sabato 31 ottobre 2009

INNERES AUGE - Franco Battiato



Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina.
Uno dice che male c'è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?

Non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?
Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro?
La Giustizia non è altro che una pubblica merce...
di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Con le palpebre chiuse s'intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore: Inneres Auge, Das Innere Auge

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Ma quando ritorno in me, sulla mia via,
a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato...
mi basta una sonata di Corelli, perchè mi meravigli del Creato!

martedì 27 ottobre 2009

FACEBOOK & FRIENDS

da integerrima oppositrice di facebook, qualche mese fa ho ceduto, infilandomi anche io in quel groviglio di gente virtu(re)ale che lo popola. tra quei diversi milioni di utenti, ci sono anche io, quindi. in breve ho ritrovato ex compagni di classe delle medie, delle superiori, amici conosciuti qui a roma, amici da una vita e che mi hanno vista nascere, ex professori, amici oltre oceano. ho dipanato la mia matassa un po' qui un po' lì, dalla liguria al lazio, alla sicilia al trentino, al brasile agli stati uniti, così ora anche io ho la mia rete. ritrovare i vecchi compagni di scuola è stato impressionante, soprattutto i compagni delle medie. da più che bambini, come li avevo salutati una sera di fine giugno alla pizza di classe dopo l'esame di III, con le loro vocine quasi bianche, li ritrovo uomini, sposati, conviventi, liberi professionisti, plurilaureati, padri di famiglia, in carriera...tanto che i 17 quasi 18 anni passati da quella sera sembrano aver messo al loro posto altre persone. poi trovo gli ex-prof di quegli anni, identici -ai miei occhi- a come li avevo lasciati sempre quella sera in pizzeria, con i capelli brizzolati, magari con 24 anni di precariato sulla schiena e che mi dicono dammi pure del tu, sennò mi fai sentire vecchio! -senza accorgersi che tra i due, quella che si sente vecchia sono io perchè se mi dicono così, allora sì che sono diventata adulta. poi uno di questi compagni qualche mese fa viene a roma per lavoro e finisce che ci vediamo per una pizza, insieme al maritopreferito, nel cuore della caput. ricordiamo il passato, gli anni 89-92, tirando fuori gli altarini degli altri, parlando anche delle nostre vite attuali, del lavoro, di politica. 17 anni quasi 18 di vuoto spazzati via nel tempo di tre piatti di bucatini alla matriciana e un senso di contentezza e quasi gratitufine verso facebook.
ma si può essere riconoscenti verso un social network? sì, se ti porta vicino vecchi amici e ti fa condividere quel poco della loro vita che scelgono di raccontarti, anche attraverso una riga di parole.

sabato 24 ottobre 2009

TEMPO DI PREMI



ma che figata!!!!
i premi tra blogger mi son sempre piaciuti, tanto più quando arrivano completamente inaspettati. ed eccomi qui, ad accogliere il premio in arrivo da extramamma. me ne accorgo pure in ritardo di due giorni, solo ora che riesco a farmi un giro per i blog, mentre le polpettine di carne se la cuociono in padella, alla fine di una mattinata di pulizie a fondo, quelle da sabato.
e così passo il testimone a

maurizio
caia
bridget
wwm
lordcrespo
berardo
domenico
the freeso journal
l'ultimo uomo sulla terra
o blog

venerdì 23 ottobre 2009

DI PEDONI E AUTOMOBILISTI

a Zelig c’è chi è un automobilista ed essendo un automobilista è sempre, costantemente inc…ato. io sono un’automobilista, ma quotidianamente vado in ufficio con i mezzi pubblici sotterranei e di superficie, con un ultimo, non troppo breve, tratto a piedi. mi piace camminare e anche farlo di prima mattina mi sveglia, i muscoli si mettono in moto ed io ne approfitto per pensare. noto però che noi pedoni siamo presenze ingombranti per gli automobilisti che, capisco possano essere sempre, costantemente inc…ati (certo di prima mattina non è un buon segno), ma che dovrebbero anche rendersi conto che usarci come pali per misurare l’altezza dell’onda che alzano passando sulle pozzanghere, sul modello di quelli ai bordi delle strade di montagna, gialli e neri, messi lì per valutare l’altezza della neve…come dire, non è proprio gentile. poi sono certa: gli stessi che fanno offshore sulle strade, se appiedati e leggermente schizzati dal folle di turno che passa a tutta velocità sull’acqua, se la prenderebbero e lo prenderebbero a imprecazioni e parolacce.
e allora, se al volante ci si scatena, fregandosene sonoramente degli altri, ma quando si è poveri tapini appiedati si pretende rispetto dai piloti, perché non ricordarsi che bisognerebbe trattare gli altri come vorremmo essere trattati noi?
è proprio un dilemma così difficile da risolvere?

