sabato 16 gennaio 2010

PERFUME-PLUG-VICTIM


non sono una fashion victim, nemmeno una teledipendente, eppure spesso mi capita di rimanere affascinata dagli spot televisivi, dalle campagne pubblicitarie sui giornali, dai diciamo cortometraggi pensati da genii del marketing per lanciare un nuovo brand sul mercato. in questi giorni ho avuto l'opportunità di vedere quello per la compagnia telefonica per cui lavoro e pensare, non appena finito, di quanto è capace la mente umana per catturare l'attenzione, emozionare, lasciare un segno fatto di suoni o parole in altre menti umane.
a parte questa, purtroppo introvabile sulla rete e che non mi è quindi possible condividere, resto solitamente catturata dalle campagne pubblicitarie dei profumi per uomo, quelle che nei settimanali o giornali ammazza neuroni come li chiama il maritopreferito, occupano una pagina intera. foto solitamente in bianco e nero, riportano uomini soli o con donne, entrambi decisamente fuori dalla norma per bellezza e perfezione (e come potrebbero fotografare altrimenti che dei superfighi?), in atteggiamenti molto intimi, (quasi) mai eccessivi o volgari, che al primo sguardo trasmettono amore, dolcezza, passione, complicità, tenerezza, calore...
io, e ditemi pure che sono una romantica sdolcinata, mi soffermo sempre quel secondo in più rispetto al tempo necessario per girare pagina, lasciandomi volutamente catturare dai particolari, cercando (e solitamente trovando!) collegamenti tra foto e nome del profumo in questione.
su di me questo genere di messaggio pubblicitario non attechisce se non così, visto che di tutte le publlicità viste sui giornali, nemmeno una è andata a segno facendomi comprare il prodotto, per cui se mi chiedessero se sono una perfume-victim direi di no, ma una perfume-plug-victim*, decisamente sì!

(*vittima delle pubblcità sui profumi)

3 commenti:

bigcitymartin ha detto...

I collegamenti sono sempre fonte di fascino, e le riviste in questione l'unico veicolo, credo, di sensazioni olfattive vere (parlo della striscia-prova) tra media troppo visivi. Se segnano un itinerario del cuore e della mente, non si fanno consumare, per cui non consumano. Allora ben vengano anche in questo formato.
Ci sono, mi sembra, sempre piú tracce del sacro nelle crepe dimenticate da chi pensa di controllare il reale.

enrica ha detto...

Cara Maria Chiara,

in effetti ogni tanto ci sono pubblicità che colpiscono per la loro arte, estetica ed alta comunicatività.
Ce ne sono molte, invece che mi fanno letteralmente inorridire per il tipo di messaggio che veicolano... ma da'altro canto, non sono sempre uomini e donne quelli che producono le pubblicità? Una persona aberrata non può che produrre pubblicità aberrata...

MAURIZIO ha detto...

Ma allora a te il subliminale ti fa un baffo...

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