mercoledì 23 settembre 2009

LA RUOTA RI-GIRA



nel giro di una settimana la mia vita si è movimentata parecchio. 7 giorni fa esatti ero in ospedale, nel giorno dopo un piccolo intervento che ha risolto tutto quello che c'era da risolvere. ringrazio i fautori della risoluzione. il giorno dopo l'intervento un amico mi telefona, ignaro dello stato in cui versavo, per propormi un lavoro in un gruppo editoriale. una sostituzione, di 6 mesi, occhei, ma un lavoro.
detto fatto. il tempo di uscire e lunedì faccio il colloquio per capire, mi prendo un giorno per decidere e da oggi eccomi là, dietro la sesta scrivania della mia carriera lavorativa. dopo otto mesi di astinenza da bonifici bancari a mio favore, avevo bisogno di far prendere aria mattutina e serale a membra e cervello.
stamattina mi sono così ritrovata elemento costituente di quel popolo migratore che quotidianamente attraversa roma per dritto e per traverso, sottoterra, come un branco di topolini indaffarati, più o meno assonnati, assorti nella lettura, nell'ipod, in chissà quali pensieri...
una giornata passata con le orecchie tese, gli occhi spalancati e la mente porosa per poter assorbire tutto l'assorbibile, tant'è vero che sono tornata a casa ubriaca. ubriaca, stanca ma contenta. (essì che una settimana fa ero in ospedale a smaltire l'anestesia totale, per cui posso mooolto dirmi soddisfatta delle mie performances).
così la ruota ha ripreso a girare, in un senso stavolta che me gusta mucho, un campo per me nuovo ma che mi attira e mi stimola.
vedremo com procederanno le cose. per ora ho iniziato col sorriso e mi sembra già una cosa molto buona!

venerdì 18 settembre 2009

SFOGLIANDO IL BLOG



ogni tanto sfoglio le mie pagine digitali. rileggo, ricordo, rivivo. spesso mi stupisco di quanto ho scritto, del come l'ho scritto, dei sentimenti a volte estremi che ho riversato qua sopra. l'effetto che ne scaturisce è strano ma piacevole. grazie al blog posso riportare alla mente emozioni e pensieri ormai passati.
in questo mio girovagare, mi sono imbattuta in questo post, scritto a inizio 2007, prima di una serie di eventi della mia vita, tra cui il matrimonio col maritopreferito.
mi si perdoni questo sprazzo di autoglorificazione, ma mi sono complimentata con me stessa per lo spirito e la schiettezza di quelle parole!