giovedì 22 ottobre 2009

DI REGISTI E SARTI

ci sono volte in cui ti monti in testa il film completo, dal primo ciack ai titoli di coda, compreso di colonna sonora, fotografia, scenografia, dialoghi. tutto. poi una mattina ti alzi e scopri che di quel film, a cui tu avevi fatto già la bocca, non esiste nemmeno la pellicola su cui imprimere le immagini e i suoni. subito ti arrabbi, sei nera, poco incline a sentire ragioni da qualsivoglia persona, nemmeno dal maritopreferito. lui, innocente oltre che incredulo, non possiede ancora capacità marziane tali da entrati nel cervello e capire tutto in un secondo. così lo strapazzi, pentendotene un attimo dopo. ma l'idea del film permane e ci metti un po' ad accettare il fatto che sarebbe meglio lasciar fare a quelli che con doti da regista ci sono nati e ne sanno più di te. quelli che qualche tempo fa chiamavi sarti e che, tra un vestito su misura e l'altro, siedono dietro la macchina da presa.

domenica 18 ottobre 2009

DI FREDDO E TERMOSIFONI SPENTI


fa freddo, non è una novità. ormai è una settimana che queste temperature benedette sono arrivate a livelli prettamente invernali. sì, d'accordo, siamo a ottobre, è anche il caso che non sia estate ed io preferisco il freddo al caldo -dal quale, oltre una certa soglia, non ci può più difendere- per carità, ma qui a roma siamo passati dalle maniche corte ai 10° alle 8 di mattina in meno di 48 ore...e siccome siamo ancora a metà ottobre e noi abitiamo in un condominio con riscaldamento centralizzato, fino a metà novembre non sentiremo i termosifoni caldi. a meno di un'ordinanza del campidoglio, quindi, fino a quel momento ci dobbiamo arrangiare. qui al quarto ed ultimo piano, siamo dotati di stufetta elettrica che si autigestisce grazie al termostato posizionato sui 20°C, ma poco fa il maritoperferito -normalmente caldo di suo ma per l'occasione vestito di tuta lunga e felpa in pile- si è alzato dal divano, ha portato in sala la stufetta e ha aperto il vano del mobile dove teniamo i superalcolici. "qui ci vuole un grappino, bisogna scaldarsi!" e così due bicchierini pieni di grappa e bailey's si sono svuotati in un nanosecondo, andando a riscaldarci le viscere!

venerdì 16 ottobre 2009

AZIONE-REAZIONE


come annunciato, ieri ho scritto alla redazione del tg1. dopo una ricerca approfondita sul sito rai e link vari, sono approdata dove volevo arrivare (cosa che non è stata troppo semplice, tra l’altro) e ho scaricato tutto il mio disgusto sullo spazio disponibile. non so davvero se avrà qualche effetto, in effetti ho molti dubbi, ma appena ho finito di scrivere mi sono sentita liberta, alleggerita. anche cittadina attiva e non lo dico per vantarmene. non l’avevo mai fatto, quella di ieri è stata la mia prima protesta ad un'emittente televisiva, ad un telegiornale. e c’è un perché. se noi cittadini, ascoltatori, utenti, utilizzatori finali del prodotto telegiornale ci sentiamo a disagio davanti alla scaletta delle notizie, a come vengono date, significa che non siamo contenti di quello che vediamo…perché quello che vediamo non corrisponde alla realtà che troviamo fuori dal tubo catodico. perché noi è lì che viviamo, nella realtà, e non vogliamo essere presi in giro da chi ci vuol far credere che invece no, va tutto bene, è tutto sereno, siamo tutti amici e anche di più ed è solo quella rompiballe di opposizione il problema, la cui gestione si limita alla tolleranza indifferente quando non sfocia in mancanza di rispetto e insulti.
per questo e perché sì ho scritto al tg1. ed ora vado avanti, senza considerare rai1 all’ora dei suoi telegiornali.

