giovedì 3 settembre 2009

CRONACHE DI VACANZE - 10

17 agosto 2009
Giro delle Tre Cime di Lavaredo.

Mattinata splendida. Il temporale di ieri sera ha spazzato via tutto e dei tuoni e lampi è rimasto niente. Come sempre il Pisciadù lassù risalta, illuminato dal sole, bianco com’è. Partiamo da Colfosco con un cielo mai visto, che ci accompagnerà fino a metà giornata. Arriviamo a Misurina dopo una bella ora di strada, lasciamo l’auto vicino al lago omonimo e prendiamo l’autobus che fa servizio navetta fino al Rif. Auronzo (2320 mt). Alle 10 iniziamo a camminare e da subito capiamo che non saremo né soli né in discreta compagnia: una marea di gente è riversata sui diversi sentieri che conducono a quello che anche noi prendiamo. Sorpassiamo, raggiriamo. Siamo sotto le pareti sud delle Tre che da qui non sembrano nemmeno loro: decisamente sono famose per il loro versante nord. Lungo il sentiero (che per ora è una carrozzabile) ne vediamo di tutti i colori: scarpe da ginnastica con 1 mm di suola, scarpette da città…ma non sarà l’unica volta, purtroppo, in cui ci imbatteremo in persone mal equipaggiate per un’escursione in montagna, foss’anche su un tratto di carrozzabile come adesso.
In breve arriviamo alla forcella Lavaredo, da dove le Tre attirano naturalmente ogni sguardo, e iniziamo a scattare quelle che in tutta la giornata diventeranno 108 foto. Proseguiamo per il Rif. Locatelli alle Tre Cime (2405 mt) dove, vista l’ora, restiamo per una buona mezz’ora. Non siamo ancora in troppi, per adesso, anche se in breve si materializza una vera e propria colonna di escursionisti diretti verso di noi. Decidiamo quindi di andare a mangiare un po’ più in là, lontani dalla folla in arrivo, seduti su due cenge che sembrano state messe lì apposta, rivolte alle Tre. Torniamo al rifugio per due caffè: € 3,20. Che Dio li benedica!
Riprendiamo la strada per proseguire il giro quando ecco, incrociamo una coppia. Osservo lei, con un fazzoletto verde in testa; mi cade lo sguardo sul volto e la osservo: sembra Silvia, penso. Forse è lei. Per verificare la chiamo e lei si volge verso di me, mi guarda, mi scruta e mi riconosce. E’ lei! Incredule andiamo una incontro all’altra e ci salutiamo calorosamente! A darci appuntamento qui, avremmo dovuto fare dieci telefonate per dirci su quale pietra eravamo per riuscire a incontrarci! L’ultima volta ci eravamo viste attorno al 1998 a Roma. Entrambe sposate, di 10 anni più vecchie ma ancora identiche, soprattutto nella gioia di rivedersi da quell’ultima volta! Ci sembra di essere arrivate lì insieme o di esserci date davvero un appuntamento! Fermiamo il momento con due o tre foto digitali e, dopo esserci scambiati i contatti, ci salutiamo. Lungo la strada, ripenso al fatto e sorrido contenta, raccontando al maritopreferito aneddoti della nostra gioventù insieme, delle nostre risate (tante) dei nostri momenti di confidenza…e con questo episodio ancora negli occhi, penso a quante volte, inconsapevolmente, magari sfioriamo conoscenti e amici in luoghi lontani da quelli abituali dell’amicizia con queste persone, senza saperlo. Chissà quante volte sarà capitato senza che me ne sia accorta!
Arriviamo all’Auronzo e attendiamo l’autobus per ritornare a Misurina. Da lì, torniamo a casa in un’oretta. Anche per oggi una giornata meravigliosa in mezzo a
queste montagne favolose!

per vedere tutte le foto clicca qui
TRENTINO 2009

2 commenti:

extramamma ha detto...

Anche a me è capitato di trovare in montagna una colelga per caso, dopo almeno 3-4 anni di completo black out.
certo in una spaiggia affollata di Rimini non sarebbe così facile!

bera05 ha detto...

Aiuto, sono rimasto indietro con la lettura delle puntate! Il fatto è che con questo caldo i miei pochi neuroni superstiti se ne sono andati in vacanza e non hanno intenzione di tornare se non rinfresca! Appena tornano recupererò!!

Ciao.

berardo

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