giovedì 23 luglio 2009

TILT


il caldo mi manda in tilt. mi si ferma l'attività cerebrale, i pensieri si incollano, affondano nella materia grigia che per l'occasione è diventata vischiosa come catrame dell'ultimo piano di un palazzo a mezzogiorno. non riesco a vedere attorno a me, a cogliere dettagli evidenti che mi circondano, nemmeno le persone: mi passano vicino e non le vedo. le sento solo se mi scontrano e il loro calore si mischia col mio per un secondo. allora sì: le vedo e mi scosto, lascio libera il prima possibile la pelle da occlusioni. ho poca forza di parlare, rasento i muri per camminare senza sole addosso. aspetto il semaforo verde posizionata sotto il palo d'ombra proiettato dal palo vero del semaforo. passo vicino a giardini sotto l'effetto dell'impianto di irrigazione e vorrei scavalcare muri, muretti e cancelli per buttarmici sotto. vestita di tutto punto, che magari il fresco dura più a lungo, poi. boccheggio camminando e cammino boccheggiando, aspettando solo il momento in cui, arrivando in una casa che sembra fresca, mi potrò trogliere i vestiti, bagnarmi con acqua e bere. anche il lino puro al 100% dà fastidio, in questi torridi giorni di estate romana. neanche l'aria condizionata aiuta. anzi, peggiora. salgo sul treno e dopo la botta al cuore, vivo. il tempo di rimettersi a vivere, però, e la fermata è lì, è la prossima. scendo e ancora prima di essere fuori dall'androne della stazione, un'ondata di calore mi investe, lasciandomi senza fiato e così, nel giro di un secondo, passo dal mondo secco e asettico dell'air conditioning, all'appicicoso, polveroso, pieno di umanità e snervante caldo di città.

4 commenti:

enrica ha detto...

Cara Maria Chiara,
come ti capisco. Il caldo torrido in città è comunque sempre difficilissimo da vivere.
A me però accade di riuscire a sopportare meglio il caldo che il freddo. Quando fa freddo (e secondo i miei standards freddo è da 10 gradi in giù) si congelano persino i miei pensieri e diventa impossibile ragionare...
Comunque, visto che sei a Roma, una delle mie città preferite... Beh, puoi sempre prendere ispirazione dalla famosa Anita e buttarti nella fontana... per un piacevole momento refrigerante... ; )

Maria Chiara ha detto...

infatti ci avevo pensato...uno di questi giorni mi butto in una delle tante fontane...solo che dopo mi danno la multa! :o()

bera05 ha detto...

Cara Maria Chiara, concentrati su un pensiero fondamentale:tutto passa!
Se così è,( e lo è!) basta armarsi di pazienza ed aspettare che pure il caldo passi! Io ogni giorno vivo situazioni di gente che stando al fresco vuole ancora più fresco e così si disabitua al caldo e sta sempre male. Pur stando nel campo del condizionamento a casa non ho installato nessun condizonatore ho solo dei grandi ventilatori a soffitto, del tipo di quelli che usano nei paesi caldi,li faccio andare al minimo e così si crea un venticello del tipo il "ponentino", e devo dire che un po' di refrigerio si riesce ad ottenere. Poi quando sono a lavoro ho l'aria condizionata che però cerco di usare poco perchè spesso mi capita di uscire al sole cocente e così quando rientro mi prende il classico colpo!
Ormai siamo alle soglie di agosto, a breve te ne andrai in montagna e quando torni ti prometto che ti farò trovare Roma più fresca e ben pulita dal caldo e dalla polvere, tu in compenso quando sei tra i monti mandami un pensierino ogni tanto!!
Ciao!
Saluta il marito preferito!!

berardo

PS
Per il lavoro? Novità?

Maria Chiara ha detto...

Ciao Bera, hai proprio ragione...infatti i colpi che mi vengono sono dati da arie condizionate altrui!!! In macchina cerco sempre un po' di equilibrio tra dentro e fuori, soprattutto quando si avvicina il momento di scendere: alzo un po' la temperatura per non rimanerci secca lì una volta scesa!!!
Tranquillo, quando sarò nel cuore delle Dolomiti ti penserò certamente! Niente di niente dal fronte lavoro...attendiamo fiduciosi!
Un abbraccio anche a te, esteso alle tue due donne!!!!

+33 *** SE UNA NOTTE D'INVERNO UN VIAGGIATORE *** ITALO CALVINO (o della fine del trentatreesimo libro nel 2017)

la prima definizione che mi viene da dare a Calvino e a questo libro è geniale . non ne trovo altre di più adeguate. solo che c'è un pr...