mercoledì 30 dicembre 2009

EROI E ANGELI


Per la prima volta da quando è a capo della protezione civile, sono d’accordo con Bertolaso: “Basta morti per colpa degli sprovveduti”, ha detto commentando la morte dei quattro volontari del soccorso alpino, ribattezzati “eroi e angeli” dai loro conterranei fassani, travolti da una slavina in Val Lasties, nel cuore del massiccio del Sella, a metà tra le province di Trento e Bolzano, accorsi lassù in cerca di due escursionisti (decerebrati) già travolti da una valanga.
Tante volte ho camminato (è proprio il caso di dirlo) in mezzo a quel massiccio, attraversando paesaggi lunari dai colori cangianti, tipici della roccia dolomitica. Lì la pendenza è molta e spesso, durante le mie escursioni, ho pensato che quei canaloni ripidi avrebbero potuto essere buonissimo pane invernale per i denti dei free-rider, per il fuori pista, per lo sci alpinismo. E infatti. Non ho niente contro chi scia fuori pista, io non lo faccio ma penso che, come ogni cosa, sia da fare solo se esente da rischi di qualsiasi tipo, per sé e per gli altri. C’è anche chi in pista, sulla neve battuta, corre come i bob da gara che sfrecciano a 100 e passa all’ora nel tunnel ghiacciato; più di una volta qualche sciatore (decerebrato) mi ha sfiorato passandomi sugli sci, facendo rischiare me e lui. Scontrarsi a quelle velocità sulle piste, può essere fatale. Lo è gia stato per qualcuno…
I due escursionisti del Sella erano stati avvisati, sapevano, l’allerta valanghe 4 su una scala da 1 a 5 era stata lanciata ma la testardaggine e la stupidità li ha spinti troppo oltre. Se lo sono meritato? No. Se la sono cercata. Un po’. Non per questo gli sta bene.
Peggiore per me è la morte di chi è andato a soccorrere qualcuno supposto già morto. Suonato il cellulare, hanno mollato tutto e sono andati. Coscienti di rischiare la vita, chissà se pronti fino in fondo a perderla veramente.
Uno dei soccorritori, Ervin Riz, era fratello di Martin, un altro volontario coinvolto nell’emergenza, scampato “volando sulla neve” come lui stesso ha dichiarato. Avevo conosciuto Martin insieme al maritopreferito (a quel tempo ancora fidanzatopreferito) alla Capanna Fassa al Piz Boè, piccolo rifugio a 3142 metri, cima più alta del Sella, che in estate gestisce insieme alla moglie. “…da giungo a settembre sono qui, in inverno faccio il maestro di sci e mia moglie lavora nell’albergo dei suoi genitori, a Canazei…” ci aveva raccontato la sera, dopo cena, con un bicchierino di grappa in mano…
Qualcuno sul web ha parlato del fratello Ervin, scrivendo “…la guida che nel 2005 mi ha accompagnato sulla Marmolada e che non dimenticherò facilmente…”.
E’ vero. La guida alpina che ti accompagna in vetta ti si imprime nel cervello.
Io ricordo perfettamente Germano, la guida alpina di Pozza di Fassa che accompagnò me e la mia famiglia in vetta alla signora delle Dolomiti il 29 agosto 1988. lo incontrassi oggi, lo riconoscerei subito e lo saluterei. Da più piccola della cordata (avevo 10 anni) avevo goduto del diritto di stargli attaccata per tutta la giornata, subito dopo di lui in cordata e solo per quel gesto, per quelle ore trascorse, per la totale fiducia con cui ci eravamo abbandonati alla sua guida per quel giorno, gli siamo stati e tuttora siamo immensamente grati.
Anche lui maestro di sci in inverno, fa parte del soccorso alpino e rischia la sua vita per salvarne altre. E non è perché Germano ci ha portati sulla vetta della Marmolada e mi dispiacerebbe, ma basta morti per colpa degli sprovveduti!

domenica 27 dicembre 2009

NATALE E MARATONE ALIMENTARI

seduta sul divano col pc sulle gambe causa tavola apparecchiata, attendiamo l'arrivo di genitori e fratelli del maritopreferito per l'ultima (forse) maratona alimentare di questi giorni festivi.
iniziammo con la cena del 24. mai stata di rilievo per la mia famiglia di origine e consumata sempre tra noi quattro (poi nelle relative famiglie da quando io e mio fratello siamo dipartiti per altri lidi), quest'anno abbiamo modificato la nostra abitudine: siamo andati a cena da mio fratello e famiglia e parenti di mia cognata. risultato: 16 persone attorno a un tavolo imbandito con ogni tipo di pesce, dall'antipasto al contorno. una cena con i controfiocchi che, lasciatemelo dire, non mi dispiacerà ripetere per la vigiglia di Natale 2010! a tavola non si invecchia e quando si mangia bene, poi, si acumulano bonus per il futuro!
il 25 e il 26, classici pranzi a base di carne, prima dai genitori del maritorepferito e poi nella casa d'origine della quipresente, con genitori, fratello e zie...
oggi, quindi, sarà l'ultimo pasto elaborato della serie, poi da domani si tornerà in ufficio con le penne al sugo nella scatola della tapperware ermetica, da riscaldare nel microwave dell'azienda e così fino al 31.
ma oggi niente infarti intestinali: tonnarelli con zucca e speck preparati dal maritopreferito, arrosto di tacchino (riomasuglio del 25 ma moooolto ben accolto!), insalata, panettone, caffè e ammazzacaffè. niente di elaborato quindi...e tra l'altro inizio ad avere un leggero languorino, con questo prufumo di speck che arriva dalla cucina...

giovedì 17 dicembre 2009

TI SOGNO ALTA BADIA


in questi giorni in cui in mezza italia del nord nevica, quando mi voglio fare del male -ma fatto bene, di quello con la punta del coltello in verticale sui polsi direzione vene- prendo e vado su altabadia.org per vedere che tempo fa, quanta neve c’è, in quanti sono sulle piste…

e da due giorni a questa parte vedo sempre davanti a me, chiusi in un riquadro digitale, panorami immacolati, piste da sci disabitate, dolomiti imbiancate sfumate di rosa per il sole del primo mattino o del tramonto, case con tetti carichi di neve, strade percorse, paesi visti, rocce scalate questa estate in maniche corte e zaino sulle spalle…

per questi 31 anni di vita e 25 da sciatrice non sono ancora mai andata lassù a sentire il rumore degli sci sotto la neve ma prima o poi, giuro, ci andremo. non ne posso più di vedere tutto solo attraverso una webcam!

mercoledì 16 dicembre 2009

TI VOGLIO BENE

"io voglio bene a tutti, non capisco perchè mi odino tanto".
con queste parole pare che il premier si sia confidato al sacerdote che in questi giorni di degenza ospedaliera è andato a trovarlo.
proprio qui il premier si sbaglia. voler bene a tutti sigifica a tutti , senza distinzione. è il bene di un cuore che, gratuitamente, si dirige verso ogni tipo di persona, qualsiasi sia la sua provenienza, convizione, idea, colore, posizione, partito. siamo davanti all'ennesimo stravolgimento della realtà, ad un altro cambiamento del significato delle parole.
negli ultimi tempi mi pare infatti che il premier non si sia molto dato da fare a dimostrare il suo affetto a tutti i suoi conterranei. ha detto di tutto a tutti quelli che sono in disaccordo con il suo agire, il suo pensiero, la sua persona, la sua politica, la sua faccia. in democrazia l'essere in disaccordo è legittimo (finchè dura...la vedo male) e doveroso, ma cercare un accordo, farsi voler bene o almeno rispettare anche solo umanamente da chi non l'ha votato, non mi pare sia stato il primo obiettivo del premier. la cosa è evidente: o lo si ama alla follia, ciecamente, o non lo si riesce a vedere nemmeno in fotografia. io, confesso ma già si sa, appartengo alla seconda categoria. non per questo penso che prendere a randellate in faccia chichessia sia un atto da considerare tra i modi di espressione di un'idea.
detto questo dico anche che se il premier non si fosse espresso coloritamente nei tempi passati verso tutti quelli dell'altra parte del muro, non mi sarei sentita voluta bene da lui lo stesso. come lo so? semplice. non sono ancora pervenute dal suo governo, nonostante fiumi di parole (=palle) scaricate dai suoi servitori ovunque, azioni a difesa di lavoratori precari e famiglie, di controllo del costo della vita, di miglioramento delle infrastrutture, di gestione sensata della crisi economica (prima non c'era, poi ne eravamo già fuori...intanto siamo tutti qui che arranchiamo nel vortice), di lotta all'evasione fiscale...
vedo solo un gruppo di persone che, telecomandate dal premier stesso, lavorano per rincoglionire gli italiani e poter lavorare indisturbate per lui e i suoi processi da gestire.
forse il premier confonde il voler bene a tutti con il fare il marpione, ammiccare a michelle obama (facendo inalberare barack), raccontare barzellette, andare allo stadio, farsi bagni di folla (che si è visto tanto bene non fanno...).
forse confonde il voler bene agli italiani con l'essere presidente e comportarsi come l'italiano medio per sdrammatizzare e buttarla in caciara.
no. voler bene a tutti signifca preoccuparsi per tutti, dal primo all'ultimo, perchè tutti stiano bene sempre e fare in modo che abbiano un lavoro decente, che possano comprarsi una casa, avere un asilo nido per i figli, non dover considerare i genitori l'ammortizzatore sociale di questi anni, dare agli italiani un paese multietnico dove il diverso è un valore e un dono, non un terrorista...
io voglio bene al genere umano, a tutto il genere umano, ma quando mi si prende in giro...

lunedì 14 dicembre 2009

...SOLIDALI UN CAVOLO!

stasera su facebook c'è una gran cagnara.
qualche onestissimo utente, esponente delle file giovani del PDL ha pensato bene di iscrivere circa 1.800.000 utenti alla pagina SOLIDARIETA' A S.B. a insaputa degli utenti stessi.
la cosa è molto grave e da denunciare. spero che domani almeno da qualche parte, su qualche giornale, se ne parli. createlo pure, il gruppo pro silvio, che chi vuole si iscriva, ma non prendete i nomi della gente per lanciarla là in mezzo PER FARE NUMERO e dire che quasi due milioni di italiani, per giunta giovani perchè frequentatori di facebook, sono solidali col presidente.

sono molto urtata da questo fatto.
il tutto non fa altro che avvalorare l'opinione che ho di questa gente: vigliacca, malvagia e disonesta.
e il loro capo è anche il capo del governo del mio povero Paese.

lunedì 7 dicembre 2009

DAL CARCERE, 22 DICEMBRE 1944


da resistenza italiana.it

Carissimi genitori, parenti e amici tutti,

devo comunicarvi una brutta notizia. Io e Candido, tutt'e due, siamo stati condannati a morte. Fatevi coraggio, noi siamo innocenti. Ci hanno condannati solo perché siamo partigiani. Io sono sempre vicino a voi.