giovedì 17 settembre 2009

CRONACHE DI VACANZE - 14

21 agosto 2009
Passo Valparola-Col di Lana-Pralongià-Passo Valparola

ultimo aggiornamento vacanziero.
non riusciamo a resistere alla tentazione di camminare anche il giorno prima di partire. una gita leggera, veloce, facile, defaticante quasi. il tempo bello ci chiama e non possiamo rispondergli standocene in casa, passeggiando per strade asfaltate o, ancora peggio, in casa a far valigie. a quelle ci penseremo questa sera.
partiamo quindi, ancora una volta diretti verso il passo Valparola. prima, però, ci fermiamo alla konditorei; la rinuncia del giorno prima di non comprare dolce per concludere la cena, aveva il suo motivo: fare colazione (la seeconda!) con krafen appena sfornato. e vuoi mettere...
con la pancia bella pienotta riprendiamo la strada e in breve arriviamo al parcheggio lungo la statale e imbocchiamo il sentiero numero 24. siamo soli. noi e le montagne, i prati, il sentiero scavato dall'acqua, i pini mughi attorno, l'umidità della notte che sale. questo stato di solitudine durerà praticamente per tutta la giornata, facendoci assaporare in maniera particolare la bellezza di questo paradiso in terra. il saliscendi ci accompagna fino a quando lasciamo alla nostra sinistra un bivio per il Col di Lana, lo stesso dove in Guerra italiani e austriachi se le diedero di santa ragione. noi proseguiamo in salita e ben presto la vegetazione sparisce e percorriamo una pietraia. gli occhi filano lesti tra le rocce: la vista, qualche giorno fa, di una bella vipera acciambellata in mezzo al sentiero, sulle pietre, è ancora impressa sulla mia retina e non vorrei imbattermi in altri esponenti della sua specie. l'inimicizia biblica tra la donna e i serpenti è realtà pura in me.
ci fermiamo a respirare e bere (il caldo è tanto e siamo sudati ovunque, anche sulle braccia), in silenzio. qui ci assale una sensazione di meraviglioso stupore e stiamo volutamente zitti. ascoltiamo il silenzio, definendolo rumore della Terra e proprio grazie a questo silenzio che riusciamo così bene mantenere, a pochi metri da noi una marmotta fa capolino dalla tana. si guarda intorno, sniffa l'aria, si gira e rigira e poi torna al riparo. riprendiamo a salire e in breve un fruscio ci raggiunge: un branco di sette-otto camosci corre, poco più in là. volano come il vento, forsennatamente, a rotta di collo giù per il pendio. quest'anno stiamo facendo il pieno di fauna montanara. proseguiamo e svalichiamo, riuscendo a vedere adesso anche il versante delle Dolomiti di Fassa e, anche questa volta, la Regina alla nostra destra.
arriviamo al bivio per proseguire per il rifugio Pralongià ma preferiamo continuare subito il giro per guadagnare tempo e arrivare prima a casa, che prima o poi queste valigie dovremmo pure iniziare a farle. la strada da lì fino al Valparola è bella, appassionante, un continuo cambiamento tra roccette, sentieri sdrucciolevoli, pietraie, vegetazione fitta. nonostante le previsioni, non ci sembra un'escursione così breve ma, come per tutte le altre fatte, meravigliosa per i panorami, anche qui sempre in evoluzione.
torniamo alla macchina e in breve ci troviamo a La Villa, a fare l'ultima spesa alto atesina di questo 2009. poi, stanchi ma felici torniamo a casa, fin troppo consapevoli di essere arrivati alla fine di questa permanenza bisettimanale in un posto veeramente paradisiaco dove, davvero, speriamo di poter tornare presto, e chissà che non sia per il prossimo inverno!

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TRENTINO 2009

venerdì 11 settembre 2009

2500 GIORNI DI DITTATURA

...sono il miglior presidente degli ultimi 150 anni, lo crede di gran lunga, sulla base di ciò che fa e ha fatto...
è il delirio.

mercoledì 9 settembre 2009

...FORTUNA CHE ERA UN AMICO!

rimando ai prossimi giorni l'ultimo aggiornamento sull'estate altoatesina appena finita, per portare l'attenzione qui...

ecco Berlusconi sulla morte di Mike Bongiorno:
"Mi dispiace molto, scompare un grande amico e un protagonista della storia della tv italiana". Queste le prime parole del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alla notizia della morte di Mike Bongiorno.

ed ecco le parole di Bongiorno qualche mese fa.
il tutto si commenta da solo.

