venerdì 15 maggio 2009

PESIERI POLITICI

non capisco, sarò limitata di mente, non so, ditemi voi, ma proprio non riesco a capacitarmi di come non ci si scandalizzi più di nulla in questo povero Paese, che a parte tutta la storia e l’arte e le bellezze naturali e la dieta mediterranea, non ha più molto da farsi invidiare.
Parlo come la signora Veronica, lo so, che qualche tempo fa disse, riguardo suo marito, proprio questo. Tra l’altro la chiamo signora di proposito: non capisco perché sia diventata semplicemente “Veronica” da quando ha iniziato a rendere pubblici i grattacapi che il marito le procura. Non è amica mia, non la conosco di persona e se anche la conoscessi non le darei automaticamente del tu. Non è che perché siamo donne allora la mia comprensione si spinge al punto che le do del tu, come espressione di solidarietà femminile. non credo che tutti quelli che ne parlano le siano amici. Ho paura che questo autoinvestirsi della facoltà di considerare tutti amiconi, quindi propri amiconi, sia un altro bel risultato di 15 anni di berlusconismo dilagante e delle sue sfaccettate espressioni. Un altro, ennesimo, segno di maleducazione divenuto costume. Le buone maniere insegnate da mamma e papà, del dare del “Lei” a chi non è di famiglia, soprattutto quando adulto o comunque più grande, vanno a farsi benedire. A noi non era concesso, se non nel raro caso in cui l’adulto ci dicesse “dammi del tu”. Allora via libera, con una confidenza sempre comunque rispettosa e discreta. Adesso, invece, dilaga il “tu” e a sentirsi dire “Scusi…” ci si stupisce. Io mi stupisco e anche quelli a cui lo do.
Ma non volevo parlare di questo.
Sono scioccata come la signora Veronica, appunto, per la faccia del presidente del consiglio. Insulta, fa battute, minaccia, non risponde, pretende, decide lui se fare qualcosa, quando e come. Tutto gli è dovuto, tutto gli è concesso, gli altri possono anche tacere, anzi sono gentilmente invitati a farlo. Non hanno diritto a nulla, solo a odiarlo quando non l’hanno votato (e lui non si cura di questi, sa che esistono ma non ci perde tempo) e a vedersi querelati se azzardano un giudizio, un’opinione diversa o che lo sputtani davanti al Paese. Lui non può essere contraddetto, gli altri devono stare zitti. Chi ha problemi se li tiene, se la deve cavare da solo, con un lavoro in nero; sposando un miliardario; facendo la mantenuta magari con uno come lui, che a suon di favori sessuali qualcosa tirerà su per pagare le bollette o magari un posticino al ministero ci scappa. Lui pensa ai suoi problemi che sono in primis, ora che le leggi che gli servivano sono ognuna al loro posto, gestire i casini che combina e che, grazie a Dio, ogni tanto vengon fuori. È troppo occupato a dire e ritrattare, a fare il simpaticone, a cercare consensi tra i giovani microcefali italiani, a far foto con chi è sicuro sia maggiorenne, a insultare le donne, a lavorarsi i cattolici, ad autoglorificarsi con obiettivi da record di consensi anche in Europa…
Ha ragione la signora Veronica. Ha dei problemi, dovrebbe farsi curare. È vero, anche noi che non siamo sua moglie possiamo dirlo. Andando da uno bravo, aggiungerei.

Di tutto questo e anche di altro mi domando come mai non ci si stupisca più.

2 commenti:

caia coconi ha detto...

ahimè...
secondo me ci si scandalizza eccome, io leggevo repubblica stamattina mentre facevo colazione e mi è andata di traverso eccome...
il problema secondo me è che si è arrivati a un punto in cui ognuno per salvare rassegnato il proprio orticello non alza più la testa. è come se questa situazione ci abbia messo con l'ossigeno al contagocce. si vive con l'illusione che in qualche maniera cambierà... e invece è sempre peggio...

bera05 ha detto...

Cara Maria Chiara, che ci vuoi fare questo è quello che abbiamo in questo momento! Come la penso sulla questione l'ho scritto da me e poco posso aggiungere se non rinnovare insieme a tutte le persone sensibili a tali argomenti,come te, l'impegno di tentare di percorrere altre vie che sono sicuramente quelle del rispetto della dignità di ogni persona di qualsiasi ceto, di qualsiasi origine, di qualsiasi fede ed orientamento, di qualsiasi sesso. Questo dobbiamo tentare di vivere e di pubblicizzare, il resto lasciamolo che se lo incartino e che si incartino al punto tale che dovranno stufarsi loro stessi.
Ciao.
berardo

PS
Salutami il tuo marito preferito.

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