Dopo tante vitacce, in montagna, dover morir cosí... Ma, in Paradiso, sarò vicino a mio fratello, con la nonna, e pregherò per tutti voi. Vi sarò sempre vicino, vicino a te, caro papà, vicino a te, mammina.

Vado alla morte tranquillo assistito dal Cappellano delle Carceri che, a momenti, deve portarmi la Comunione. Andate poi da lui, vi dirà dove mi avranno seppellito. Pregate per me. Vi chiedo perdono, se vi ho dato dei dispiaceri.

Dietro il quadro della Madonna, nella mia stanza, troverete un po' di denaro. Prendetelo e fate dire una Messa per me. la mia roba, datela ai poveri del paese. Salutatemi il Parroco ed il Teologo, e dite loro che preghino per me. Voi fatevi coraggio. Non mettetevi in pena per me. Sono in Cielo e pregherò per voi. Termino con mandarvi tanti baci e tanti auguri di buon Natale. Io lo passerò in Cielo. Arrivederci in Paradiso.

Vostro figlio Armando

Viva l'Italia! Viva gli Alpini!

mercoledì 2 dicembre 2009

LUCIANA LITIZZETTO E LA TV DIGITALE

fino a prima del 16 novembre eravamo una famiglia come tante, in una casa come tante, con una tivù come tante. come componente della lista nozze di due anni fa, il nostro schermo piatto portava già dentro di sè un tesoro, il decoder, ragion per cui da subito abbiamo goduto di canali non visibili ad alcuni: rainews24, bbc world, rai4, iris, canali sconosciuti ad altri, a quelli ancora in possesso di tubo catodico e senza padella satellitare sul tetto...
dettaglio non trascurabile è che vedevamo tutto, ma proprio tutto il ricevibile col nostro decoderino interno. bene.
da quando, invece, tutti, nel lazio, hanno dovuto adeguarsi al digitale, è iniziato l'ambaradan. una volta al giorno si devono aggiornare i canali -cosa che ancora mi sfugge e per la quale sono totalmente dipendente dal maritopreferito- una trasmissione su tre non presenta simultaneità tra imamgini e sonoro -soprattutto tra parole e movimenti labiali- ogni tanto l'immagine si ferma, cosa che se avviene durante il tiggì e quando c'è, per esempio, l'essere immondo, fa anche piacere, ma se per caso capita in un momento clou di qualsivoglia programma...
insomma, fino ad ora non si vede tutto questo miglioramento tecnologico tanto decantato, anzi.
è proprio come dici la litty: da oggi paghiamo per vedere una cosa male, quando fino a ieri la vedevamo bene e gratis!

venerdì 27 novembre 2009

43 MILIONI DI EURO


3 milioni di euro al mese come assegno di mantenimento. questo è quanto chiede la signora Lario all'ex marito il cavaliere -che non nomino nemmeno.
di certo, se glieli ha chiesti è perchè sa che li ha. bene. leggo la notizia velocemente, dal giornale di un altro passeggero del treno per roma ostiense, una fermata prima di scendere. in prima pagina, un primo piano dell'unica donna che ha saputo mettere in ginocchio il cavaliere, l'unica che lo tiene per il bavero, che gli insinua la mano nel taschino del porta-carte-di-credito centurion american express. l'unica donna che ha sbandierato ai quattro venti le viscide manie dell'ex marito, l'unica che gli sta rompendo veramente le palle. altro che bossi ai tempi dei suoi scalpiti. non è certamente una santa, la signora, ma in un modo o nell'altro in questo momento la ammiro e la ringrazio. deve ridurlo con le pezze, gettarlo sul lastrico. non succederà mai, è ovvio, ma se non altro un po' di bile gliela farà ingoiare. bene. torniamo ai 43 milioni.
mentre leggo la notizia sul giornale, mi chiedo cosa possa creare nella testa di un uomo una somma tanto esagerata e che va certamente ben oltre i 43.
la mia insofferenza e antipatia nei confronti di questo essere è nota ormai, per cui non dirò niente di nuovo. quello che penso in più, oggi, con questa notizia, è che farsi governare da una persona del genere equivale a non avere nessuno seduto sulla sedia più alta del banco del governo. e infatti...
mi domando: con quale obiettività, realtà delle cose, immedesimazione nella vita delle persone normali, questo essere può pensare e agire, quando non sa cos'è un mutuo, una lista d'attesa in ospedale, un lavoro precario, un contratto non rinnovato, le spese solo nei saldi, la spesa al discount, le vacanze più corte, il tirar lungo con i vestiti che si hanno già, le scuole pubbliche, i libri usati, gli asili nidi a pagamento?
la risposta è semplice: si sa che sta facendo niente di tutto questo, ma ipotizzando che lo faccia, lui queste cose non le sa e non le saprà mai. nessuno gliele dice e lui non le vuole nemmeno sapere...e far sapere. per questo, ma non solo, la mia insofferenza verso di lui permane e si incrementa, ed è per questo che la sua ex-moglie rimane l'ultima spiaggia, l'ultimo baluardo di speranza perchè ci strappi un sorriso, seppur amaro, di soddisfazione nel vederlo scendere, questo ce lo deve, dal 70° a un po' più giù nella lista degli uomini più ricchi del mondo. perchè? perchè sì, anche se normale non diventerà mai.

giovedì 19 novembre 2009

PENSIERI A CONFRONTO



è giovedì. ed io sono gaudente per questo.
la settimana volge al termine e la stanchezza dichiarata lunedì continua a perseverare. questa sera, però non mi voglio lagnare per questo. in fin dei conti sono sul letto, a gambe distese, una pila di cuscini dietro la schiena, la finestra socchiusa col rumore seral-notturno di roma fuori e la musica di maurizio che suona in sottofondo. non sono del tutto massacrata.
questa sera, dicevo, non mi lagnerò di niente ma mi fermerò su un pensiero trovato nei meandri della mia memoria sonoro-visivo-olfattiva questa mattina.
non ricordo bene dove mi trovavo, se ero già fuori casa o no...anzi, sì, pensandoci bene mi viene in mente che ero già uscita, nel fresco umido di queste mattine romane, con la guazza che a rivoli scende dai lunotti delle auto, imperla le foglie degli alberi, ti entra nelle ossa...
ero appena uscita dal portone e, non so come e perchè, mi sono trovata in testa immagini, temperature, rumori e odori di quando si va a sciare, di un momento preciso della giornata. l'inizio.

ho gli sci su una spalla, i bastoncini dell'altra, i guanti infilati (le lamine appena fatte tagliano!), il berretto con pom-pom sopra e paraorecchie calato bene sulla fronte, la giacca a vento chiusa fin sotto il naso, gli occhiali nella tasca interna, i soldi per il giornaliero pronti nei pantaloni, caramelle e kinder cereali equamente distribuiti nelle tasche di salopette e giacca, fazzoletti, burro cacao. c'è odore di freddo attorno a me, lo sento e lo distinguo. è tipico. che sia dato dall'aria più pulita e un po' rarefatta? lasciamo la macchina parcheggiata, dopo esserci domandati se abbiamo tutto e ci dirigiamo verso la biglietteria, ai piedi della pista. siamo a ovindoli.
ad ogni passo la neve sotto i nostri piedi, fasciati negli scarponi, scricchiola tanto è fredda e secca; passiamo su un manto ancora intonso, che sembra finto tanto è immacolato e preciso, segnato solo dalle righe parallele lasciate dal gatto ed io mi guardo indietro, a guardare le nostre impronte. lo facevo anche quando ero bambina e seguivo mio padre, guardavo le sue impronte e poi dietro trovavo le mie. lui portava i miei sci e i suoi, io i bastoncini di tutti e due.
facciamo gli abbonamenti giornalieri e ci mettiamo in coda per l'ovovia. c'è poca gente, è presto. ma non dovrebbe arrivarne troppa nemmeno a giornata inoltrata, nonostante il cielo sereno sopra di noi...oggi è giovedì.


è giovedì ma la strada che i miei piedi percorrono è asfaltata, non restano tracce; fa freddo ma non da avere guanti e berretto, non ho occhiali da sole nelle tasche e nemmeno caramelle e cioccolato. sulla spalle non porto sci ma lei, la borsa, e tutto quello che contiene, tra cui cioccolata e caramelle (queste sì!). da una mano non pendono bastoncini ma un borsa di tela cerata blu, con dei cani disegnati e con dentro il mattonazzo da 1 chilo e 100 di ken follett che da un mese porto avanti e indietro e che leggo in metropolitana. in tasca ho già un abbonamento, non giornaliero bensì annuale e che passato davanti al posto designato mi dà il via libera, aprendomi i battenti. non vado verso un'ovovia ma verso un mezzo sferragliante, che non si sposta silensioso, fendendo l'aria passando sopra piste e alberi carichi di neve, è solo una metropolitana più o meno piena, più o meno pulita, anch'essa per fortuna (almeno questo) non inquinante...


si è trattato solo di un pensiero, durato qualche secondo, che mi ha suscitato tutto questo. e non mi pare poco.

martedì 17 novembre 2009

CHE DIAVOLO DI POST E' QUESTO?


è martedì sera ed io mi sento come se fossimo all'inizio dell'ultima settimana prima delle ferie estive, dopo un mese e mezzo di caldo cittadino mortale e un anno di lavoro sul groppone.
invece no, è novembre -a dispetto delle temperature- e in fin dei conti lo scorso fine settimana non mi sono proprio strapazzata...ma non sono nemmeno rimasta in letto per due giorni, quindi da qualche parte questa stanchezza benedetta devo averla presa.
cercherò di preoccuparmene poco, a breve saluto tutti e buona notte, ma intanto questo è quanto. domani sera sarei grata di avere le forze per andare a pilates, (visto che da quando ho investito 64 euri nella mia forma, ho potenziato e allungato i muscoli qui presenti solo tre volte) ma già da ora le previsioni sono di arricciamenti di naso e indecisione, nel caso le condizioni psico-fisiche siano le medesime. mentre scrivo, poi, realizzo che gli arricciamenti di naso ci potrebbero essere dall'altra parte del video: che diavolo di post è questo?