lunedì 7 settembre 2009

CRONACHE DI VACANZE - 13

20 agosto 2009
Passo Falzarego- Piccolo Lagazuoi-Passo Falzarego


Durante la Prima Guerra Mondiale le montagne attorno al Passo Falzarego, dal Sasso di Stria al Castelletto sulla Tofana di Rozes, furono zona di fronte e ancora oggi sono visibili le tracce dei sanguinosi combattimenti. I due enormi coni di detriti ai piedi del Piccolo Lagazuoi sono stati aperti da esplosioni per mezzo delle quali Alpini e Kaiserjaeger cercarono di annientare le postazioni nemiche. E’ in corso il rinnovo di tutte le postazioni e di numerosi camminamenti, la riapertura di gallerie a la restaurazione di vecchi forti, sia austriaci che italiani…
Così parla la guida. Siamo incuriositi e vogliamo andare a vedere. Il maritopreferito vorrebbe scendere dal Piccolo Lagazuoi attraverso la galleria bellica, 1100 metri di tunnel scavati nella roccia, in parte attrezzati ma da percorrere con lampada frontale e caschetto. Non è per l’equipaggiamento in sé, abbiamo tutto. È la situazione che non mi convince. Qualche giorno fa, infatti, durante il giro delle Tre Cime, sono entrata in una galleria lunga sì e no 8 metri, con ben due feritoie abbastanza ampie e non ho provato una bella sensazione. Forse l’idea di avere roccia sopra, il fatto di non poter ergermi in tutto il mio metro e settanta, non so…ma mi sono sentita mancare l’aria e sono dovuta uscire, lasciando al maritopreferito il piacere di scattare foto, per altro molto suggestive, da quei buchi. È per questo, quindi, che non mi sento di percorrere un chilometro e più al buio, nel cuore della montagna. Non saremmo soli, il percorso sarebbe sicuro, ma tant’è non riesco ad affrontare la situazione: ho paura di bloccarmi nel bel mezzo della galleria e piantami lì. Decidiamo, quindi, di scendere dalla via normale ma una volta arrivati al bivio per il sentiero che porta al Falzarego, decidiamo che no, non possiamo tornare alla macchina in tarda mattinata, sarebbe poco dignitoso per chi il giorno prima ha fatto la Tridentina. E allora cambiamo itinerario e allunghiamo il brodo, passando oltre la linea austriaca, sotto la Tofana di Rozes. Lungo il sentiero troviamo trincee italiane ancora quasi perfettamente conservate, con tanto di pezzi di latta arrugginiti, filo spinato e ruderi di postazioni forse per gli ufficiali, in cemento. Non fosse per l’erba cresciuta tra le pietre e l’evidente senso di abbandono, si direbbero strutture sistemate lì non più di una decina d’anni fa. Poco oltre, sotto la Tofana, un piccolo altare di porfido ricorda un combattente trentino arruolato nelle fila italiane. Proseguiamo e cambiamo versante: ora vediamo le Cinque Torri, il Civetta e la Marmolada. Rivediamo il percorso fatto durante la prima gita, quando andammo al Nuvolao e scoprimmo questo meraviglioso versante dolomitico. Nella discesa riusciamo anche a riposare un po’ le gambe e le ginocchia correndo giù per un piccolo ghiaione, che ci fa divertire e accorciare le distanze tra il sentiero ripido e la carrozzabile che, per un bel tratto, ci accompagnerà quasi fino alla fine.
Ci imbattiamo ancora in ruderi bellici, vere e proprie strutture ampie, a due piani dove a detta del maritopreferito poteva trovarsi l’ospedale e, forse, il quartier generale. Proprio mentre siamo intenti nell’analisi storico-architettonica dei suddetti, ci imbattiamo nel sindaco di Roma, Gianni Alemanno il quale, a conclusione di una arrampicata in zona (pare sia un freeclimber e lì intorno vediamo su alcune torri, grazie al binocolo, alcuni alpinisti impegnati in discese in corda doppia), torna a CoVtina, dove sta trascorrendo le ferie, sul sedile posteriore di una jeep della Guarda di Finanza. Peccato non aver preso al volo la nikon per fotografarlo, peccato non avergli potuto comunicare, gentilmente, lo sdegno nel vederlo sottrarre al pubblico servizio un mezzo dello Stato, che noi paghiamo, che dovrebbe essere disponibile per qualsiasi emergenza (tanto più in montagna) e non certo per scarrozzare un sindaco in ferie, che non ha voglia di usare cambio e frizione della propria auto o pagarsi un taxi. Purtroppo si tratta di scene già viste in altre caldi estate, ma questa ci indispone al punto che fino all’arrivo al Falzarego diventa argomento di (viva) conversazione.
In breve arriviamo al parcheggio, liberiamo i piedi dai pneumatici da roccia e ce ne torniamo a Colfosco, per l’ennesima volta in queste vacanze, baciato dal sole.
Passiamo al maso dello speck per far spesa per noi e familiari senza, però, passare dalla Konditorei, questa volta: abbiamo programmi mangerecci per domani mattina!

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TRENTINO 2009

sabato 5 settembre 2009

CRONACHE DI VACANZE - 12

19 agosto 2009
Ferrata Tridentina.