giovedì 15 ottobre 2009

TELEGIORNALE DELLA VERGOGNA

stasera ho definitivamente depennato il tg1 dalla lista dei telegiornali guardabili. anzi. l'ho inserito a pieno titolo in quella dei tg inguardabili. stavo stirando, già con la cena nello stomaco, il maritopreferito fuori per lavoro e avendo perso il tg3 delle 19 e dimenticato momentaneamente l'esistenza di rainews24, sono rimasta su rai1. sarebbe stato meglio non guardarlo, di certo ugualmente informativo.
un inno all'essere immondo, un continuo inneggiare, nemmeno troppo implicitamente, a quello che fa e dice e pensa e propone e sbraita e tocca. senza controparte, ovviamente. un'edizione degna del servilismo del tg4. la petruni, poi, era particolarmente odiosa, stasera. aveva un modo di annunciare la notizia irritante, sembrava si trattenesse a stento dal salire sulla scrivania in plexigas e urlare, emozionata e commossa, il suo (folle) amore incondizionato per l'essere immondo. sembrava una trasfigurazione di quella faccia da sberle che è minzolini, l'ennesimo direttore burattino nelle mani dell'immondo. stiravo e commentavo a voce alta. sentenziavo e maledicevo a destra e a manca. l'ho voluto guardare fino in fondo, veder fino a che punto sarebbero arrivati. gli ultimi dieci minuti pieni zeppi di notizie, o meglio racconti di cose inutili, dette non sapendo cosa dire, dette per non dire altre cose.
ho deciso che scriverò alla redazione e dirò quello che penso. sarà una e-mail inutile, forse, che non verrà considerata, andrà persa in una marea di altre e-mail indigante -speriamo- ma chissenefrega. questa volta non me la faccio passare sopra. punto.

lunedì 12 ottobre 2009

CHI (PER FORTUNA) NON MUORE SI RIVEDE

e fu così che maurizio tornò, con un commento ad un mio post. non ne parlo solo perchè so che leggerà, perchè del post a lui dedicato s'è detto contento e chissà cos'altro che non so. ne parlo per raccontare la reazione al suo ritorno.
è stato strano, certamente inaspettato. l'occhio m'è scivolato sulla lista di e-mail arrivate in giornata, in grassetto perchè non ancora lette, e ho visto il mittente del commento. Maurizio. Maurizio? Maurizio! un po' alla Benigni ne Il piccolo diavolo. e sono andata a leggere, contenta, stupita, incredula. se n'era andato a inizio estate da un giorno all'altro, senza preavviso e in maniera abbastanza leggera avevo tolto il link al suo blog. tanto non portava a niente, se non a una pagina con l'avviso di blog cancellato.
invece ieri era lui che aveva scritto e si riproponeva, così, come se fosse stato via un po', in giro, in un posto dove non arriva la rete e qundi per forza di cose lontano dal blog. e invece è tornato del tutto, con tanto di blog aggiornato -con il quale mi devo rimettere in paro!
è stato bello ritrovarlo. come il ritorno di un amico, digitale, occhei, ma amico, in fondo. sempre più spesso, qui sopra e su altri blog che frequento, c'è tanto di chi scrive, cosicchè da un certo momento in poi si arriva a un livello di confidenza e condivisione tali per cui ci si sente vicini. e anche amici.

mercoledì 7 ottobre 2009

ODI ET AMO



eh sì, a metà della terza settimana di lavoro, ho in testa questa definizione per descrivere gli stati d'animo che mi attraversano nelle otto ore alla scrivania.

odio me stessa. quando mi sembra di non afferrare del tutto, quando non riesco a ripescare nel mio cervello lo storico da due settimane a questa parte, quando mi ritrovo col cervello svuotato, quando non ho più memoria di cose già viste/fatte/scritte il giorno prima, quando a due ore dall'inizio della giornata sono già fusa, quando sbaglio, quando non riesco a finire una cosa e mi si accavallano le connessioni mentali e vado in corto.

