lunedì 4 gennaio 2010

IL MIO IMPEGNO PER IL 2010

Tanti pensieri per questo nuovo anno appena arrivato.
Il primo, piuttosto futile, è che finalmente ho iniziato a usare la nuova agendina comprata a metà novembre, sottile, essenziale, con apertura landscape, copertina blu, segnalibro ed elastico di chiusura rossi. Pagine avorio ancora intonse. C’è sempre una sorta di emozione a iniziare l’agendina nuova, curiosità sul cosa vi ci si scriverà sopra, come e quando. Staremo a vedere.
Il secondo è uno di quei famosi “buoni propositi per il nuovo anno”, termine che da sempre è sulla bocca di tutti ogni fine dicembre e inizio gennaio. Questa parola mi sta un po’ sulle scatole, pensandoci, proprio per questo suo essere tanto di moda, per essere diventata una frase di routine solo in determinati momenti dell’anno. Durante il resto dell’anno si devono pensare cose nefaste? Programmare attentai? Architettare cattive azioni? Boh.
Il mio impegno per questi 361 giorni rimasti, è di riuscire a fidarmi di più, avere più fiducia in tutto quello che faccio, in come lo faccio, perché lo faccio. Parlo di una fiducia non rivolta solo a ciò che fa parte di me e che è espressione della mia persona. La fiducia che voglio incrementare è sul perché (e c’è) della mia presenza su questa terra, sui motivi perché essa è così, a volte diversa da come la vorrei, da come l’ho sognata, da come riesco a tenerla in piedi. Vorrei fidarmi maggiormente di Dio e del suo pensiero su di me; convincermi una volta per tutte, o almeno sempre un po’ di più, che ogni cosa è buona, di quelle pensate per me, che già ho e che devo ancora ricevere. Ogni cosa è buona di quelle pensate da Lui per la quipresente, partendo dal fatto che niente di quello che mi chiede è fuori dalla mia portata. Lui pensa, disegna e manda, apparentemente senza libretto di istruzioni, senza preavviso ma ogni volta è tutto fatto e pensato su misura, tenendo presente stazza, larghezza delle spalle, punti accumulati, CV, dati anagrafici e quant’altro. Ecco, di questo devo maggiormente fidarmi: dell’esclusività e bellezza dei progetti che mi sono destinati. Come potrebbero essere progetti approssimativi, lasciati a metà, fatti senza prendere la misure giuste e senza tener conto dei miei gusti, delle mie esigenze e delle mie preferenze? Non lavora forse da Dio?
La sfida per questo 2010 è quindi ricordarselo, tenerlo ben presente, come un chiodo piantato nel cervello.

3 commenti:

bera05 ha detto...

Cara Maria Chiara, molto bello il tuo proposito degno di una bella persona come sei!
Di propositi ho imparato a non farmene più, perchè poi capita che non riuscendo a mantenerli ne rimango doppiamente male.Con lo stesso spirito non faccio bilanci a fine anno perchè sento che non servono perchè è così complesso distingure le cose che si considerano buone da quelle che consideriamo meno buone che non vale la pena spendere tutte queste energie. Ogni anno la percentuale dell'una e dell'altro è così variabile che sarebbe difficile contabilizzarle anche per un contabile esperto! Per fortuna che la contabilità della nostra vita è affidata a dei commercialisti che lavorano molto in Alto!!
Tentare di valorizzare ogni cosa nel trascorrere del tempo, dei giorni, delle ore ricercando ciò che riempie il cuore è l'impegno primo. Perchè poi ad un certo punto la vita finisce. L'esperienza della partenza della mamma per cielo mi ha ricondotto molto all'essenziale, a cercare le cose che contano e restano nel cuore delle persone.
Tutto questo comporta un tentare di stare al di sopra delle cose stesse utilizzando un giusto distacco da ciò che mi porterebbe ad un coinvolgimento emotivo negativo.
Un carissimo saluto a te ed al tuo marito preferito!
berardo

extramamma ha detto...

Penso sia importante fare propositi non rigidi ma comunque darsi degli obiettivi, avere idee e curiosità nuove e soprattutto ottimismo.
Tantissimi auguri, un abbraccio, p

Emanuele di Alba (CN) ha detto...

Cara Maria Chiara, buon anno!! Ti sto leggendo. Questo post è ricco di personalità: rivela grinta e determinazione nel raggiungimento degli obiettivi. Direi che con mia moglie cerchiamo di vivere bene il quotidiano. Poi cerchiamo di lasciare fare a Dio. Certe volte non è facile presi come siamo da tensioni emotive, timori preoccupazioni ma il desiderio c'è. Mia sorella ha avuto una bella bambina il 29 dicembre. E' nata Myriam ad Ostia. Una forte esperienza di affidamento vista l'esperienza vissuta di un aprto difficile. Ecco mia sorella mi è di faro per affrontare alcune situazioni.
Grazie per la tua testimonianza

Emanuele di Alba (CN)

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