Sveglia alle 6. Vogliamo uscire non dopo le 7 per arrivare all’attacco della via entro le 7.30…e sì che siamo a 15 minuti dal parcheggio per l’attacco, ma calcolando i tempi per la vestizione dell’imbragatura, la calzata di scarponi&co, constateremo di aver fatto i conti bene: alle 7:30 quasi precise ci agganciamo al chiodo e iniziamo la salita.
Questo tratto di ferrata non l’avevo mai fatto: le precedenti tre volte ero sempre partita dal Passo Gardena. Iniziamo presto, ma siamo comunque in buona compagnia, sia davanti che dietro. Subito prima di noi c’è una famiglia tedesca con tre figli, che avranno tutti tra i 10 e i 6 anni. La più piccola, costantemente sotto l’occhio vigile della madre, in fondo alla cordata, se ne va su come un ragnetto, andando qualche volta in crisi laddove il passo da fare è troppo lungo per le sue gambe. Mi rivedo, ancora una volta in quegli ormai famosi 20 anni fa, quando a 10 anni feci per la prima volta questa ferrata. Mio padre aveva teso tra me e lui un cordino supplementare, da utilizzare in caso di necessità, ma lui stesso racconta come non lo sentì mai tendersi e si trovò più volte, nei passaggi critici, a domandarsi come facevo a “passare di lì”. E così oggi guardo con tenerezza quella bambina con le trecce che spuntano sotto il casco da arrampicata, l’imbragatura e gli scarponcini di vibram e torno indietro col tempo e la memoria!
In tre ore arriviamo al ponticello sospeso, il mitico, che, superando una profonda crepa, congiunge la Torre Exner all’altopiano del Pisciadù e poi, velocemente, arriviamo al Rif. Pisciadù, dove ce la godiamo fino alle 12.30.

La discesa per la Val Setus è decisamente ripida, stretta e impervia, ma grazie al cavo fisso di cui usufruiamo in più punti e ai pneumatici nuovi di cui anche il maritopreferito è dotato, non abbiamo problemi. Incontriamo più di qualcuno che sale: volgendoci indietro e valutando il lavoro delle gambe in discesa, classifichiamo la Val Setus in salita più faticosa della ferrata, per cui ci diciamo che quando torneremo al Pisciadù, lo sarà sempre attraverso la Tridentina! E, visti i precedenti e l’amore che ci lega a questa ferrata, tante volte torneremo qui, altrettante saliremo questa torre!
Verso la fine del sentiero assistiamo ad una lite furibonda tra una coppia di ceki che ci precedono lungo il sentiero. La cosa ci diverte, facciamo finta di tradurre quello che si dicono e non possiamo fare a meno di notare che le litigate sono litigate a tutte le latitudini e pur non capendo un accidente, è evidente che non stanno parlando di cosa mangiare a cena o che gita fare domani. Arriviamo al parcheggio che ancora la discussione (dopo una buona ventina di minuti) è in corso ma non ci preoccupiamo più: liberiamo i piedi dai pneumatici da scalata e belli belli ci dirigiamo verso Corvara, alla Konditorei, per regalarci due fette di strudel per il dopo cena di questa sera. Arriviamo però troppo presto, la pasticceria è ancora chiusa e allora, per non tornare a casa e rischiare di non aver più voglia di uscire, non mangiando così strudel (non sia mai che si perde un’occasione di mangiare il dolce!) andiamo al bancomat per allungare il brodo e far arrivare così l’ora X e poter, tra l’altro, fare anche merenda con due belle fette di torta alla ricotta! E quando ce freghi?!?!

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TRENTINO 2009

venerdì 4 settembre 2009

CRONACHE DI VACANZE - 11

18 agosto 2009

Prati. Domani Tridentina, per cui oggi decidiamo di pascolare, letteralmente, nella zona sotto l’oggetto dei nostri desideri che domani diventeranno realtà per la quarta volta, sia per la quipresente che per il maritopreferito! Si sta bene al sole, su un prato di erba e fiori, con il rumore del fiumiciattolo vicino, eppure mi sento così “strana”.
Non è che sia strano di per sé stendersi su un prato una giornata a prendere il sole. Fa strano l’essere a 1600 mt e comportarsi come al mare e non andare per sentieri o attaccati al cavo fisso. Non ci siamo proprio abituati a fare questo tipo di cose in montagna, ma abbiamo deciso di fare uno “strappo alla regola”. Per una volta si può fare

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TRENTINO 2009

giovedì 3 settembre 2009

CRONACHE DI VACANZE - 10

17 agosto 2009
Giro delle Tre Cime di Lavaredo.