giovedì 12 novembre 2009

DA QUESTO, E NON SOLO, TE NE ACCORGI

...dal fatto che non senti nessuna mano staccare la sveglia appena scatta o, addirittura, non la senti nemmeno partire perchè lui si è alzato prima. benedetto orologio biologico-svizzero!
...dal fatto che quando vai a fare colazione, non c'è profumo di caffè in cucina, che se anche tu non lo bevi, ti fa piacere sentirne il profumo;
...dal fatto che non sai, quando ti va di chiamarlo, se è in autogrill a mangiare, se è in pullman e sta dormendo, se sta lavorando. se può risponderti, insomma.
...dal fatto che quando torni a casa, la sera, devi strisciare fino al portone senza che lui venga a prenderti alle curve per risparmiarti l'ultima sfacchinata della giornata
...dal fatto che quando entri in casa col fiatone, fatta l'ultima sfacchinata, la casa è buia e uguale a come tu l'hai lasciata 10 ore prima, con le tapparelle nella stessa posizione, la tavola con una bozza di apparecchiatura per la cena, il disordine sul letto delle cose tolte all'ultimo momento dalla borsa, prima di uscire, 10 ore prima
...dal fatto che mentre ti riprendi sotto la doccia, nessuno cuoce la pasta, la condisce, la ripassa in padella e te la serve nel piatto, facendoti presente, al contempo, di non avere altri obblighi per quella sera. solo riposo
...dal fatto che mangi in silenzio, commentando (=stramaledicendo) ad alta voce le notizie del giornale radio, soprattutto quando si parla di nuove, necessarie, indispensabili leggi ad personam cucite addosso all'essere immondo
...dal fatto che i piatti o te li lavi, o non si lavano da soli
...dal fatto che hai il divano tutto per te
...dal fatto che quando vai in letto e spegni la luce, anche il rumore del frigo che di là in cucina scatta sembra una porta che sbatte e ti domandi perchè, quando invece c'è lui vicino, nemmeno lo senti
...dal fatto che il letto non è quella busta calda che solitamente è quando c'è lui, e vista la tua temperatura corporea non potrebbe essere altrimenti
...dal fatto che 9 ore dopo, quando inizia un nuovo giorno, sei felice del fatto che accorgersi si tutte queste cose per oggi basta, perchè a sera lui ritorna e tutto questo non sarà più valido. fino alla prossima trasferta!

sabato 7 novembre 2009

CRONACHE CASALINGHE - quale idillio!

un pasto da leccarci i baffi oggi (alici fritte, insalata, frutta, una emringa in due e un caffè -uno per uno), già al suo posto nello stomaco che il maritopreferito tra poco va a lavorare a piazza del Popolo; io qui che mi ascolto Battiato nella tele con il naso che mi pizzica da ieri (non voglio il raffreddore, cavolo!) e gli spinaci che mi aspettano, di là in cucina, per il bagno nel lavello prima di passare in pentola a pressione; il minestrone pronto da cuocere a fuoco lento che viene più buono; il salame di cioccolato che, fatto per la prima volta sabato scorso, voglio rifare perchè, devo dirlo, mi è venuto proprio buono!
intanto fuori su roma c'è il sole, dopo una tre giorni di pioggia più o meno continua, più o meno forte. aver da fare queste cose, averne fatte altre stamattina (spesa al mercato come non facevo da un po', girovagando per i banchi del trionfale con carretto a rimorchio tipo massaia -perchè dovrei spaccarmi le braccia coi sacchetti appesi alle dita, scusa?) mi piace oggi, mi fa sentire che è proprio sabato, un sabato d'autunno col sole che quando c'è ti scalda, ma quando esci sul balcone della cucina che volge a nord e non c'è, ti viene comunque un brivido lungo la schiena.
e stasera cena tra marescialli dell'esercito, alla tavola del toscano sor Sauro che ci delizierà con la sua arte!

sabato 31 ottobre 2009

INNERES AUGE - Franco Battiato



Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina.
Uno dice che male c'è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?

Non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?
Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro?
La Giustizia non è altro che una pubblica merce...
di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Con le palpebre chiuse s'intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore: Inneres Auge, Das Innere Auge

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Ma quando ritorno in me, sulla mia via,
a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato...
mi basta una sonata di Corelli, perchè mi meravigli del Creato!

martedì 27 ottobre 2009

FACEBOOK & FRIENDS

da integerrima oppositrice di facebook, qualche mese fa ho ceduto, infilandomi anche io in quel groviglio di gente virtu(re)ale che lo popola. tra quei diversi milioni di utenti, ci sono anche io, quindi. in breve ho ritrovato ex compagni di classe delle medie, delle superiori, amici conosciuti qui a roma, amici da una vita e che mi hanno vista nascere, ex professori, amici oltre oceano. ho dipanato la mia matassa un po' qui un po' lì, dalla liguria al lazio, alla sicilia al trentino, al brasile agli stati uniti, così ora anche io ho la mia rete. ritrovare i vecchi compagni di scuola è stato impressionante, soprattutto i compagni delle medie. da più che bambini, come li avevo salutati una sera di fine giugno alla pizza di classe dopo l'esame di III, con le loro vocine quasi bianche, li ritrovo uomini, sposati, conviventi, liberi professionisti, plurilaureati, padri di famiglia, in carriera...tanto che i 17 quasi 18 anni passati da quella sera sembrano aver messo al loro posto altre persone. poi trovo gli ex-prof di quegli anni, identici -ai miei occhi- a come li avevo lasciati sempre quella sera in pizzeria, con i capelli brizzolati, magari con 24 anni di precariato sulla schiena e che mi dicono dammi pure del tu, sennò mi fai sentire vecchio! -senza accorgersi che tra i due, quella che si sente vecchia sono io perchè se mi dicono così, allora sì che sono diventata adulta. poi uno di questi compagni qualche mese fa viene a roma per lavoro e finisce che ci vediamo per una pizza, insieme al maritopreferito, nel cuore della caput. ricordiamo il passato, gli anni 89-92, tirando fuori gli altarini degli altri, parlando anche delle nostre vite attuali, del lavoro, di politica. 17 anni quasi 18 di vuoto spazzati via nel tempo di tre piatti di bucatini alla matriciana e un senso di contentezza e quasi gratitufine verso facebook.
ma si può essere riconoscenti verso un social network? sì, se ti porta vicino vecchi amici e ti fa condividere quel poco della loro vita che scelgono di raccontarti, anche attraverso una riga di parole.

sabato 24 ottobre 2009

TEMPO DI PREMI



ma che figata!!!!
i premi tra blogger mi son sempre piaciuti, tanto più quando arrivano completamente inaspettati. ed eccomi qui, ad accogliere il premio in arrivo da extramamma. me ne accorgo pure in ritardo di due giorni, solo ora che riesco a farmi un giro per i blog, mentre le polpettine di carne se la cuociono in padella, alla fine di una mattinata di pulizie a fondo, quelle da sabato.
e così passo il testimone a

maurizio
caia
bridget
wwm
lordcrespo
berardo
domenico
the freeso journal
l'ultimo uomo sulla terra
o blog

venerdì 23 ottobre 2009

DI PEDONI E AUTOMOBILISTI

a Zelig c’è chi è un automobilista ed essendo un automobilista è sempre, costantemente inc…ato. io sono un’automobilista, ma quotidianamente vado in ufficio con i mezzi pubblici sotterranei e di superficie, con un ultimo, non troppo breve, tratto a piedi. mi piace camminare e anche farlo di prima mattina mi sveglia, i muscoli si mettono in moto ed io ne approfitto per pensare. noto però che noi pedoni siamo presenze ingombranti per gli automobilisti che, capisco possano essere sempre, costantemente inc…ati (certo di prima mattina non è un buon segno), ma che dovrebbero anche rendersi conto che usarci come pali per misurare l’altezza dell’onda che alzano passando sulle pozzanghere, sul modello di quelli ai bordi delle strade di montagna, gialli e neri, messi lì per valutare l’altezza della neve…come dire, non è proprio gentile. poi sono certa: gli stessi che fanno offshore sulle strade, se appiedati e leggermente schizzati dal folle di turno che passa a tutta velocità sull’acqua, se la prenderebbero e lo prenderebbero a imprecazioni e parolacce.
e allora, se al volante ci si scatena, fregandosene sonoramente degli altri, ma quando si è poveri tapini appiedati si pretende rispetto dai piloti, perché non ricordarsi che bisognerebbe trattare gli altri come vorremmo essere trattati noi?
è proprio un dilemma così difficile da risolvere?

giovedì 22 ottobre 2009

DI REGISTI E SARTI

ci sono volte in cui ti monti in testa il film completo, dal primo ciack ai titoli di coda, compreso di colonna sonora, fotografia, scenografia, dialoghi. tutto. poi una mattina ti alzi e scopri che di quel film, a cui tu avevi fatto già la bocca, non esiste nemmeno la pellicola su cui imprimere le immagini e i suoni. subito ti arrabbi, sei nera, poco incline a sentire ragioni da qualsivoglia persona, nemmeno dal maritopreferito. lui, innocente oltre che incredulo, non possiede ancora capacità marziane tali da entrati nel cervello e capire tutto in un secondo. così lo strapazzi, pentendotene un attimo dopo. ma l'idea del film permane e ci metti un po' ad accettare il fatto che sarebbe meglio lasciar fare a quelli che con doti da regista ci sono nati e ne sanno più di te. quelli che qualche tempo fa chiamavi sarti e che, tra un vestito su misura e l'altro, siedono dietro la macchina da presa.

domenica 18 ottobre 2009

DI FREDDO E TERMOSIFONI SPENTI


fa freddo, non è una novità. ormai è una settimana che queste temperature benedette sono arrivate a livelli prettamente invernali. sì, d'accordo, siamo a ottobre, è anche il caso che non sia estate ed io preferisco il freddo al caldo -dal quale, oltre una certa soglia, non ci può più difendere- per carità, ma qui a roma siamo passati dalle maniche corte ai 10° alle 8 di mattina in meno di 48 ore...e siccome siamo ancora a metà ottobre e noi abitiamo in un condominio con riscaldamento centralizzato, fino a metà novembre non sentiremo i termosifoni caldi. a meno di un'ordinanza del campidoglio, quindi, fino a quel momento ci dobbiamo arrangiare. qui al quarto ed ultimo piano, siamo dotati di stufetta elettrica che si autigestisce grazie al termostato posizionato sui 20°C, ma poco fa il maritoperferito -normalmente caldo di suo ma per l'occasione vestito di tuta lunga e felpa in pile- si è alzato dal divano, ha portato in sala la stufetta e ha aperto il vano del mobile dove teniamo i superalcolici. "qui ci vuole un grappino, bisogna scaldarsi!" e così due bicchierini pieni di grappa e bailey's si sono svuotati in un nanosecondo, andando a riscaldarci le viscere!

venerdì 16 ottobre 2009

AZIONE-REAZIONE


come annunciato, ieri ho scritto alla redazione del tg1. dopo una ricerca approfondita sul sito rai e link vari, sono approdata dove volevo arrivare (cosa che non è stata troppo semplice, tra l’altro) e ho scaricato tutto il mio disgusto sullo spazio disponibile. non so davvero se avrà qualche effetto, in effetti ho molti dubbi, ma appena ho finito di scrivere mi sono sentita liberta, alleggerita. anche cittadina attiva e non lo dico per vantarmene. non l’avevo mai fatto, quella di ieri è stata la mia prima protesta ad un'emittente televisiva, ad un telegiornale. e c’è un perché. se noi cittadini, ascoltatori, utenti, utilizzatori finali del prodotto telegiornale ci sentiamo a disagio davanti alla scaletta delle notizie, a come vengono date, significa che non siamo contenti di quello che vediamo…perché quello che vediamo non corrisponde alla realtà che troviamo fuori dal tubo catodico. perché noi è lì che viviamo, nella realtà, e non vogliamo essere presi in giro da chi ci vuol far credere che invece no, va tutto bene, è tutto sereno, siamo tutti amici e anche di più ed è solo quella rompiballe di opposizione il problema, la cui gestione si limita alla tolleranza indifferente quando non sfocia in mancanza di rispetto e insulti.
per questo e perché sì ho scritto al tg1. ed ora vado avanti, senza considerare rai1 all’ora dei suoi telegiornali.

