venerdì 25 agosto 2006

Rumori dalla Natura


Oggi sono in spiaggia e a un tratto mi sintonizzo con la natura attorno a me.
Il rumore del mare mi piace troppo. Fa parte di alcuni precisi rumori sfoderati da Madre Natura che non posso non apprezzare e gustare quando raggiungono le mie orecchie.
Il rumore del mare, che sia calmo, agitato o mosso, ha sempre un effetto rilassante su di me (nonostante le proprietà eccitanti che questo elemento abbia sugli ominidi), che durante le ore più calde della giornata diventa sottofondo, alla fine quasi (purtroppo) ignorato, mentre nelle ore più tarde (tipo attorno alle 17) quando il sole non picchia più sul cervello e la temperatura facilita il pennicare, diventa una ninna nanna dalle incredibili quanto efficaci proprietà calmanti e sonniferi.
Sono note le mie dormite in condizioni del genere.
Quando poi a questo mix già di per sé efficace, aggiungiamo anche un po’ di brezza, tipica delle spiagge laziali, la frittata è fatta!

Un altro rumore della natura che cattura la mia attenzione e riceve il mio apprezzamento, è quello della pioggia, ovunque essa batta e in qualsiasi fattezza.
Il bello più bello l’ho provato ascoltando le gocce cadere sulle foglie degli alberi di un bosco, da dove dopo, solitamente, scaturisce un ottimo profumo di terra bagnata che depura i polmoni. Anche la pioggia da ascoltare in casa, da sotto le coperte pesanti del letto, la domenica mattina, ha un suo fascino.
Tu sei lì, al riparo, al calduccio, con una giornata libera da orari davanti e fuori le strade si lavano e l’aria si depura.

Ancora, per parlare di acqua che scende dal cielo, è impressionante e molto emozionante il silenzio che si può creare là dove sta nevicando fitto fitto.
Mi è capitato alcuni anni fa, durante una settimana bianca ai confini con la Francia, nel periodo a cavallo di capodanno.
Nevicava forte e con mio cugino siamo usciti a chiacchierare, appositamente per goderci il paesaggio, illuminato solo dai lampioni delle case del paese e immerso nel bianco,
per le strade nessuno, solo noi, nell’aria nessun altro rumore se non le nostre voci e l’incredulità nel non sentire il minimo rumore al veder cadere i fiocchi e posarsi.
Ricordo quel momento come uno dei dialoghi più belli avuti con mio cugino e di contatto con la natura più emozionante, oserei dire toccanti, mai provati.

Un altro elemento naturale in movimento degno di nota, è l’acqua di ruscelli e/o fiumi in montagna. Osservare con ammirazione le vette (magari imbiancate di neve, come mi è capitato fino a pochi giorni fa) quando gli unici rumori circostanti sono acqua fredda che scorre, unita, perché no, ai fischi di una marmotta, è secondo me una contemplazione delle bellezze del Creato e può (in alcuni case deve) diventare uno spontaneo ringraziamento al Capo per l’operato svolto, per noi, solo per noi, nient’altro che per noi.
Dovrebbe quindi essere nell’interesse e nelle azioni dei destinatari di tale operato, preservare e non distruggere tale meraviglioso regalo!

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