sabato 26 gennaio 2008

ECCO PERCHE'.

Ci siamo arrivati.
Un'altra crisi di governo, un'altra batosta, un'altra dimostrazione di menefreghismo per il proprio Paese, l'ennesima prova di egoismo bastardo.
Sono amareggiata, delusa, schifata, arrabbiata, amareggiata, incazzata.
Stiamo correndo il grosso richio di tornare, a breve, ad essere la Repubblica delle banane. Ma almeno le banane fanno bene alla salute...
Se così succederà (speriamo di no, che Dio ci aiuti) ci aspettano tempi duri, tempi da mal di fegato e nausee quotidiane.

Mi sembra evidente cosa sia bianco e cosa nero, cosa trasparente e cosa no, in tutta questa faccenda.
Non tornaro i conti.
C'è qualcosa di più grande dietro quanto dato dal ministro come motivazione alla sfiducia al senato.
C'è dell'altro e di notevole peso, che va ben oltre la famiglia e la difesa ad oltranza della poltrona attaccata alle chiappe. Anche perchè, è evidente, se il ministro avesse voluto rimanere tale, si sarebbe dimesso il tempo delle indagini, dell'eventuale dichiarazione d'innocenza e basta, non avrebbe voltato le spalle a chi gli aveva dato la poltrona: avrebbe atteso con trepidazione di ri-posare le suddettte chiappe sulla suddetta poltrona.
Perchè, diciamocelo, lui di poltrone se ne intende.

E' chiaro: il ministro ha preferito altro. Altri poteri. Molto più forti di una poltrona e della preferenza data dai cittadini dentro una cabina elettorale.
Ha preferito se stesso e il suo futuro potere a cui assisteremo, aspettiamocelo, nascondendolo dietro un discorsino moralista di chi difende la famiglia e dice di scegliere in base ai suoi principi cristiani.

Complimenti. Bell'esempio. Bravo.

Mi fà schifo, come persona e come cristiano. Soprattutto come cristiano.
Mi andrò a confessare per quante gliene ho dette in questi giorni, pazienza, idee politiche divergenti, idee morali opposte.
Una cosa mi consola, ed è una cosa non da poco: anche per lui, come anche per me e per tutti, prima o poi verrà il giudizio divino, dinanzi al quale poltrone o potere potranno poco.

E allora sì che giustizia sarà fatta.

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