giovedì 15 ottobre 2009

TELEGIORNALE DELLA VERGOGNA

stasera ho definitivamente depennato il tg1 dalla lista dei telegiornali guardabili. anzi. l'ho inserito a pieno titolo in quella dei tg inguardabili. stavo stirando, già con la cena nello stomaco, il maritopreferito fuori per lavoro e avendo perso il tg3 delle 19 e dimenticato momentaneamente l'esistenza di rainews24, sono rimasta su rai1. sarebbe stato meglio non guardarlo, di certo ugualmente informativo.
un inno all'essere immondo, un continuo inneggiare, nemmeno troppo implicitamente, a quello che fa e dice e pensa e propone e sbraita e tocca. senza controparte, ovviamente. un'edizione degna del servilismo del tg4. la petruni, poi, era particolarmente odiosa, stasera. aveva un modo di annunciare la notizia irritante, sembrava si trattenesse a stento dal salire sulla scrivania in plexigas e urlare, emozionata e commossa, il suo (folle) amore incondizionato per l'essere immondo. sembrava una trasfigurazione di quella faccia da sberle che è minzolini, l'ennesimo direttore burattino nelle mani dell'immondo. stiravo e commentavo a voce alta. sentenziavo e maledicevo a destra e a manca. l'ho voluto guardare fino in fondo, veder fino a che punto sarebbero arrivati. gli ultimi dieci minuti pieni zeppi di notizie, o meglio racconti di cose inutili, dette non sapendo cosa dire, dette per non dire altre cose.
ho deciso che scriverò alla redazione e dirò quello che penso. sarà una e-mail inutile, forse, che non verrà considerata, andrà persa in una marea di altre e-mail indigante -speriamo- ma chissenefrega. questa volta non me la faccio passare sopra. punto.

lunedì 12 ottobre 2009

CHI (PER FORTUNA) NON MUORE SI RIVEDE

e fu così che maurizio tornò, con un commento ad un mio post. non ne parlo solo perchè so che leggerà, perchè del post a lui dedicato s'è detto contento e chissà cos'altro che non so. ne parlo per raccontare la reazione al suo ritorno.
è stato strano, certamente inaspettato. l'occhio m'è scivolato sulla lista di e-mail arrivate in giornata, in grassetto perchè non ancora lette, e ho visto il mittente del commento. Maurizio. Maurizio? Maurizio! un po' alla Benigni ne Il piccolo diavolo. e sono andata a leggere, contenta, stupita, incredula. se n'era andato a inizio estate da un giorno all'altro, senza preavviso e in maniera abbastanza leggera avevo tolto il link al suo blog. tanto non portava a niente, se non a una pagina con l'avviso di blog cancellato.
invece ieri era lui che aveva scritto e si riproponeva, così, come se fosse stato via un po', in giro, in un posto dove non arriva la rete e qundi per forza di cose lontano dal blog. e invece è tornato del tutto, con tanto di blog aggiornato -con il quale mi devo rimettere in paro!
è stato bello ritrovarlo. come il ritorno di un amico, digitale, occhei, ma amico, in fondo. sempre più spesso, qui sopra e su altri blog che frequento, c'è tanto di chi scrive, cosicchè da un certo momento in poi si arriva a un livello di confidenza e condivisione tali per cui ci si sente vicini. e anche amici.

mercoledì 7 ottobre 2009

ODI ET AMO



eh sì, a metà della terza settimana di lavoro, ho in testa questa definizione per descrivere gli stati d'animo che mi attraversano nelle otto ore alla scrivania.

odio me stessa. quando mi sembra di non afferrare del tutto, quando non riesco a ripescare nel mio cervello lo storico da due settimane a questa parte, quando mi ritrovo col cervello svuotato, quando non ho più memoria di cose già viste/fatte/scritte il giorno prima, quando a due ore dall'inizio della giornata sono già fusa, quando sbaglio, quando non riesco a finire una cosa e mi si accavallano le connessioni mentali e vado in corto.

amo me stessa. quando faccio una domanda intelligente al mio capo, quando invece di chiedere aiuto mi incaponisco e poi risolvo, quando si sciolgono i nodi del cervello e vado avanti, quando i pezzi della full immersion della prima settimana si sistemano e le idee si rischiarano, quando inizio e finisco una cosa, quando chi mi parla mi incoraggia, quando mi sento dire che è normale, quando la giornata mi è sembrata positiva per il 50% più uno, quando mi diverto a fare quello che devo fare.

per ora sto viaggiando in collina a velocità moderata. sono pronta, desiderosa, impaziente di schiacciare la frizione e mettere la 5°, sempre pronta a scalare quando arriva la salita o una curva stretta!

sabato 3 ottobre 2009

SECONDO COMPLEANNO

antefatto.
qualche sera fa -in tre sere diverse- io e il maritopreferito abbiamo rivisto tutta la trilogia de Il Signore degli Anelli. per una serie di motivi, abbiamo la versione integrale solo del terzo film, così a fine visione il maritopreferito ha detto "dovresti avere anche la versione integrale dei primi due...". ed io "mah, più che quello, preferirei avere la colonna sonora di tutti e tre...".

nei giorni scorsi, oltre alle tante cose successe, nuove, inaspettate, travolgenti, impegnative, se n'è verificata una del tutto prevedivbile, programmata, decisa due anni fa.
il 29 settembre io e il maritoreferito abbiamo compiuto due anni. due anni. come al solito percepisco il tempo trascorso in modo contrastante: mi sembra un avvenimento lontanissimo, un giorno sfumato, eppure ancora vicinissimo. non più un mesiversario, non più un anno. due. chissà cosa proverò quando saranno decine e d'anni. ve lo dirò quando ci arriveremo!
fatto sta che tornata a casa, il 29, ho trovato sul letto un pacchetto, anzi due. in uno, c'era un barattolo di dulce de leche argentino, prontamente battezzato con un affondo di cucchiaino, leccato come un gelato; nell'altro ho trovato proprio l'original soundtrack in triplo cd de Il Signore degli Anelli.
ho un maritopreferito che è proprio un tesoro!
in breve mi sono immersa nell'ascolto, cercando a suon di telecomando le tracce che volevo ascoltare prima delle altre. ed eccola qui. l'ho già ascoltata una trentina di volte, credo che il cd abbia già la traccia più segnata delle altre e mi si è ormai piantata nel cervello al punto che in automatico parte e la canticchio.
meravigliosa. mi dà i brividi.


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giovedì 1 ottobre 2009

GIRAMENTI -APPARENTI- DI TESTA

che razza di titolo é? la testa gira o non gira?
la testa gira, ma non perchè ho la pressione bassa, mal di testa, o un calo di zuccheri...
mi gira perché se mi guardo indietro non percepisco il trascorrere del tempo realmente, quello che é trascorso dal 15 settembre fino a oggi, giovedì 1 ottobre 2009.
come ho già detto, dal 15 ad oggi tutto è successo piuttosto velocemente ma oggi, a due settimane dall'inizio di quell'ambaradam, appunto, mi gira la testa. é un giramento virtuale, apparente, dato da un misto di euforia-stanchezza-novità...
dalle 11 alle 12 ore fuori casa tutti i giorni, lavatrici stese alle dieci di sera, panni stirati guandando dvd in tele sempre la sera, dopocena. insomma, niente di strano, niente di eccezionale, niente di marziano -anche perché fino a nove mesi fa lo facevo già da un bell'anno e mezzo e perchè tutte le donne (di certo le mamme) che lavorano lo fanno.
quindi niente di strano, niente di che. solo stasera l'ho voluto scrivere qui -non so con quale qualità linguistica, tra l'altro.

mercoledì 23 settembre 2009

LA RUOTA RI-GIRA



nel giro di una settimana la mia vita si è movimentata parecchio. 7 giorni fa esatti ero in ospedale, nel giorno dopo un piccolo intervento che ha risolto tutto quello che c'era da risolvere. ringrazio i fautori della risoluzione. il giorno dopo l'intervento un amico mi telefona, ignaro dello stato in cui versavo, per propormi un lavoro in un gruppo editoriale. una sostituzione, di 6 mesi, occhei, ma un lavoro.
detto fatto. il tempo di uscire e lunedì faccio il colloquio per capire, mi prendo un giorno per decidere e da oggi eccomi là, dietro la sesta scrivania della mia carriera lavorativa. dopo otto mesi di astinenza da bonifici bancari a mio favore, avevo bisogno di far prendere aria mattutina e serale a membra e cervello.
stamattina mi sono così ritrovata elemento costituente di quel popolo migratore che quotidianamente attraversa roma per dritto e per traverso, sottoterra, come un branco di topolini indaffarati, più o meno assonnati, assorti nella lettura, nell'ipod, in chissà quali pensieri...
una giornata passata con le orecchie tese, gli occhi spalancati e la mente porosa per poter assorbire tutto l'assorbibile, tant'è vero che sono tornata a casa ubriaca. ubriaca, stanca ma contenta. (essì che una settimana fa ero in ospedale a smaltire l'anestesia totale, per cui posso mooolto dirmi soddisfatta delle mie performances).
così la ruota ha ripreso a girare, in un senso stavolta che me gusta mucho, un campo per me nuovo ma che mi attira e mi stimola.
vedremo com procederanno le cose. per ora ho iniziato col sorriso e mi sembra già una cosa molto buona!

venerdì 18 settembre 2009

SFOGLIANDO IL BLOG



ogni tanto sfoglio le mie pagine digitali. rileggo, ricordo, rivivo. spesso mi stupisco di quanto ho scritto, del come l'ho scritto, dei sentimenti a volte estremi che ho riversato qua sopra. l'effetto che ne scaturisce è strano ma piacevole. grazie al blog posso riportare alla mente emozioni e pensieri ormai passati.
in questo mio girovagare, mi sono imbattuta in questo post, scritto a inizio 2007, prima di una serie di eventi della mia vita, tra cui il matrimonio col maritopreferito.
mi si perdoni questo sprazzo di autoglorificazione, ma mi sono complimentata con me stessa per lo spirito e la schiettezza di quelle parole!

