giovedì 31 luglio 2008

SERVIZIO COMPLETO

Girando per YouTube mi è capitato sott'occhio questo pezzo di film...che è comico da morire!
Contano di più le immagini che le parole fuori campo...

sabato 26 luglio 2008

DEI PELI DELLE DONNE


Non so cosa abbiano da dire le lettrici femmine a riguardo, ma la mia modestissima opinione è che i peli non sono una delle tante rogne con cui devono combattere le donne del XXI secolo, sono LA rogna.
Vuoi mettere il ciclo, a confronto? Robetta da niente. Sì, ok, ti girano nei tre giorni precedenti, sei piegata in due se soffri di dismenorrea e che ti piaccia o no te la tieni e ci convivi, impasticcandoti per tre gironi al mese; non puoi fare il bagno d'estate e a meno che tu non vada in spiaggia x quei giorni, ti presenti al sole dotata di pantalancino della serie per chi non l'avesse capito c'ho il ciclo; se lavori in un uffico ti va anche bene, perchè hai il bagno lì e quando serve prendi e vai, ma se x disgrazia sei in giro, sei costretta a vedere i bagni di tutti i bar che incontri per la strada; ogni tanto nei supermercati vai al reparto igiene della persona e fai la scorta di assorbenti, se in offerta ancora meglio, in quei pacchi da 40+4, che tanto non scadono e che prima o poi userai.
Rotture di scatole, è vero, ma come vengono passano, arrivano solo a un certo punto della tua vita di adolescente e dopo averti fracassata per 40 anni, vanno in pensione (loro certamente, io se continuo così mi sa che non ci andrò mai, ma questo è un altro capitolo!), poi, e scusate se è poco, hanno la meravigliosa dote di permetterti di diventare madre, il che di solito è una motivazione sufficiente per portarti ad accettarle così come sono. E alla fine ci convivi. Sono il tuo calendario, ti accorgi dei mesi che passano perchè loro tornano, non per altro.

Ma i peli, quegli stamaledetti, inutili, odiosi, che Dio li stramaledica abitanti coatti delle tue gambe, sono una gatta da pelare -in tutti i sensi- non da poco!
Arrivano a una certa e, così c'è chi mi dice, se sei fortunata se ne vanno con la menopausa. Ma in 40 anni di alloggio su di te, non è che vanno e vengono, come il loro vicino di casa ciclo: restano lì e anzi si dilettano a crescere e moltiplicarsi come nel giardino dell'Eden. E tu lì, a strappare, tagliare, scorticare, stramaledire. Per cosa? Per belle gambe, certo, ma che restano lisce per 10 giorni, dopo di che gli stramaledetti mandano avanti le nuove leve, che nel giro di altri 10 giorni ti fanno dimenticare, per qualche ora, tutto il bello dell'essere donna.
Giuro, giuro che se Marco diventa Generale di Corpo d'Armata vado a farmi l'elettrocoagulazione e al diavolo, così mi libererò una volta per tutte di questa menata costante. Facendo due calcoli, però, arriverebbe a quel grado quando ormai sarò in menopausa e magari se ne saranno andati da soli...manco il tempo di godersi gambe da urlo nell'età adeguata... Vabbè, continuerò a lottare e dichiarare guerra al pelo superfluo! Prima o poi vincerò io!

lunedì 21 luglio 2008

SDEGNO E VERGOGNA

Fino ad oggi mi sono trattenuta da quanto ci tocca vedere/sentire/subire da parte dei politici italiani. Oggi però non riesco a star zitta.
L'ultima in fatto di squallore e vergogna viene, e non è la prima volta, niente meno che da un ministro della Repubblica. Mi rendo conto che col presidente del consiglio che ci ritroviamo, è dura disporre di ministri intelligenti e acculturati -sebbene questi dovrebbero essere i requisiti minimi per essere eletti dal popolo sovrano- ma il fatto che quanto detto dal ministro delle riforme Umberto Bossi passi come una caratteristica goliardica del suo carattere, fa per lo meno riflettere. Fa vergognare di averlo a Montecitorio, ma questo è un ltro paio di maniche.

Sappiamo del dito fatto dal suddetto parlando dell'inno nazionale, ma non mi pare ci si sia accorti del fatto che il ministro dimostra TOTALE IGNORANZA circa il vero significato delle parole che vanno a comporre l'inno.
Si tratta di conoscere il significato del testo attraverso lettura e comprensione, semplici manovre insegnate già alle elementari, il che fa pensare a tante opzioni possibili, tra cui che il ministro non legga e/o non comprenda.
Costui dice basta alla schiavitù di Roma, pensando che si parli dell'Italia schiava di Roma. Non è proprio così, solo che lui gioca sul fatto che molti italiani ignorano come lui il vero significato dell'Inno...
Vediamo un po'...