Mattinata splendida. Il temporale di ieri sera ha spazzato via tutto e dei tuoni e lampi è rimasto niente. Come sempre il Pisciadù lassù risalta, illuminato dal sole, bianco com’è. Partiamo da Colfosco con un cielo mai visto, che ci accompagnerà fino a metà giornata. Arriviamo a Misurina dopo una bella ora di strada, lasciamo l’auto vicino al lago omonimo e prendiamo l’autobus che fa servizio navetta fino al Rif. Auronzo (2320 mt). Alle 10 iniziamo a camminare e da subito capiamo che non saremo né soli né in discreta compagnia: una marea di gente è riversata sui diversi sentieri che conducono a quello che anche noi prendiamo. Sorpassiamo, raggiriamo. Siamo sotto le pareti sud delle Tre che da qui non sembrano nemmeno loro: decisamente sono famose per il loro versante nord. Lungo il sentiero (che per ora è una carrozzabile) ne vediamo di tutti i colori: scarpe da ginnastica con 1 mm di suola, scarpette da città…ma non sarà l’unica volta, purtroppo, in cui ci imbatteremo in persone mal equipaggiate per un’escursione in montagna, foss’anche su un tratto di carrozzabile come adesso.
In breve arriviamo alla forcella Lavaredo, da dove le Tre attirano naturalmente ogni sguardo, e iniziamo a scattare quelle che in tutta la giornata diventeranno 108 foto. Proseguiamo per il Rif. Locatelli alle Tre Cime (2405 mt) dove, vista l’ora, restiamo per una buona mezz’ora. Non siamo ancora in troppi, per adesso, anche se in breve si materializza una vera e propria colonna di escursionisti diretti verso di noi. Decidiamo quindi di andare a mangiare un po’ più in là, lontani dalla folla in arrivo, seduti su due cenge che sembrano state messe lì apposta, rivolte alle Tre. Torniamo al rifugio per due caffè: € 3,20. Che Dio li benedica!
Riprendiamo la strada per proseguire il giro quando ecco, incrociamo una coppia. Osservo lei, con un fazzoletto verde in testa; mi cade lo sguardo sul volto e la osservo: sembra Silvia, penso. Forse è lei. Per verificare la chiamo e lei si volge verso di me, mi guarda, mi scruta e mi riconosce. E’ lei! Incredule andiamo una incontro all’altra e ci salutiamo calorosamente! A darci appuntamento qui, avremmo dovuto fare dieci telefonate per dirci su quale pietra eravamo per riuscire a incontrarci! L’ultima volta ci eravamo viste attorno al 1998 a Roma. Entrambe sposate, di 10 anni più vecchie ma ancora identiche, soprattutto nella gioia di rivedersi da quell’ultima volta! Ci sembra di essere arrivate lì insieme o di esserci date davvero un appuntamento! Fermiamo il momento con due o tre foto digitali e, dopo esserci scambiati i contatti, ci salutiamo. Lungo la strada, ripenso al fatto e sorrido contenta, raccontando al maritopreferito aneddoti della nostra gioventù insieme, delle nostre risate (tante) dei nostri momenti di confidenza…e con questo episodio ancora negli occhi, penso a quante volte, inconsapevolmente, magari sfioriamo conoscenti e amici in luoghi lontani da quelli abituali dell’amicizia con queste persone, senza saperlo. Chissà quante volte sarà capitato senza che me ne sia accorta!
Arriviamo all’Auronzo e attendiamo l’autobus per ritornare a Misurina. Da lì, torniamo a casa in un’oretta. Anche per oggi una giornata meravigliosa in mezzo a
queste montagne favolose!