giovedì 17 settembre 2009

CRONACHE DI VACANZE - 14

21 agosto 2009
Passo Valparola-Col di Lana-Pralongià-Passo Valparola

ultimo aggiornamento vacanziero.
non riusciamo a resistere alla tentazione di camminare anche il giorno prima di partire. una gita leggera, veloce, facile, defaticante quasi. il tempo bello ci chiama e non possiamo rispondergli standocene in casa, passeggiando per strade asfaltate o, ancora peggio, in casa a far valigie. a quelle ci penseremo questa sera.
partiamo quindi, ancora una volta diretti verso il passo Valparola. prima, però, ci fermiamo alla konditorei; la rinuncia del giorno prima di non comprare dolce per concludere la cena, aveva il suo motivo: fare colazione (la seeconda!) con krafen appena sfornato. e vuoi mettere...
con la pancia bella pienotta riprendiamo la strada e in breve arriviamo al parcheggio lungo la statale e imbocchiamo il sentiero numero 24. siamo soli. noi e le montagne, i prati, il sentiero scavato dall'acqua, i pini mughi attorno, l'umidità della notte che sale. questo stato di solitudine durerà praticamente per tutta la giornata, facendoci assaporare in maniera particolare la bellezza di questo paradiso in terra. il saliscendi ci accompagna fino a quando lasciamo alla nostra sinistra un bivio per il Col di Lana, lo stesso dove in Guerra italiani e austriachi se le diedero di santa ragione. noi proseguiamo in salita e ben presto la vegetazione sparisce e percorriamo una pietraia. gli occhi filano lesti tra le rocce: la vista, qualche giorno fa, di una bella vipera acciambellata in mezzo al sentiero, sulle pietre, è ancora impressa sulla mia retina e non vorrei imbattermi in altri esponenti della sua specie. l'inimicizia biblica tra la donna e i serpenti è realtà pura in me.
ci fermiamo a respirare e bere (il caldo è tanto e siamo sudati ovunque, anche sulle braccia), in silenzio. qui ci assale una sensazione di meraviglioso stupore e stiamo volutamente zitti. ascoltiamo il silenzio, definendolo rumore della Terra e proprio grazie a questo silenzio che riusciamo così bene mantenere, a pochi metri da noi una marmotta fa capolino dalla tana. si guarda intorno, sniffa l'aria, si gira e rigira e poi torna al riparo. riprendiamo a salire e in breve un fruscio ci raggiunge: un branco di sette-otto camosci corre, poco più in là. volano come il vento, forsennatamente, a rotta di collo giù per il pendio. quest'anno stiamo facendo il pieno di fauna montanara. proseguiamo e svalichiamo, riuscendo a vedere adesso anche il versante delle Dolomiti di Fassa e, anche questa volta, la Regina alla nostra destra.
arriviamo al bivio per proseguire per il rifugio Pralongià ma preferiamo continuare subito il giro per guadagnare tempo e arrivare prima a casa, che prima o poi queste valigie dovremmo pure iniziare a farle. la strada da lì fino al Valparola è bella, appassionante, un continuo cambiamento tra roccette, sentieri sdrucciolevoli, pietraie, vegetazione fitta. nonostante le previsioni, non ci sembra un'escursione così breve ma, come per tutte le altre fatte, meravigliosa per i panorami, anche qui sempre in evoluzione.
torniamo alla macchina e in breve ci troviamo a La Villa, a fare l'ultima spesa alto atesina di questo 2009. poi, stanchi ma felici torniamo a casa, fin troppo consapevoli di essere arrivati alla fine di questa permanenza bisettimanale in un posto veeramente paradisiaco dove, davvero, speriamo di poter tornare presto, e chissà che non sia per il prossimo inverno!

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TRENTINO 2009

venerdì 11 settembre 2009

2500 GIORNI DI DITTATURA

...sono il miglior presidente degli ultimi 150 anni, lo crede di gran lunga, sulla base di ciò che fa e ha fatto...
è il delirio.

mercoledì 9 settembre 2009

...FORTUNA CHE ERA UN AMICO!

rimando ai prossimi giorni l'ultimo aggiornamento sull'estate altoatesina appena finita, per portare l'attenzione qui...

ecco Berlusconi sulla morte di Mike Bongiorno:
"Mi dispiace molto, scompare un grande amico e un protagonista della storia della tv italiana". Queste le prime parole del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alla notizia della morte di Mike Bongiorno.

ed ecco le parole di Bongiorno qualche mese fa.
il tutto si commenta da solo.

lunedì 7 settembre 2009

CRONACHE DI VACANZE - 13

20 agosto 2009
Passo Falzarego- Piccolo Lagazuoi-Passo Falzarego


Durante la Prima Guerra Mondiale le montagne attorno al Passo Falzarego, dal Sasso di Stria al Castelletto sulla Tofana di Rozes, furono zona di fronte e ancora oggi sono visibili le tracce dei sanguinosi combattimenti. I due enormi coni di detriti ai piedi del Piccolo Lagazuoi sono stati aperti da esplosioni per mezzo delle quali Alpini e Kaiserjaeger cercarono di annientare le postazioni nemiche. E’ in corso il rinnovo di tutte le postazioni e di numerosi camminamenti, la riapertura di gallerie a la restaurazione di vecchi forti, sia austriaci che italiani…
Così parla la guida. Siamo incuriositi e vogliamo andare a vedere. Il maritopreferito vorrebbe scendere dal Piccolo Lagazuoi attraverso la galleria bellica, 1100 metri di tunnel scavati nella roccia, in parte attrezzati ma da percorrere con lampada frontale e caschetto. Non è per l’equipaggiamento in sé, abbiamo tutto. È la situazione che non mi convince. Qualche giorno fa, infatti, durante il giro delle Tre Cime, sono entrata in una galleria lunga sì e no 8 metri, con ben due feritoie abbastanza ampie e non ho provato una bella sensazione. Forse l’idea di avere roccia sopra, il fatto di non poter ergermi in tutto il mio metro e settanta, non so…ma mi sono sentita mancare l’aria e sono dovuta uscire, lasciando al maritopreferito il piacere di scattare foto, per altro molto suggestive, da quei buchi. È per questo, quindi, che non mi sento di percorrere un chilometro e più al buio, nel cuore della montagna. Non saremmo soli, il percorso sarebbe sicuro, ma tant’è non riesco ad affrontare la situazione: ho paura di bloccarmi nel bel mezzo della galleria e piantami lì. Decidiamo, quindi, di scendere dalla via normale ma una volta arrivati al bivio per il sentiero che porta al Falzarego, decidiamo che no, non possiamo tornare alla macchina in tarda mattinata, sarebbe poco dignitoso per chi il giorno prima ha fatto la Tridentina. E allora cambiamo itinerario e allunghiamo il brodo, passando oltre la linea austriaca, sotto la Tofana di Rozes. Lungo il sentiero troviamo trincee italiane ancora quasi perfettamente conservate, con tanto di pezzi di latta arrugginiti, filo spinato e ruderi di postazioni forse per gli ufficiali, in cemento. Non fosse per l’erba cresciuta tra le pietre e l’evidente senso di abbandono, si direbbero strutture sistemate lì non più di una decina d’anni fa. Poco oltre, sotto la Tofana, un piccolo altare di porfido ricorda un combattente trentino arruolato nelle fila italiane. Proseguiamo e cambiamo versante: ora vediamo le Cinque Torri, il Civetta e la Marmolada. Rivediamo il percorso fatto durante la prima gita, quando andammo al Nuvolao e scoprimmo questo meraviglioso versante dolomitico. Nella discesa riusciamo anche a riposare un po’ le gambe e le ginocchia correndo giù per un piccolo ghiaione, che ci fa divertire e accorciare le distanze tra il sentiero ripido e la carrozzabile che, per un bel tratto, ci accompagnerà quasi fino alla fine.
Ci imbattiamo ancora in ruderi bellici, vere e proprie strutture ampie, a due piani dove a detta del maritopreferito poteva trovarsi l’ospedale e, forse, il quartier generale. Proprio mentre siamo intenti nell’analisi storico-architettonica dei suddetti, ci imbattiamo nel sindaco di Roma, Gianni Alemanno il quale, a conclusione di una arrampicata in zona (pare sia un freeclimber e lì intorno vediamo su alcune torri, grazie al binocolo, alcuni alpinisti impegnati in discese in corda doppia), torna a CoVtina, dove sta trascorrendo le ferie, sul sedile posteriore di una jeep della Guarda di Finanza. Peccato non aver preso al volo la nikon per fotografarlo, peccato non avergli potuto comunicare, gentilmente, lo sdegno nel vederlo sottrarre al pubblico servizio un mezzo dello Stato, che noi paghiamo, che dovrebbe essere disponibile per qualsiasi emergenza (tanto più in montagna) e non certo per scarrozzare un sindaco in ferie, che non ha voglia di usare cambio e frizione della propria auto o pagarsi un taxi. Purtroppo si tratta di scene già viste in altre caldi estate, ma questa ci indispone al punto che fino all’arrivo al Falzarego diventa argomento di (viva) conversazione.
In breve arriviamo al parcheggio, liberiamo i piedi dai pneumatici da roccia e ce ne torniamo a Colfosco, per l’ennesima volta in queste vacanze, baciato dal sole.
Passiamo al maso dello speck per far spesa per noi e familiari senza, però, passare dalla Konditorei, questa volta: abbiamo programmi mangerecci per domani mattina!

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TRENTINO 2009

sabato 5 settembre 2009

CRONACHE DI VACANZE - 12

19 agosto 2009
Ferrata Tridentina.


Sveglia alle 6. Vogliamo uscire non dopo le 7 per arrivare all’attacco della via entro le 7.30…e sì che siamo a 15 minuti dal parcheggio per l’attacco, ma calcolando i tempi per la vestizione dell’imbragatura, la calzata di scarponi&co, constateremo di aver fatto i conti bene: alle 7:30 quasi precise ci agganciamo al chiodo e iniziamo la salita.
Questo tratto di ferrata non l’avevo mai fatto: le precedenti tre volte ero sempre partita dal Passo Gardena. Iniziamo presto, ma siamo comunque in buona compagnia, sia davanti che dietro. Subito prima di noi c’è una famiglia tedesca con tre figli, che avranno tutti tra i 10 e i 6 anni. La più piccola, costantemente sotto l’occhio vigile della madre, in fondo alla cordata, se ne va su come un ragnetto, andando qualche volta in crisi laddove il passo da fare è troppo lungo per le sue gambe. Mi rivedo, ancora una volta in quegli ormai famosi 20 anni fa, quando a 10 anni feci per la prima volta questa ferrata. Mio padre aveva teso tra me e lui un cordino supplementare, da utilizzare in caso di necessità, ma lui stesso racconta come non lo sentì mai tendersi e si trovò più volte, nei passaggi critici, a domandarsi come facevo a “passare di lì”. E così oggi guardo con tenerezza quella bambina con le trecce che spuntano sotto il casco da arrampicata, l’imbragatura e gli scarponcini di vibram e torno indietro col tempo e la memoria!
In tre ore arriviamo al ponticello sospeso, il mitico, che, superando una profonda crepa, congiunge la Torre Exner all’altopiano del Pisciadù e poi, velocemente, arriviamo al Rif. Pisciadù, dove ce la godiamo fino alle 12.30.