Fratelli d'Italia
L'Italia s'è desta,
Dell'elmo di Scipio
S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.


Il sito del Quirinale parla chiaramente, è semplice, sembra un professore di italiano delle medie, che passeggia per la classe con il libro di antologia in mano spiegando ai suoi alunni:

"La cultura di Mameli è classica e forte è il richiamo alla romanità. È di Scipione l'Africano, il vincitore di Zama, l'elmo che indossa l'Italia pronta alla guerra.
La Vittoria si offre alla nuova Italia e a Roma, di cui la dea fu schiava per volere divino. La Patria chiama alle armi: la coorte, infatti, era la decima parte della legione romana"
.

Già che ci siamo, veniamo a sapere che ci si stringe a coorte, parte della legione romana, e non a corte di un qualche re, come comunemente, anche grazie all'insegnamento degli azzurri schierati in campo pronti a giocare, siamo soliti pensare.

Mi fermo qui.
Capire, sapere, pensare e riflettere è più facile di quanto sembri.
Un valido aiuto può venire, oltre che dalla propria curiosità, da internet. Qui tutto resta, tutto si trova, e non viene praticamente sottoposto a censura . Ed è più importante che siano non censurate performance di inciviltà come quelle dei politici italiani, che mostrano veramente quello che sono, piuttosto che film porno. Lì, nel film porno, il messaggio è chiaro e l'obiettivo che ci si prefigge si raggiunge; quando invece ad essere censurate sono azioni e frasi dei politici, la situazione si fa grave.
Avevo detto che mi fermavo.
Ora mi fermo veramente o è peggio per me...

venerdì 18 luglio 2008

BEN SVEGLIATA

Stamattina sveglia alle 5. Fatto tutto quello che dovevamo e alle 9,40 davanti a noi un lungo venerdì.
Tornati a casa abbiamo sbrigato le pratiche di pranzo&Co, poi alle 16.15 vado sul letto, con Repubblica in mano che riesco a reggere per cinque minuti, dopo di che vengo presa dal sonno sfrenato e poso il giornale, mi riposo un pochino, penso. Non sono quella che dorme a queste ore.
Risltato: sveglia alle 18,30 -pochi minuti fa- con un'unico desiderio e necessità: perpetuare l'abbraccio di Morfeo fino a domattina, addormentardomi e svegliandomi quasi dieci volte mentre lo pensavo e cercavo anche di ricordarmi che giorno fosse e se davvero, sul serio, domani mi dovrò alzare e andare a lavorare. Ed ho dovuto convenire che è proprio così.
Poi ho deciso che sarebbe stato meglio alzarsi, preparare la cena x tornare il prima possibile a nanna.
In sala, lungo sul divano, ho trovato Marco, intento nella lettura di Gomorra, una parte del mio regalo per il suo compleanno...
Siamo entrambi in trance, lui ha visto a momenti Don Matteo, per cui deduce di aver dormito...ma dopo stamattina sarà in malattia 2 settimane, che attaccate alla licenza a partire dall'1 agosto...oh yes, ladies and gentleman, un mese e mezzo senza lavoro!!!!
Beato lui!

giovedì 17 luglio 2008

SENZA TITOLO!

Ho la mente in confusione. Come qualche giorno fa non avevo altro che idee spumeggianti in testa ed ogni minuto passato lontano dalla tastiera mi sembrava tempo sprecato (ho dato inizio al mio progetto, lo confesso!), adesso le idee per il progetto permangono, mentre quelle per il mio diario digitale sembrano scarseggiare. (Premetto ciò per esonerarmi da proteste che non sentirò e che baleneranno nella testa di chi mi legge ora per rimbalzare sullo schermo del pc, magari ultra piatto:0).
Inoltre nei giorni scorsi ho vissuto varie prime volte al lavoro: premi produzione, riunioni di team building...e continuerò a breve, andando a lavorare anche dopodomani, sabato. Non so quale sarà la ricompensa, non so di che natura. Nel mio stato contrattuale, non potevo tirarmi indietro alla richiesta arrivata dai piani alti, comunque saremo là, in quattro, a salvare la patria americana che mensilmente ci fa riempire la dispensa!
Non salto all'idea (chi salterebbe?) e non tanto per la rinuncia al sabato come giornata libera dall'andare in ufficio, scadenzata da ritmi e momenti ciclici che puntualmente constato, quanto per il fatto che alla mente confusa di prima, si aggiunge anche una stanchezza fisica non da poco, per cui mi ridurrò a godere dell'abbraccio del copriletto (=dormire) solo domenica.
Oggi però, al limite del limite temporale richiesto al capo, ho ricevuto la bella notizia che dal 15 al 31 agosto sono libera, free, in vacanza. Così potrò fare compagnia a mio marito (in licenza obbligata dall'1 al 31, povero lui!!!) e dedicarmi alla tintarella...!
Manca ancora un mese tondo rotondo a quel momento, ma passerà velocemente, dopo di che la mia visione della vita sarà più o meno questa:
Pazienza!

