martedì 24 ottobre 2006

Moda e modi

Stamattina mi è capitato per le mani La Repubblica di ieri, 23 ottobre.
L’ho sfogliato, girando tra gli articoli.

Ne leggo uno che parla di moda. Tra le altre cose, si dice che il vero business degli stilisti non è la vendita di vestiti dai prezzi esorbitanti che si vedono sulle passerelle e (praticamente solo) indosso alle presentatrici tv, bensì borse e accessori in genere, inavvicinabili anche loro per delle tasche normali, ma molto più comprati dalla “gente comune”.
Mi colpisce la frase finale, che così recita:
“(…) Il vero punto – in questa stagione come nelle altre – è riuscire a vendere ai consumatori l’illusione che il segreto di una vita più scintillante, consona e da fiaba della propria, possa nascondersi in una borsa”.

Perché ci serve una vita “più scintillante, consona e da fiaba”?
Chi l’ha stabilito?

La vita delle persone normali deve essere…sarebbe bello se fosse sempre “scintillante, consona (a cosa, poi?) e da fiaba”, ovvero, secondo me, piena di gioia e serenità ma, e lo si vede, sempre così non è, altrimenti non sarebbe vita reale ma film…e allora perché fare di tutto, con degli accessori, poi, per renderla meravigliosa?
Non si vogliono accettare i normali andamenti sinusoidali della vita che, alternativamente, tutti siamo chiamati a vivere?
Ok, posso capirlo, perché non è nemmeno umano e normale cercare dolore e insoddisfazione, ma è possibile che lo si faccia cercando consolazione in una borsa o in una cintura firmati?

Cosa produce di così speciale e terapeutico nella mente della proprietaria, il portare portafoglio, agenda, chiavi, occhiali e fazzoletti in una borsa con su scritto Fendi, D&G, Louis Vuitton, Yves Saint Laurent, Cavalli, Armani, e non in una borsa normale, che sempre borsa è e sempre il suo lavoro di borsa fa?
Forse l’illusione di far parte di una certa cerchia di persone che hanno quella stessa borsa e che da fuori (sui giornali) appaiono come meravigliosamente in salute, belli, idratati, tonici, depilati, lucidi, famosi, lavati, stirati e sfondati di soldi (unica caratteristica forse realmente certificabile), che conducono, sempre apparentemente, una vita “scintillante, consona e da fiaba”?

Davvero una borsa firmata dà una percezione tale di se stessi?

Davvero se ho una borsa di uno di quelli di sopra, sono una persona felice e serena, per cui posso dire di avere una vita così come l’ho sempre desiderata?

Non c’è qualcosa di più emozionante al mondo, che comperare borse del valore di una stipendiata, quando il risultato che queste arrecano è comunque temporaneo, dal momento che tra qualche mese saranno “vecchie” e dovremo aggiornarci con stile e forma, o non ci piaceranno più e le vorremo/dovremo sostituire?

Evidentemente gli stilisti (e i commercianti in genere) propongono quanto viene loro richiesto…e se questo è quello che abbiamo, è perché è quello che vogliamo.

C’è un rischio, in tutto questo…o meglio, uno dei rischi che mi viene in mente (e che forse già si verifica) è che la borsa o la cintura firmata divengano metro di giudizio per il valore di una persona, così come la macchina o la moto che guida, i viaggi che fa, il telefono che usa, l’orologio che ha al polso, i posti che frequenta.

Nel pomeriggio trovo invece La Repubblica di oggi, 24 ottobre e ancora una volta sfoglio e gironzolo per gli articoli.
Mi cadono gli occhi su un articolo dal titolo “La borsa trendy? Si noleggia”.
Leggo e vengo così a sapere che da un po’, a Roma (prima città in Italia), la borsa trendy, appunto, si può prendere a noleggio.
Il trafiletto, dice tra l’altro
:“Perché spendere una fortuna in una borsa, quando la stessa capricciosa borsetta si può affittare per un periodo variante da una a quattro settimane? E’ una mania importata dagli Usa, dove le fashion victims dell’accessorio griffato si sono organizzate per un turn over delle borse più raffinate & pregiate. E’ possibile infatti non soltanto prendere a nolo, ma anche dare in affitto le proprie. Vorrei ma non posso, anzi: posso.”

Questo “vorrei ma non posso, anzi: posso” mi suona come un “tutto quello che c’è può essere mio lo posso avere/fare/dire con un minimo sforzo".

Praticamente tutto, a partire dalla borsa, diventa lecito e possibile perché mi va di averlo/farlo/dirlo. Diventa normale, così normale che quando non lo si ha/dice/fa, non si è più parte della normalità ma degli “out”, di quelli che…non hanno/dicono/fanno e quindi non sono. Stop. Poverini loro.
Quelli che “vogliono e possono” o gli altri?
Chi è più poverino, qua?

Sono stufa di sentire queste cose.

Lo scritto prosegue "(…) le donne fanno follie per avere la borsa giusta, è quel particolare che fa la differenza (…) ed è proprio dalla borsa che capisci che tipo di donna hai davanti.”
Allora davvero, come ho scritto sopra, e prima di leggere il secondo articolo, la borsa è il metro di giudizio per capire che tipo di persona si ha davanti!
Ah sì?
E quando vado in giro senza perché non ho voglia di avere niente per le mani, cosa sono, un uomo?
E’ ridicolo, è tutto sfacciatamente ridicolo e insulso.

Fregarsene dell’impressione che diamo al mondo secondo la firma che NON abbiamo addosso, stampata in qualche parte del corpo, sarebbe il vero essere “in”, se vogliamo parlare di originalità e personalità che si esprime anche attraverso il vestire.