La discesa per la Val Setus è decisamente ripida, stretta e impervia, ma grazie al cavo fisso di cui usufruiamo in più punti e ai pneumatici nuovi di cui anche il maritopreferito è dotato, non abbiamo problemi. Incontriamo più di qualcuno che sale: volgendoci indietro e valutando il lavoro delle gambe in discesa, classifichiamo la Val Setus in salita più faticosa della ferrata, per cui ci diciamo che quando torneremo al Pisciadù, lo sarà sempre attraverso la Tridentina! E, visti i precedenti e l’amore che ci lega a questa ferrata, tante volte torneremo qui, altrettante saliremo questa torre!
Verso la fine del sentiero assistiamo ad una lite furibonda tra una coppia di ceki che ci precedono lungo il sentiero. La cosa ci diverte, facciamo finta di tradurre quello che si dicono e non possiamo fare a meno di notare che le litigate sono litigate a tutte le latitudini e pur non capendo un accidente, è evidente che non stanno parlando di cosa mangiare a cena o che gita fare domani. Arriviamo al parcheggio che ancora la discussione (dopo una buona ventina di minuti) è in corso ma non ci preoccupiamo più: liberiamo i piedi dai pneumatici da scalata e belli belli ci dirigiamo verso Corvara, alla Konditorei, per regalarci due fette di strudel per il dopo cena di questa sera. Arriviamo però troppo presto, la pasticceria è ancora chiusa e allora, per non tornare a casa e rischiare di non aver più voglia di uscire, non mangiando così strudel (non sia mai che si perde un’occasione di mangiare il dolce!) andiamo al bancomat per allungare il brodo e far arrivare così l’ora X e poter, tra l’altro, fare anche merenda con due belle fette di torta alla ricotta! E quando ce freghi?!?!

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TRENTINO 2009

venerdì 4 settembre 2009

CRONACHE DI VACANZE - 11

18 agosto 2009

Prati. Domani Tridentina, per cui oggi decidiamo di pascolare, letteralmente, nella zona sotto l’oggetto dei nostri desideri che domani diventeranno realtà per la quarta volta, sia per la quipresente che per il maritopreferito! Si sta bene al sole, su un prato di erba e fiori, con il rumore del fiumiciattolo vicino, eppure mi sento così “strana”.
Non è che sia strano di per sé stendersi su un prato una giornata a prendere il sole. Fa strano l’essere a 1600 mt e comportarsi come al mare e non andare per sentieri o attaccati al cavo fisso. Non ci siamo proprio abituati a fare questo tipo di cose in montagna, ma abbiamo deciso di fare uno “strappo alla regola”. Per una volta si può fare

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TRENTINO 2009

giovedì 3 settembre 2009

CRONACHE DI VACANZE - 10

17 agosto 2009
Giro delle Tre Cime di Lavaredo.

Mattinata splendida. Il temporale di ieri sera ha spazzato via tutto e dei tuoni e lampi è rimasto niente. Come sempre il Pisciadù lassù risalta, illuminato dal sole, bianco com’è. Partiamo da Colfosco con un cielo mai visto, che ci accompagnerà fino a metà giornata. Arriviamo a Misurina dopo una bella ora di strada, lasciamo l’auto vicino al lago omonimo e prendiamo l’autobus che fa servizio navetta fino al Rif. Auronzo (2320 mt). Alle 10 iniziamo a camminare e da subito capiamo che non saremo né soli né in discreta compagnia: una marea di gente è riversata sui diversi sentieri che conducono a quello che anche noi prendiamo. Sorpassiamo, raggiriamo. Siamo sotto le pareti sud delle Tre che da qui non sembrano nemmeno loro: decisamente sono famose per il loro versante nord. Lungo il sentiero (che per ora è una carrozzabile) ne vediamo di tutti i colori: scarpe da ginnastica con 1 mm di suola, scarpette da città…ma non sarà l’unica volta, purtroppo, in cui ci imbatteremo in persone mal equipaggiate per un’escursione in montagna, foss’anche su un tratto di carrozzabile come adesso.
In breve arriviamo alla forcella Lavaredo, da dove le Tre attirano naturalmente ogni sguardo, e iniziamo a scattare quelle che in tutta la giornata diventeranno 108 foto. Proseguiamo per il Rif. Locatelli alle Tre Cime (2405 mt) dove, vista l’ora, restiamo per una buona mezz’ora. Non siamo ancora in troppi, per adesso, anche se in breve si materializza una vera e propria colonna di escursionisti diretti verso di noi. Decidiamo quindi di andare a mangiare un po’ più in là, lontani dalla folla in arrivo, seduti su due cenge che sembrano state messe lì apposta, rivolte alle Tre. Torniamo al rifugio per due caffè: € 3,20. Che Dio li benedica!
Riprendiamo la strada per proseguire il giro quando ecco, incrociamo una coppia. Osservo lei, con un fazzoletto verde in testa; mi cade lo sguardo sul volto e la osservo: sembra Silvia, penso. Forse è lei. Per verificare la chiamo e lei si volge verso di me, mi guarda, mi scruta e mi riconosce. E’ lei! Incredule andiamo una incontro all’altra e ci salutiamo calorosamente! A darci appuntamento qui, avremmo dovuto fare dieci telefonate per dirci su quale pietra eravamo per riuscire a incontrarci! L’ultima volta ci eravamo viste attorno al 1998 a Roma. Entrambe sposate, di 10 anni più vecchie ma ancora identiche, soprattutto nella gioia di rivedersi da quell’ultima volta! Ci sembra di essere arrivate lì insieme o di esserci date davvero un appuntamento! Fermiamo il momento con due o tre foto digitali e, dopo esserci scambiati i contatti, ci salutiamo. Lungo la strada, ripenso al fatto e sorrido contenta, raccontando al maritopreferito aneddoti della nostra gioventù insieme, delle nostre risate (tante) dei nostri momenti di confidenza…e con questo episodio ancora negli occhi, penso a quante volte, inconsapevolmente, magari sfioriamo conoscenti e amici in luoghi lontani da quelli abituali dell’amicizia con queste persone, senza saperlo. Chissà quante volte sarà capitato senza che me ne sia accorta!
Arriviamo all’Auronzo e attendiamo l’autobus per ritornare a Misurina. Da lì, torniamo a casa in un’oretta. Anche per oggi una giornata meravigliosa in mezzo a
queste montagne favolose!

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TRENTINO 2009

mercoledì 2 settembre 2009

CRONACHE DI VACANZE - 9

16 agosto 2009
Giornata di pausa. Decidiamo di andare dritti all’obiettivo: cerchiamo scarponi per comprarli e, nonostante le apparenze comunque sempre tutte confermate, ci dirigiamo a CoVtina, sapendo di andare a botta sicura. Il tragitto dal parcheggio al centro è a dir poco nauseante: una passerella continua di macchinoni, SUV di ogni tipo, Ferrari, Lotus e Corvette, per non parlare dell’abbigliamento dell’umanità presente. Una firma continua, vestiti da Via dei Condotti e Montenapoleone, griffe, capelli appena fatti dal parrucchiere, manicure perfette…
Chissà quanti di questi soggetti sono a posto con il Fisco. Ce lo domandiamo, perché la sensazione non è proprio quella di trovarsi in un posto di onesti, con tutto il rispetto per chi frequenta la cittadina ed è integerrimo, ovviamente! Ci sentiamo alquanto fuori posto, e siamo ben felici di far parte del gruppo di chi passa di qua e appartiene a un’altra Valle, molto più alla mano e frequentata da gente normale. Decisamente CoVtina non sarà mai meta di vacanze per la nostra famiglia, né estive né invernali! A parte questi dettagli umani, riusciamo nel nostro intento e torniamo vincitori. Da domani i miei piedini santi saranno protetti e al sicuro da improvvise perdite di copertone e gli scarponi saranno battezzati attorno alle Tre Cime di Lavaredo!
Dirigendoci verso casa, inizia a piovere ma ci fermiamo lo stesso in una piazzola al lato della strada, a mangiarci i nostri panini con lo speck home made, uniti a succhi di frutta teteski e Ritter Sport con ripieno di frutti di bosco, granella di nocciole e rhum -che non abbiamo ancora capito perchè là si trovano e nel resto d'Italia no!
Salendo verso il Passo Falzarego, che in questi giorni abbiamo valicato una quarantina di volte, permane il tempo capriccioso, ma poco ci importa, non siamo con uno zaino in spalla e nemmeno ce lo dobbiamo mettere a breve... quello di oggi sarà uno dei pochi temporali che vedremo!
Tornado verso casa, la macchina -non si sa come- si ferma da sola alla solita Konditorei Dorigo e le nostre bocche automaticamente ordinano alla signorina dietro il banco due fette di torta per il solito dopo cena. In qualche modo bisogna festeggiare il nuovo acquisto e benedirlo con l'augurio di fare il suo dovere sempre e comunque!

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TRENTINO 2009

martedì 1 settembre 2009

CRONACHE DI VACANZE - 8

15 agosto 2009
Altra gita, oggi, il Sassongher, già fatto sempre quei famosi 20 anni fa. Anche oggi ho constatato la labilità della mente: mi ricordavo solo il panorama imponente che si vede dalla vetta, la sfilata di meraviglie dolomitiche che si dipanano davanti agli occhi da quei 2665 metri simbolo di Corvara. Il massiccio del Sella srotolato davanti, con la lunare Val del Mezdì, quasi tenebrosa; la mitica Tridentina col rifugio Pisciadù, dove vogliamo arrivare anche quest’anno; la Regina là dietro, quasi sempre coperta di nuvole; il Piz Boè, invisibile se non per alcuni minuti durante la discesa; il Civetta, imponente e meraviglioso; le Tofane; il Sassolungo con la testa in parte nelle nuvole; il gruppo del Puez, di cui il Sassongher fa parte, alle nostre spalle.
Arriviamo in vetta presto, c'è pochissiima gente, e ci godiamo il panorama per ben un’ora e mezzo. Scrutiamo i dintorni col binocolo, ci divertiamo come bambini a seguire il volo quasi rasente di un aliante che per un po’ ci gira e rigira sopra le teste, per poi perdersi nel cielo verso la Regina.
Rientriamo a casa presto, in fin dei conti siamo sopra casa (che infatti vediamo dalla vetta) e una volta lavati e asciugati abbiamo ancora tempo per fare un sopralluogo per eventuali scarponi da trekking per la quipresente: i suoi Tecnica hanno deciso di prendere la strada del suicidio proprio adesso, iniziando a scollarsi in vari punti. Un intervento del maritopreferito potrebbe tamponare eventuali morti premature, ma intanto facciamo ricerca di mercato: restare a piedi scalzi a metà vacanza non sarebbe proprio il caso! Non rimanendo soddisfatti, decidiamo di lasciarci aperte altre opzioni e non accontentarci; in questi casi è meglio volare alti con i parametri e non prendere la prima cosa che capita o che attira con l'estetica, in ballo ci sono piedi e caviglie, da tenere al riparo da storte e slogature!
Tornando verso casa, facciamo tappa alla Konditorei-Pasticceria Dorigo; visto che anche oggi siamo saliti e ridiscesi integri e contenti, ci pare logico festeggiare col dolce, dopo cena. La cena, come da una settimana a questa parte, è la parte più bella della giornata: solitamente non oltre le 6:45 (la fame si trasforma, a 1600 mt e a scarpinare per monti!) e bella ricca!