giovedì 10 luglio 2008

MI SENTO COME QUANDO ERO A DUBLINO

Mi sento come quando ero a Dublino a studiare inglese, 12 anni or sono. Partivo giusto a fine luglio del 1996. Che bella vacanza; tanto studio, (il mio inglese fece un tale salto di qualità che la proffe, il settembre successivo, in classe, mi domandò se ero stata in qualche paese anglofono a perfezionare la lingua!) ma anche una vacanza vera e propria. Tanta gente conosciuta, da tutta Italia e un po' d'Europa. Con qualcuno siamo rimasti legati; addirittura con una di queste ci siamo testimoniate a vicenda per le nozze e siamo in costante contatto. Clara. Un nome che mi riflette, visto che significa comunque Chiara...
Quante ce ne siamo dette e soprattutto scritte con la Cla. Tra l'altro la suddetta abita a Trento, la città dove mi trasferirei -dopo Genova- se fossi obbligata a lasciare Roma per un'altra città.
Ma, dicevo, mi sento come quando ero a Dublino...e perchè? Non per i prati verdi e sconfinati che mi sono tornati alla mente come a Bridget qualche giorno fa o perchè una mia amica prof adesso è là coi suoi studenti, bensì perchè ho una fame inspiegabile da circa un'ora. E può anche starci, se non fosse che adesso sono le 18.44 e un'ora fa le 17.44... e mi sembra di essere in Irlanda perchè arrivavo a queste ore con la fame che mi attanagliava, che mi prendeva a schiaffi, che si prendeva gioco di me dalle 2 di pomeriggio -dopo aver mangiato due tramezzini striminziti e bevuto un succo, il mitico packet lunch- e che fino a quando non mettevo qualcosa nella panza non si calmava.
Ma con colazione alle 7, il pranzo -ridicolo- alle 13 che sarebbe stato come dare un cioccolatino ad un cavallo, ci stava tutta arrivare alle 18, l'ora di cena, tipo lupo famelico. Una cena del genere veniva poi per forza di cose sostenuta da patatine del Mac prima di prendere l'ultimo degli ultimi autobus per tornare a casa, una volta usciti dal pub...
Scrivo tutto questo così come mi è sovvenuto alla mente, nel giro di pochi secondi...e andrei avanti se non fosse che nel frattempo...è pronta la cena!!!!!!
Adieu

sabato 5 luglio 2008

QUANTO MI PASSA PER LA CABEZA


Sono seduta al mio posto preferito della casa dopo il letto, ovvero al tavolo, davanti al pc.
Ho finito da poco di inviare CV on line; chissà se risponderà qualcuno, chissà in che modo.
Non abbiamo ancora una scrivania dedicata ad ospitare il pc, con Marco ci ripetiamo spesso di guardarci attorno, prendere misure definitive, ma poi ce ne dimentichiamo e passa tutto. In fin dei conti il pc sta anche qui, sul tavolo, il suo posto è uno qualsiasi; d’altro canto la sua prerogativa di portatile lo rende adattabile a qualsivoglia superficie più o meno liscia e stabile. E’ stato per mesi sul bracciolo rigido del divano…
Fuori è sabato pomeriggio di inizio luglio. Mi immagino le spiagge del litorale romano, di tutta Italia.
Mi immagino Maria Stella e i suoi genitori (mio fratello e sua moglie) a Sabaudia, col camper.
Me la immagino fra le onde, probabilmente con un salvagente a ochetta intorno alla vita, i suoi genitori che ridendo la portano in giro sul pelo dell’acqua e lei che ride contenta. E’ raro vedere mia nipote non sorridente. Giusto quando si sveglia, quando ha la febbre e magari è intontita dalla tachipirina…altrimenti ride sempre. Anche quando cade, ride, si rialza e solitamente esclama, uh, che botta, come le ha insegnato suo nonno, mio padre.
E’ per me ora, ovviamente, la bambina più bella, simpatica, tenera del mondo…
Quello che è bello, è che ha già rapporti personali con la cerchia dei parenti. Sa come comportarsi con questo, con quello… Beh, ha anche 2 anni e 8 mesi, credo rientri nelle sue capacità acquisite di infante!
Ha un amore incondizionato per i suoi genitori, ma devo dire la verità, stravede per lo zio Marco, che fino a quando non aveva ancora scoperto la lettera r come parte dell'alfabeto italiano, chiamava zio Macco. E lo zio Marco non è da meno nei suoi confronti. Dice che ha una moglie e una fidanzata, la prima della quale è consenziente e felice della presenza della seconda!