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TRENTINO 2009

mercoledì 2 settembre 2009

CRONACHE DI VACANZE - 9

16 agosto 2009
Giornata di pausa. Decidiamo di andare dritti all’obiettivo: cerchiamo scarponi per comprarli e, nonostante le apparenze comunque sempre tutte confermate, ci dirigiamo a CoVtina, sapendo di andare a botta sicura. Il tragitto dal parcheggio al centro è a dir poco nauseante: una passerella continua di macchinoni, SUV di ogni tipo, Ferrari, Lotus e Corvette, per non parlare dell’abbigliamento dell’umanità presente. Una firma continua, vestiti da Via dei Condotti e Montenapoleone, griffe, capelli appena fatti dal parrucchiere, manicure perfette…
Chissà quanti di questi soggetti sono a posto con il Fisco. Ce lo domandiamo, perché la sensazione non è proprio quella di trovarsi in un posto di onesti, con tutto il rispetto per chi frequenta la cittadina ed è integerrimo, ovviamente! Ci sentiamo alquanto fuori posto, e siamo ben felici di far parte del gruppo di chi passa di qua e appartiene a un’altra Valle, molto più alla mano e frequentata da gente normale. Decisamente CoVtina non sarà mai meta di vacanze per la nostra famiglia, né estive né invernali! A parte questi dettagli umani, riusciamo nel nostro intento e torniamo vincitori. Da domani i miei piedini santi saranno protetti e al sicuro da improvvise perdite di copertone e gli scarponi saranno battezzati attorno alle Tre Cime di Lavaredo!
Dirigendoci verso casa, inizia a piovere ma ci fermiamo lo stesso in una piazzola al lato della strada, a mangiarci i nostri panini con lo speck home made, uniti a succhi di frutta teteski e Ritter Sport con ripieno di frutti di bosco, granella di nocciole e rhum -che non abbiamo ancora capito perchè là si trovano e nel resto d'Italia no!
Salendo verso il Passo Falzarego, che in questi giorni abbiamo valicato una quarantina di volte, permane il tempo capriccioso, ma poco ci importa, non siamo con uno zaino in spalla e nemmeno ce lo dobbiamo mettere a breve... quello di oggi sarà uno dei pochi temporali che vedremo!
Tornado verso casa, la macchina -non si sa come- si ferma da sola alla solita Konditorei Dorigo e le nostre bocche automaticamente ordinano alla signorina dietro il banco due fette di torta per il solito dopo cena. In qualche modo bisogna festeggiare il nuovo acquisto e benedirlo con l'augurio di fare il suo dovere sempre e comunque!

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TRENTINO 2009

martedì 1 settembre 2009

CRONACHE DI VACANZE - 8

15 agosto 2009
Altra gita, oggi, il Sassongher, già fatto sempre quei famosi 20 anni fa. Anche oggi ho constatato la labilità della mente: mi ricordavo solo il panorama imponente che si vede dalla vetta, la sfilata di meraviglie dolomitiche che si dipanano davanti agli occhi da quei 2665 metri simbolo di Corvara. Il massiccio del Sella srotolato davanti, con la lunare Val del Mezdì, quasi tenebrosa; la mitica Tridentina col rifugio Pisciadù, dove vogliamo arrivare anche quest’anno; la Regina là dietro, quasi sempre coperta di nuvole; il Piz Boè, invisibile se non per alcuni minuti durante la discesa; il Civetta, imponente e meraviglioso; le Tofane; il Sassolungo con la testa in parte nelle nuvole; il gruppo del Puez, di cui il Sassongher fa parte, alle nostre spalle.
Arriviamo in vetta presto, c'è pochissiima gente, e ci godiamo il panorama per ben un’ora e mezzo. Scrutiamo i dintorni col binocolo, ci divertiamo come bambini a seguire il volo quasi rasente di un aliante che per un po’ ci gira e rigira sopra le teste, per poi perdersi nel cielo verso la Regina.
Rientriamo a casa presto, in fin dei conti siamo sopra casa (che infatti vediamo dalla vetta) e una volta lavati e asciugati abbiamo ancora tempo per fare un sopralluogo per eventuali scarponi da trekking per la quipresente: i suoi Tecnica hanno deciso di prendere la strada del suicidio proprio adesso, iniziando a scollarsi in vari punti. Un intervento del maritopreferito potrebbe tamponare eventuali morti premature, ma intanto facciamo ricerca di mercato: restare a piedi scalzi a metà vacanza non sarebbe proprio il caso! Non rimanendo soddisfatti, decidiamo di lasciarci aperte altre opzioni e non accontentarci; in questi casi è meglio volare alti con i parametri e non prendere la prima cosa che capita o che attira con l'estetica, in ballo ci sono piedi e caviglie, da tenere al riparo da storte e slogature!
Tornando verso casa, facciamo tappa alla Konditorei-Pasticceria Dorigo; visto che anche oggi siamo saliti e ridiscesi integri e contenti, ci pare logico festeggiare col dolce, dopo cena. La cena, come da una settimana a questa parte, è la parte più bella della giornata: solitamente non oltre le 6:45 (la fame si trasforma, a 1600 mt e a scarpinare per monti!) e bella ricca!

Ah, rispetto al 2006, stesso posto stesso periodo, abbiamo un tempo meraviglioso, ma sshhh, non lo diciamo troppo forte!


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TRENTINO 2009

+26 *** MA LE STELLE QUANTE SONO *** GIULIA CARCASI (o della fine del ventiseiesimo libro nel 2017)

ho letto questo libro in un paio di giorni, forse tre. ho fatto bene a scegliere di leggere prima la versione di Alice e poi quella di Carl...