Ah, rispetto al 2006, stesso posto stesso periodo, abbiamo un tempo meraviglioso, ma sshhh, non lo diciamo troppo forte!


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TRENTINO 2009

lunedì 31 agosto 2009

CRONACHE DI VACANZE - 7

14 agosto 2009
Oggi giornata collettiva, insieme a mio cugino e la sua famiglia. Mulini e seggiovia, polenta e formaggio fuso, salsicce e radler; tutto a portata di bambini, che erano i 3/9 di oggi. Abbiamo così mangiato “con le gambe sotto un tavolo”, come ci aveva predetto il cugino. Una giornata diversa, ma anche molto riposante, per noi, che nei giorni scorsi ci siamo ammazzati di trekking, per sfruttare il sole continuo di questi giorni, sperando che regga fino alla fine: abbiamo ancora programmi in testa!
In serata andiamo a Corvara a vedere il Sassongher, dove andremo domani, illuminato dai bengala durante il concerto della banda Corvara-Colfosco. I fuochi d’artificio seguenti sono bellissimi, con come eco il tipico boato delle montagne. Ogni volta sembra che sia esplosa una bomba. Chissà com’era sentire le vere esplosioni belliche che durante la Grande Guerra hanno dilaniato questi posti. Da panico, di certo!

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TRENTINO 2009

domenica 30 agosto 2009

CRONACHE DI VACANZE - 6

13 agosto 2009
Oggi ferrate Gran Cir e Piccolo Cir, nel Parco Naturale del Puez e davanti al massiccio del Sella. Tutto il giorno al sole, metà della giornata attaccati al cavo metallico e con l’imbragatura addosso. Il Gran Cir è il primo che affrontiamo e si riconferma una scalata facilissima, molto adatta per imparare a destreggiarsi con moschettoni e cavo fisso. Il Piccolo Cir, porco cane, è invece esposto e complicato, ripido e, anche se breve, decisamente impegnativo. Bellissimo, però! Non me lo ricordavo così! Ripercorrendola 20 anni dopo la prima volta, salendo mi domando come facevo, con gambe di bambina di 10 anni, a passare in certi tratti, dove la falcata deve per forza essere ampia e “muscolosa”. Ma sono salita e ridiscesa, quei 20 anni fa, per cui in qualche benedetto modo avrò fatto! Il maritopreferito, neofita in questa ferrata, si è detto alquanto soddisfatto della giornata; la spalla ha retto e anzi, non si è quasi fatta sentire.
Torniamo a casa e ci godiamo a piena bocca due belle radler fatte in casa, con birra e lemon soda comprate al supermercato per un totale di 1,90€ alla faccia dei bar dei rifugi che, la stessa, la rifilano per 5,50 €!!!
Dopo tre giorni di movimento gambe costante, siamo contenti di vedere domani i miei cugini, in vacanza anche loro a pochi chilometri da qui, e approfittare per riposarci e, perché no, far muovere un po’ lo stomaco con qualche piatto tirolese!

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TRENTINO 2009

sabato 29 agosto 2009

CRONACHE DI VACANZE - 5

11 agosto 2009
Ore 22:40

Stiamo giocando a Scala 40. Dopo 20 partite spalmate su quattro sere, la quipresente ne ha vinte la bellezza di due. Il torneo procede decisamente a favore del maritopreferito che, mischiando le carte, poco fa ha detto “…un po’ sono anche bravo!” della serie: se sei una scarpa a giocare a carte mi dispiace, anche se non è colpa tua!” Grazie! Davanti alla mia poco terrorizzante minaccia di giocare fino a quando non ne vinco una, se n’è uscito ancora più umiliante dicendo “…ah, vuoi giocare fino a domani mattina?” Mah, dico!

12 agosto 2009
Ore 07.30

Giornata radiosa, come e meglio di ieri. Oggi faremo una gita prettamente panoramica, tutta davanti alla Regina delle Dolomiti che, se il meteo non ci ingannerà, sarà bellissima! Saremo con la zia e alcuni suoi amici…e mentre aspetto di fare colazione, guardo fuori dalla finestra e vedo questo panorama. Verrebbe da fotografarlo continuamente, ad ogni ora, con ogni cambio di luce e soprattutto adesso, che è baciato frontalmente dal nuovo sole.

Ore 21
La giornata è stata decisamente mozzafiato: 7 ore davanti alla Marmolada inondata costantemente dal sole, non è proprio una cosa che capita tutti i giorni. Panini mangiati alle tavole del rifugio Viel del Pan, su una terrazza DAVANTI alla Regina. Eravamo vicinissimi alle zone di combattimento tra Italia e Impero Asburgico durante la I Guerra Mondiale; alcuni del gruppo, infatti, sono stati sulla ferrata “delle Trincee” cosiddetta. Io l’ho fatta 20 anni or sono e non sapendo come avrebbe risposto la spalla cileccata del maritopreferito nel pezzo iniziale (dove si sale solo con la forza delle braccia) abbiamo rinunciato, per non rovinarci, eventualmente, tutta la vacanza e deciso di dedicarci al pascolo nelle baite!

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TRENTINO 2009

mercoledì 26 agosto 2009

CRONACHE DI VACANZE - 4

11 agosto 2009

La giornata di oggi è stata la migliore, fino a d ora, a livello meteorologico. Mi sono svegliata alle 6 grazie alla quantità d’acqua bevuta ieri sera e, dopo aver visto…che fuori non si vedeva niente dalla nebbia che c’era, me ne sono tornata a dormire senza preoccuparmi troppo della giornata in arrivo e del nostro programma trekkiniano a rischio annullamento! A certe ore riesco a male pena a guardare dove mettere i piedi senza sbattere contro muri e porte! Alle 8, invece, il maritopreferito mi ha svegliata dicendo “c’è un sole splendido!” e così ci siamo preparati per il nostro giro nella zona delle 5 Torri. La gita, con partenza dal passo Falzarego e meta il rifugio Nuvolau (2575 mt) non è particolarmente impegnativa dal punto di vista fisico, quanto splendida per il panorama che offre: Tofana di Rozes, Marmolada, Monte Cristallo, Civetta, Punta dell’Uomo, Sassongher, tutto il massiccio del Sella e il Catinaccio, sopra la Val di Fassa. Uno spettacolo! Oggi, poi, ho subito il fascino della Tofana: l’abbiamo ammirata da varie angolazioni, con tutti i tipi di luce e sempre, sempre, era una bellezza della natura e un vetta (3225 mt) da togliere il fiato!

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TRENTINO 2009

martedì 25 agosto 2009

CRONACHE DI VACANZE - 3

10 agosto 2009
Ore 14.50


Dopo una mattina di pioggia a intermittenza e un dopo pranzo di studio delle cartine per la gita di domani, il sole è uscito tra le nuvole. Decidiamo di andare alle cascate del Pisciadù, passeggiata già fatta ma “tanto per sgranchirsi”, non sapendo nemmeno se e per quanto il tempo reggerà. Il maritopreferito deve collaudare gli scarponi nuovi, regalo di compleanno della quipresente, e quale migliore occasione se non una passeggiata di un paio d’ore? Pronti, via! Andiamo!
C'è la solita piccola folla che si dirige verso la radura che precede la leggerissiima salita alle cascate; che poi di cascata ce n'è una sola: perchè allora la chiamano cascate? Boh!
Da là, alzando lo sguardo, si vede benissimo la Torre Exner, dove c'è la famosissima Ferrata Tridentina ed è un continuo guardare con binocolo e zoom della digitale, per scoprire quanta gente c'è e a che punto della scalata si trova...
E' qui inizia a prendere forma in noi la voglia irrefrenabile di tornare lassù, appesi al cavo, con solo la voglia di arrivare in cima e, guardandosi indietro, vedere l'Alta BAdia da tutt'altra prospettiva. Mentre camminiamo ne parliamo e decidiamo che, tempo permettendo, prima del 22 violeremo nuovamente la Exner. Non si può non vlerlo fare, vivendoci davanti per due settimane e camminandoci sotto come stiamo facendo adesso!

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TRENTINO 2009

lunedì 24 agosto 2009

CRONACHE DI VACANZE - 2

8 agosto 2009
Ore 08.20


Partiamo da Baselga di Pinè sotto la pioggia. L’aria è fresca, 17°C ed è un fresco che si gode. L’idea di pernottare da Clara e Giovanni per questa notte è stata molto buona. Oltre a farci risparmiare “un viaggio di quelli” oggi, ci ha permesso di stare insieme e di conoscere Miryam, la loro seconda figlia, nata due mesi fa.

Ore 11.05

Passo Fedaia
Troviamo una Marmolada con più ghiaccio del 2006; il laghetto ai piedi della Regina delle Dolomiti è pieno, come lo avevo visto solo negli anni ’90, al tempo delle vacanze di famiglia in Val di Fassa. Una bella notizia! Discendiamo a Caprile a salutare amici di Imola lì per vacanze e dopo aver pranzato insieme, ripartiamo verso Colfosco. La strada è tutta una curva ma nonostante la pancia piena reggiamo meravigliosamente alle sollecitazioni. In brevissimo tempo arriviamo al passo Campolongo e da lì discendiamo a Colfosco attraverso Corvara. Il Sassongher ha la testa tra le nuvole ma non ci spaventiamo più di tanto. Arriviamo a casa ed è una piacevole sorpresa vedere che la signora Alma, la padrona, si ricorda perfettamente di noi, di mio fratello e della sua famiglia, dei miei genitori nel 2006. Memoria eccezionale, visto che “altra gente” l’avrà certamente vista in questi tre anni, tra vacanzieri estivi ed invernali! Ci domanda di tutti con curiosità e gentilezza: è un vero piacere un benvenuto di questo tipo! Ci porta all’appartamento e con sorpresa vediamo che è quello –dei due da due posti- che speravamo di avere: accanto a quello del 2006, con vista diretta sul Sella e con la mitica Tridentina visibile anche stando in letto! Che spettacolo!
Telefoniamo ad Andrea e Letizia, a Scalea in campeggio col camper e sentiamo descrizioni di temperature bollenti, ombra (agognata) che si sposta troppo in fretta, mentre noi siamo qui a 1635 metri, a 16°C, con calze, maniche lunghe, tute e finestre chiuse. Stanotte ci aspetta una dormitona nel letto “alla teteska”, dove nel lettone ognuno ha il suo piumino: così per due settimane il maritopreferito non potrà dire che durante la notte e i miei numerosi giri avvolta nella coperte, lo scopro!


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TRENTINO 2009

domenica 23 agosto 2009

CRONACHE DI VACANZE - 1

7 agosto 2009
Ore 05.25

partiti alle 4.39. siamo già sulla statale E45. la sveglia delle 3.15 non si è dimostrata molto sconvolgente anche se sento arrivare l’abbiocco. Alle 2.30 moto di folli da fustigare a sangue sembravano facessero le gare in strada, stanotte…non gli ho voluto molto bene, devo ammetterlo! sta sorgendo il sole alla nostra destra, la giornata si annuncia radiosa!