amo me stessa. quando faccio una domanda intelligente al mio capo, quando invece di chiedere aiuto mi incaponisco e poi risolvo, quando si sciolgono i nodi del cervello e vado avanti, quando i pezzi della full immersion della prima settimana si sistemano e le idee si rischiarano, quando inizio e finisco una cosa, quando chi mi parla mi incoraggia, quando mi sento dire che è normale, quando la giornata mi è sembrata positiva per il 50% più uno, quando mi diverto a fare quello che devo fare.

per ora sto viaggiando in collina a velocità moderata. sono pronta, desiderosa, impaziente di schiacciare la frizione e mettere la 5°, sempre pronta a scalare quando arriva la salita o una curva stretta!

sabato 3 ottobre 2009

SECONDO COMPLEANNO

antefatto.
qualche sera fa -in tre sere diverse- io e il maritopreferito abbiamo rivisto tutta la trilogia de Il Signore degli Anelli. per una serie di motivi, abbiamo la versione integrale solo del terzo film, così a fine visione il maritopreferito ha detto "dovresti avere anche la versione integrale dei primi due...". ed io "mah, più che quello, preferirei avere la colonna sonora di tutti e tre...".

nei giorni scorsi, oltre alle tante cose successe, nuove, inaspettate, travolgenti, impegnative, se n'è verificata una del tutto prevedivbile, programmata, decisa due anni fa.
il 29 settembre io e il maritoreferito abbiamo compiuto due anni. due anni. come al solito percepisco il tempo trascorso in modo contrastante: mi sembra un avvenimento lontanissimo, un giorno sfumato, eppure ancora vicinissimo. non più un mesiversario, non più un anno. due. chissà cosa proverò quando saranno decine e d'anni. ve lo dirò quando ci arriveremo!
fatto sta che tornata a casa, il 29, ho trovato sul letto un pacchetto, anzi due. in uno, c'era un barattolo di dulce de leche argentino, prontamente battezzato con un affondo di cucchiaino, leccato come un gelato; nell'altro ho trovato proprio l'original soundtrack in triplo cd de Il Signore degli Anelli.
ho un maritopreferito che è proprio un tesoro!
in breve mi sono immersa nell'ascolto, cercando a suon di telecomando le tracce che volevo ascoltare prima delle altre. ed eccola qui. l'ho già ascoltata una trentina di volte, credo che il cd abbia già la traccia più segnata delle altre e mi si è ormai piantata nel cervello al punto che in automatico parte e la canticchio.
meravigliosa. mi dà i brividi.


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giovedì 1 ottobre 2009

GIRAMENTI -APPARENTI- DI TESTA

che razza di titolo é? la testa gira o non gira?
la testa gira, ma non perchè ho la pressione bassa, mal di testa, o un calo di zuccheri...
mi gira perché se mi guardo indietro non percepisco il trascorrere del tempo realmente, quello che é trascorso dal 15 settembre fino a oggi, giovedì 1 ottobre 2009.
come ho già detto, dal 15 ad oggi tutto è successo piuttosto velocemente ma oggi, a due settimane dall'inizio di quell'ambaradam, appunto, mi gira la testa. é un giramento virtuale, apparente, dato da un misto di euforia-stanchezza-novità...
dalle 11 alle 12 ore fuori casa tutti i giorni, lavatrici stese alle dieci di sera, panni stirati guandando dvd in tele sempre la sera, dopocena. insomma, niente di strano, niente di eccezionale, niente di marziano -anche perché fino a nove mesi fa lo facevo già da un bell'anno e mezzo e perchè tutte le donne (di certo le mamme) che lavorano lo fanno.
quindi niente di strano, niente di che. solo stasera l'ho voluto scrivere qui -non so con quale qualità linguistica, tra l'altro.

+7 *** ADESSO *** CHIARA GAMBERALE (o della fine del settimo libro nel 2017)

la Gamberale è una di quelle scrittrici che mi è piaciuta tanto all'inizio e ho continuato a darle credito proprio perché mi era piaciut...