Mi scuso per la polemica, ma sono sempre stata contro le mode dettate dalla moda.
Il mio motto sull’argomento è sempre stato: se va di moda ma non mi piace, perché lo devo avere? Non mi piace!

E con questo chiudo.

4 commenti:

Lord Crespo di Svezia ha detto...

Chiaraaa, che potenza!
Io mi scazzo sull'abbigliamento tecnico da palestra...che se te lo metti sei scemo, anziché tecnico.
Se necessario, esplico maggiormente.
Credo non ci sia più nulla di suggestivo nelle idee commerciali (non sono un addetto, spero i termini siano pertinenti) che propongono l'acquisto di pezzi di personalità, a seconda di come si vuole essere...l'oggetto con il prezzo è una sorta di accessorio in omaggio, l'acquisto vero è un pezzo di "essere".
Guarda le automobili...piuttosto che la questione delle borse, non è più vergognoso sollecitare l'atteggiamento da delinquente stradale mostrando l'automobile pubblicizzata mentre fa zig-zag allucinanti e poi, superate le altre automobili con tal metodo, sgomma velocissima per essere prima in "gara"? (una pubblicità della Clio di qualche mese fa, esemplare...)

Insomma, la pubblicità è basata proprio su questi meccanismi, no?
Quello che mi sorprende non è tanto il fatto che si cada in questi meccanismi (a me è capitato, te lo dico sinceramente, di - rischiare di - acquistare alcune cose per l'immagine pubblicitaria abbinata), mi sorprende il non rendersi conto di cadere in questi meccanismi.
Per il resto, non ci trovo nulla di male se una donna o un uomo, per vezzo inutile quanto vuoi, compra una cintura o un paio di scarpe firmate, sentendosi per qualche minuto speciale perché lui le ha.
E credo che chi acquista un capo firmato trovi il vero piacere non nel pensare che fa parte di una cerchia, anzi...spesso si desidera che nessun altro l'abbia.
Altra storia per quelle persone che si fumano gli stipendi e fanno debiti per vestiario e co., lasciamo perdere!

Una provocazione bonaria:se il tuo look non è cambiato in questi tre anni...non credi che anche tu, a modo tuo, vuoi trasmettere un messaggio con ciò che indossi e con il modo con cui indossi gli abiti?
Il messaggio, cioè, che te ne fotti della necessità di avere un aspetto patinato...

Abbraccio :D

LC

serazan ha detto...

Cara M.C.,
è un discorso un po’ complicato.
Dei giornalisti che scrivono cavolate ne abbiamo piene le scatole, io, almeno, ne ho piene le scatole.
Questi giornalisti che scrivono e fanno moda, che molte volte non capiscono nulla, se non sempre.
Che prendono del “comparaggio” da Aziende di cui pubblicizzano prodotti o servizi in “nero”, che ne elogiano benefici e lodi, che hanno o non hanno.
La mia domanda è una sola?
Ma in Italia esiste un settore “pulito”? - Secondo me, NO!!!!!!!!!!!!!
Io sono molto scoraggiato.
Ovunque senti in giro c’è corruzione o comparaggio illecito o comunque qualcosa di illegale, in qualsiasi campo, anche nei più impensabili.
Politica, Editoria, Televisione, Industria, Commercio, Calcio, Sanità, Trasporti, Autostrade, Costruzioni, Strade, Energia, Petrolio, Gas, ovunque, ovunque, ovunque, ovunque, la corruzione è dappertutto.
Il “problema” della moda e di determinata pubblicità è che molte volte (se non sempre) và a colpire fasce sociali e di età che non si possono (o potrebbero) permettere determinati prodotti/servizi, ma per apparire o poter dire di appartenere a quella “società” sono disposti a tutto.
Io odio certa pubblicità. Odio la pubblicità che induce ragazzi, o adulti (immaturi), a volere determinati prodotti in commercio ma, facenti parte di uno status simbol, non ne possono fare a meno.
Non so se sono stato chiaro, intendo “moda”in senso lato del termine, chi fa moda e detiene la “moda” e stabilisce che quella “moda” è finita ed è iniziata un’altra “moda”.
Stiamo andando a rotoli, l’Italia sta andando a rotoli.
Te saluto che domani c’abbiamo il matrimonio della Regina e devo andare a prendere i pantaloni a cui ho fatto fare l’orlo, continuerò il discorso un’altra volta, scusami
Baci

Ferry - Pinetto

Maria Chiara ha detto...

Ciao raga...
mi dite chi è questa Regina? Eddai!!!!

Ho capito i vs discorsi...e dico subito ad Ale che in qs tre anni il mio look è sempre rimasto sonstanzialmente quello...

Cmq è vero anche quello che dice il Ferry, ovvero che il discorso è molto ampio, in cui rientrano anche le riflessioni di Ale..
Sono un po' fusa stasera, si vede?

Vado che è arrivato Marco e andiamo a cercare il ristorante per la festa di matrimonio.
A proposito, non ve l'ho ancora detto ma ci sposizmo il 29 settembre 2007!!!!!!!

BAci

MC

Lord Crespo di Svezia ha detto...

LA DATAAAAAAAAA!!!

Non riesco a scrivere altro che sono sfatto dal matrimonio di ieri...

Chiara, mi stupisce, ti abbiamo dato un sacco di volte dei suggerimenti fondamentali...vabbé, un'altro suggerimento: la Regina....è la Regina Gasperina!!!

LC

NEI SOGNI

ci sono canzoni che entrano sotto pelle al primo ascolto, tipo  In Dreams di Roy Orbison ci siamo presentate qualche giorno fa trami...