Mentre scrivo ascolto un po’ di musica acquisita dalla chiavetta 4.0 GB di un collega ieri in ufficio; uno scambio equo di file MP3. Musica anni ’80, che mi riporta con la memoria indietro di qualche anno, quando facevo le scuole elementari e gli Europe cantavano The final countdown.
Roba da mesozoico…

giovedì 3 luglio 2008

UNA TROTTOLA...

Questo sento di essere in questi giorni.
Non faccio molto di più del solito, resto sempre nella media della mia quotidianità, ma la sensazione di non riuscire a fare tutto quello che vorrei mi fa credere che o faccio più del solito oppure, cosa probabile, sono stanca e arrivo a meno obiettivi di quelli che mi prefiggo.
Uno tra i tanti esempi è che ho un sacco di idee per la testa, cose da scrivere qua sopra o su un foglio word, ma non ho il tempo concreto x farlo.
Ma voglio mettere nero su bianco tre cose stasera.

Mi sto guardando attorno, mi serve un lavoro che sia Lavoro, che abbia un Contratto e Quant altro, per cui giro per la rete per quello, piuttosto che x blog...motivo nobilisso, quindi, il non passare a trovare i miei colleghi abiutali di rete...
Non vogliatemene, saprò farmi perdonare!

Due amici, lettori fedeli, Monica e Francesco, si sono sposati sabato scorso, 28 giugno, e non sono ancora riuscita a scrivere di loro. Ora sono in Brasile, tra i carioca, a vedere natura e cultura.
Provo sempre un leggero senso di invidia x chi si sposa -ora che anche io ho una promessa al dito- non x i due sposi (x loro provo sempre gioia!) quanto x la prospettiva del viaggio di nozze, di qualunque tipo e durata sia. Quel tempo insieme, in esclusiva, che ho vivo nella mente, che tanto si assapora quanto, secondo me, si è incontenibilmengte felici di essere con quella persona e non si vorrebbe essere altrove.
Mi farò raccontare via mail la loro gioia, la loro euforia e le cascate di Iguazù, che per qualche tempo io e Marco abbiamo progettato di vedere dal vivo, in una luna di miele papabile in Patagonia con sconfinamento in Brasile.
Mi farò mandare una foto di loro sposi, raggianti. E' facile x me immaginarli tali; a marzo li ho visti e ho letto sui loro volti la gioia che già si portavano addosso al pensiero dell'inizio della loro famiglia, da lì a tre mesi.
Gioia non solo x il giorno del sì in se stesso ma per il pensiero dell'inizio di una vita da vivere insieme.
E' stato facile capirli, entrare sotto la loro pelle: io e Marco ci eravamo passati pochi mesi prima.

Domenica riusciremo finalmente, lo devo dire, ad andare a trovare i due sposi del 24 maggio, Angelo e Micol (veterani, rispetto a Francescoe Monica!). Lei, tra l'altro, collega di blog "a causa mia", così come io lo sono "a causa" di Berardo!
Per "colpa" dei nostri impegni finesettimanali, oltre che di lavoro di Marco, abbiamo rimandato per circa tre settimane...e va beh che loro hanno iniziato la trafila degli inviti dal primo fine settimana dopo il viaggio (sono stati bravissimi, noi abbiamo gente da invitare da 8 mesi!!!), ma ora è venuto il tempo di dire basta, andiamo o passerà troppo tempo!
Sono qui che non vedo l'ora di vederli nella loro casetta, alle prese con loro stessi...in senso buono, ovviamente!

Ed ora, giunge l'ora di cambiare attività. Tra una mezz'ora arriva il mio splendido marito; voglio accoglierlo in condizioni decenti e presentabili (il caldo umido di Roma di questi giorni ha la dote (?) di rendere sciatto chiunque si esponga alla sua aria vera (=non condizionata) anche per pochi minuti!), abbozzare la cena e bagnare i fiori sui balconi...

Dopo riprenderò la ricerca del lavoro della mia vita, che so che c'è... tutto sta a trovarlo o a definirlo meglio, nel qual caso sarebbe quello che già ho. Bene, se così fosse sarei riconoscente, ma con senbianze di Lavoro vero "riconoscerei" di più!

E questo è quanto per oggi.

+30 *** LA PICCOLA CASA DEI RICORDI PERDUTI *** HELEN POLLARD (o della fine del trentesimo libro nel 2017)

qualche ora fa avevo detto che sarei arrivata in fondo a questo romanzo da femmine e in effetti è successo e in tempi inaspettati.  nonosta...