Ore 09.03 verso Comacchio
C’è il sole ed io ho dormito per gran parte del viaggio fino ad ora. Intorpidimento profondo che esclude dai timpani tutto, anche la musica dell’autoradio. La sveglia di questa mattina sta sortendo i suoi effetti ed era prevedibilissimo su di me, che se non dormo almeno 8 ore a notte, sto male!

Ore 12.15 Bassano del Grappa
Finalmente iniziamo a intravedere segni ineluttabili di Trentino: asfalto color ruggine, rilievi ricoperti di vegetazione ma con decise virate al montuoso, colori dolomitici laddove la verticalità dei rilievi impedisce alla vegetazione di crescere…

Ore 14.50 Baselga di Pinè
Stiamo arrivando da Clara e Giovanni e per oggi fermeremo qui i le ruote, tappa amicale e tattica, per trovarci domani avanti con i chilometri e poche ore davanti per raggiungere la nostra meta!


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TRENTINO 2009

martedì 4 agosto 2009

TUTTO INSIEME A -3

lavatrice in palla, più o meno sistemata dal tecnico anche se è meglio chiamare un buon idraulico, c'è qualcosa nello scarico del muro.
risveglio alle 5 e mezza per fitte dolorosissime alla schiena: la finestra aperta mi ha portato frescura, stanotte, ma anche un bel colpo d'aria alla schiena, e ora son qui che se respiro profondo mi blocco.
panni da stirare che, non si sa come, hanno raddoppiato il loro volume nel giro di una notte e che devono essere stirati entro domani.
ughia dell'alluce sinistro mezza rotta da una zampata del maritopreferito, ma stare in infradito sia in casa che fuori non rende l'idea dei danni apportati; devo trovare da qualche parte il coraggio di provare gli scarponi da trekking...
il tutto a 3 giorni dalla partenza.

al ritorno, mi servirà una lavatrice efficente per non far la parte della lavandaia e soprattutto della strizzatrice, per di più visto che i panni non saranno proprio parei e costumi...
mi piacerebbe avere la schiena integra entro venerdì: 600 km d'asfalto non sapendo come stare seduta sul sedile, non si figurano molto allettanti in queste condizioni.
il male alla schiena preclude la forza di stare impalata a stirare, al momento non ne ho eppure è uno sporco lavoro -stavolta per davvero- e qualcuno dovrà pur farlo.
non riuscire a sopportare gli scarponi per un'unghia mezza rotta e, quindi, non poter trekkinare, sarebbe un buonissimo motivo per imbestialirsi...voglio aspettare di vedersi concretizzare questa eventualità, intanto però tentenno all'idea della prova scarpone...

ce la faremo a risolvere tutto da qui a giovedì sera?

sabato 1 agosto 2009

...ED ECCO AGOSTO

inizio del mese di ferie per il maritopreferito (continuazione delle mie iniziate il 30 gennaio). qualche amico e qualche parente è già là, partito oggi per arrivare nei pressi di dove anche noi saremo tra una settimana. da domani inizierà il filo diretto per l'aggiornamento del bollettino meteo. una settimana. mi sembra lontana anni luce adesso che è più vicina che mai e al pensiero che dobbiamo stare in questa città-forno ancora per 7 giorni, sudo. cercheremo refrigerio sulle sabbiose coste laziali, nel frattempo, ma a intermittenza, per cui un po' di caldo lo prenderemo. per adesso ci limitiamo, come è stato fatto nei giorni precedenti, a muoverci il meno possibile in casa durante il giorno, a fare quello che c'è da fare in mattinata e a respirare a diciamo mezzi polmoni la sera, con magari una grattachecca o un gelato in mano. stasera le quotazioni di noi in gelateria, col naso incollato al vetro a scegliere i gusti, sono alte.
intanto, ora mentre scrivo, il maritopreferito ha convocato un briefing per fare il punto sul giorno della partenza: orario di accensione motori, gestione vettovaglie e generi di conforto, assetto auto e pianificazione percorso. come sempre lui alla guida per i primi n chilometri, quando io sarò ancora con la testa sul cuscino ma non in letto, ed io, dopo n chiometri+n, in veste di II pilota e, comunque, responsabile generale della gestione dell'autoradio, con consegna speciale per la scelta dei cd di cui dotare il mezzo...
sembra un'organizzazione da US Army in partenza per l'Iraq...

martedì 28 luglio 2009

CHE FATICA!

Fregene, oggi, ore 14.30

sono al mare, gambe al sole e il resto all'ombra, nel momento clou della giornata. nello stabilimento oggi c'è la calma da villaggio turistico per famiglie quando i bambini dormono, l'unico rumore è quello delle onde del mare, unito al tintinnio metallico delle cime che sbattono sugli alberi delle piccole barche a vela tirate a riva. rumori che ninnano la mente, infatti suocero e suocera sembrano esser già stati intrappolati dalla morsa del sonno estivo sul lettino. ombrellone, tettuccio a far ombra sul viso, panza all'aria e il gioco è fatto!
là il mare calmo brilla per il sole quasi perpendicolare ma il venticello fa la sua porca parte e si sta che è una meraviglia! ho compassione per chi è rimasto in città e ora starà sicuramente boccheggiando...stato in cui anche noi, fino a ieri, ci trovavamo e dove torneremo già da questa sera. quella di oggi è una parentesi di 24 ore.
improvvisamente una canzone di Giusi Ferreri: non è una suoneria di cellulare, deve proprio essere una radiolina ed io non ne sono per niente contenta: ci sono poche voci, nell'universo vocale italiano, che mi urtano come la sua. non ci posso fare niente, non la sopporto e basta. a parte questo, sto proprio bene: la fatica maggiore è muovere la mano per scrivere sul taccuino, spostare le pupille per seguire la penna sul foglio quadrettato, pensare e passare su carta i pensieri.
che vita ragazzi!

giovedì 23 luglio 2009

TILT


il caldo mi manda in tilt. mi si ferma l'attività cerebrale, i pensieri si incollano, affondano nella materia grigia che per l'occasione è diventata vischiosa come catrame dell'ultimo piano di un palazzo a mezzogiorno. non riesco a vedere attorno a me, a cogliere dettagli evidenti che mi circondano, nemmeno le persone: mi passano vicino e non le vedo. le sento solo se mi scontrano e il loro calore si mischia col mio per un secondo. allora sì: le vedo e mi scosto, lascio libera il prima possibile la pelle da occlusioni. ho poca forza di parlare, rasento i muri per camminare senza sole addosso. aspetto il semaforo verde posizionata sotto il palo d'ombra proiettato dal palo vero del semaforo. passo vicino a giardini sotto l'effetto dell'impianto di irrigazione e vorrei scavalcare muri, muretti e cancelli per buttarmici sotto. vestita di tutto punto, che magari il fresco dura più a lungo, poi. boccheggio camminando e cammino boccheggiando, aspettando solo il momento in cui, arrivando in una casa che sembra fresca, mi potrò trogliere i vestiti, bagnarmi con acqua e bere. anche il lino puro al 100% dà fastidio, in questi torridi giorni di estate romana. neanche l'aria condizionata aiuta. anzi, peggiora. salgo sul treno e dopo la botta al cuore, vivo. il tempo di rimettersi a vivere, però, e la fermata è lì, è la prossima. scendo e ancora prima di essere fuori dall'androne della stazione, un'ondata di calore mi investe, lasciandomi senza fiato e così, nel giro di un secondo, passo dal mondo secco e asettico dell'air conditioning, all'appicicoso, polveroso, pieno di umanità e snervante caldo di città.

sabato 18 luglio 2009

NELLA DONNA C'E' UN DIFETTO....

mi è arrivato per le mani nel fluttuare della rete....

Quando Dio creò la donna era già al suo sesto giorno di lavoro facendo pure gli straordinari.
Apparve un angelo e gli chiese:”Come mai ci metti tanto con questa?”
E il Signore rispose: “Hai visto il mio Progetto per lei?”
Deve essere completamente lavabile, però non deve essere di plastica, avere più di 200 parti muovibili ed essere capace di funzionare con una dieta di qualsiasi cosa avanzi, avere un grembo che possa accogliere quattro bimbi contemporaneamente, avere un bacio che possa curare da un ginocchio sbucciato ad un cuore spezzato e lo farà tutto con solamente due mani.”
L’angelo si meravigliò dei requisiti.
“Solamente due mani….Impossibile!
E questo è solamente il modello base?
E’ troppo lavoro per un giorno….Aspetta fino a domani per terminarla.”
“No lo farò!” protestò il signore. “Sono tanto vicino a terminare questa creazione che ci sto mettendo tutto il mio cuore…
Ella si cura da sola quando è ammalata e può lavorare 18 ore al giorno.”
L’angelo si avvicinò di più e toccò la donna.
“Però l’hai fatta così delicata, Signore”
“E’ delicata, ribatté Dio, però l’ho fatta anche robusta. Non Hai idea di quello che è capace di sopportare o ottenere”
“Sarà capace di pensare?” chiese l’angelo.
Dio rispose:
“Non solo sarà capace di pensare ma pure di ragionare e di trattare”
L’angelo allora notò qualcosa e allungando la mano toccò la guancia della donna…
“Signore, pare che questo modello abbia una perdita…”

“Ti avevo detto che stavo cercando di mettere in lei moltissime cose…
non c’è nessuna perdita… è una lacrima” lo corresse il Signore.
A che cosa serve una lacrima?” chiese l’angelo.
E Dio disse:
“Le lacrime sono il suo modo di esprimere la sua gioia, la sua pena, il suo disinganno, il suo amore, la sua solitudine, la sua sofferenza, e il suo orgoglio.”
Ciò impressionò molto l’angelo “Sei un genio, Signore, hai pensato a tutto. La donna è veramente meravigliosa”
Lo è!
Le donne hanno delle energie che meravigliano gli uomini.
Affrontano difficoltà, reggono gravi pesi, però hanno felicità, amore e gioia.
Sorridono quando vorrebbero gridare, cantano quando vorrebbero piangere, piangono quando sono felici e ridono quando sono nervose.
Lottano per ciò in cui credono.
Si ribellano all’ingiustizia.
Non accettano un “no” per risposta quando credono che ci sia una soluzione migliore.
Si privano per mantenere in piedi la famiglia.
Vanno dal medico con un’amica timorosa.
Amano incondizionatamente.
Piangono quando i loro figli hanno successo e si rallegrano per le fortune dei loro amici.
Sono felici quando sentono parlare di un battesimo o un matrimonio.
Il loro cuore si spezza quando muore un’ amica.
Soffrono per la perdita di una persona cara.
Senza dubbio sono forti quando pensano di non avere più energie.
Sanno che un bacio e un abbraccio possono aiutare a curare un cuore spezzato.

Non ci sono dubbi però… nella donna c’è un difetto:
Ed è che si dimentica quanto vale.

+35 *** A VOLTE RITORNANO *** STEPHEN KING (o della fine del trentacinquesimo libro nel 2017)

l'ho già detto e lo ridico, sono ripetitiva e lo so ma non posso che esserlo, quando si parla di King, Stephen. è un maestro della lett...