troppo di nascosto davanti a queste esternazioni di stupore felice.
sono andata a lavorare leggiadra. la neve che scendeva mi faceva sentire altrove, non a roma, eppure il pensiero invece di esserci mi inebriava al pensiero che davvero quella neve stesse cadendo proprio a roma.

dall'ufficio, poi, ci siamo goduti la neve finchè è scesa, sentendoci dire "buon natale!" da qualcuno. alle 11, nei minuti di pausa, sono salita sul terrazzo aziendale, all'ottavo piano, per godermi lo spettacolo. l'ho trovato gremito di adulti ritornati anch'essi bambini, intenti a fare e farsi fare foto con la Via Colombo imbiancata e la bufera alle spalle...

12 febbraio 2010 - NEVICATA

mercoledì 10 febbraio 2010

SEDUTA NEL MEZZO


seduta nel mezzo, sulla fenditura che si crea tra i due cuscinoni del nostro divano rosso in sala, scrivo ascoltando il greatest hits di Shania Twain. questa ragazza americana ha la capacità di passare dal country al super romantico così velocemente che ascoltare un suo disco è un gran piacere!
in pigiama, vestaglia-ma-non-della-nonna per non prendere freddo, pantofole imbottite (al diavolo la chiccheria, quando ci si vuole rilassare non c'è niente di meglio dello sbrago estremo, com'è questo!) sono sola. il maritopreferito è niente-popo-di-meno-che al parco della musica a guadagnarsi la pagnotta; posto di stile certo, ma di braccio corto giacchè il parentame dei musicisti non ha ricevuto nemmeno un pezzo di biglietto di ingresso gratuito, foss'anche sotto le assi del palco. comunque...
questa sera, sulla strada ferrata nel tornarmene a casa dal lavoro, ho iniziato a leggermi "vivere con lentezza" di Bruno Contigiani. accidenti! mi ha fatto impressione scoprire come questo libretto, che racchiude alcuni suggerimenti sul come vivere al meglio il tempo che abbiamo a disposizione, inteso come le 24 ore quotidiane di cui disponiamo, venga messo in pratica già da tempo dalla quipresente e dal maritopreferito.
"Vivere con lentezza" è un serio e giocoso invito a prendersi i propri tempi a discapito della frenesia di oggi, a cui tutti sembrano adeguarsi. Sono piccole azioni per grandi cambiamenti, che permettono di vedere un mondo percepibile solo al ralenti" dice un trafiletto su ibs.it.
che dire? senza saperlo eravamo sperimentatori-attuatori del vivere con lentezza. dovremmo farci pagare il lavoro svolto fino ad ora!
good night!

lunedì 8 febbraio 2010

PRIMO GIORNO 13-17

eccoci qua. dopo la fine del corso di formazione, che ha avuto effetti laterali (previsti) e collaterali (imprevisti) sulla quipresente, dopo un fine settimana di riposo e sonno recuperato, è arrivato lunedì ovverosia il mio primo giorno di operatività. oggi dalle 13 alle 17 sarò battezzata (senza nessuna bottiglia di champagne scaraventata in faccia, spero) entrando ufficialmente in quello che sarà il mio mondo da qui a +infinito.
alle 17 il maritopreferito passerà al volo a prendermi e via, verso un cinema alle 19 di inizio settimana (quale gaudio) giacchè domani, manco a dirlo, riposo. sono quasi sicura che la matrice abbia estratto il riposo dopo il primo giorno di lavoro per farmi riprendere dallo shock, fatto sta che domani sveglia random, quando mi sveglio mi sveglio e libertà di pensiero e azione h24, come si sente dire da chi si vuol far figo insieme all'assolutamente sì.
che pacchia, si penserà. beh, non escludo che sono alquanto curiosa di vedere come sarà la mia vita scandita da un lavoro part-time su turni di 4 ore, distribuiti tra le 9 e le 21, 5 giorni a settimana con domeniche e festivi sempre liberi...
intanto mi godo questa prima mattina, senza aver nemmeno (per ora) troppa paura delle future quattro ore in cui sarò operativia.

mercoledì 3 febbraio 2010

SALE ANTI-GHIACCIO SULLA STRADA


in questi giorni ne ho viste, fatte e sentite tante.
ho visto tante cose nuove in ufficio: facce, voci, colori, ultimissime mode indossate, badge al collo e dimenticati a casa, password inventate (e che tra due settimane dovrò reinventare), log-in e log-out dai sistemi, timbrature, appunti scritti, cervello fuso, parole di formazione sentite e assimilate, domande, interrogativi, paure, terrore...
azioni nuove alcune, tra le quali due plateali e davvero anteprime per me: le prime due telefonate prese, oggi, in affiancamento attivo (deo gratias) col supporto, cioè, della collega. dopo una mezza mattinata di apprensione culminata con un vero e proprio senso di terrore e agitazione, ho deciso di prendere il topo per i baffi e farla finita. dovevo andare oltre questa fifa che mi stava attanagliando e che si è poi dimostrata non essere altro se non uno strato di ghiaccio. adesso è rotto e da ora in poi davanti a me una strada in falso piano, a volte in discesa, a volte in leggera salita. sicuramente cosparsa di sale anti-ghiaccio!
ne ho anche viste tante fuori: folle di studenti in attesa di entrare a scuola, cosa che adesso vedo giacchè esco più tardi di prima; mamme che portano la cartella ai figli anche quando questa è un trolley (cosa cavolo l'hai comprata a fare a trolley?); metropolitane b di roma rotte alle otto e mezza di mattina con scarico passeggeri e accumulo di folla imbufalita sulla banchina della fermata circo massimo; un maritopreferito sempre più comprensivo nei confronti della quipresente, che si adatta ai miei tempi, alla mia stanchezza, alla mia fusione mentale dopo 8 ore di aula, ai miei silenzi, alla mia febbre latente.
è mercoledì e più che mai sto anelando al venerdì sera e al fine settimana in cui, spero, cercherò di dormire il più possibile per recuperare, ma sono anche contenta, soddisfatta e soprattutto orgogliosa di me (lasciatemelo dire) per la performance del ghiaccio compiuta oggi.
:o)

+17 *** BEFORE *** ANNA TODD (o della fine del diciassettesimo libro nel 2017)

l'Anna ci racconta come e perché ci son voluti ben cinque libri per risolvere le paturnie amorose di Hardin e Tessa...con un sesto libro...