sabato 5 agosto 2006

05/08/2006 I GIORNO



ore 08.45
C’è il sole e poco traffico, sulla E45 che stiamo percorrendo.
Il sole c’è anche a destinazione, come ci comunica la zia, che al momento si trova in Val Gardena.
Speriamo ci aspetti (il sole).
Da lontano vediamo la ruota panoramica di del parco divertimenti Mirabilandia e il profilo delle montagne russe.
Ci sono stata, quattro estati fa, con degli amici; mi piacerebbe tornarci. Con Marco ci diciamo che ci torneremo!

Ore 10.00
Ci fermiamo in autogrill, e visto che sono tre ore che ho fatto colazione, mi mangio un panino.
Lungo la strada, il blu ci accompagna e speriamo che davvero stia con noi per il resto della vacanza.
Ieri sera i nostri vicini di casa (trentini trasferiti a Roma) che passano ogni anno due settimane in un rifugio a 2000 mt (la Brancia), per temprare lo spirito e il corpo, ci hanno telefonato: “portatevi cose pesanti, qui fa fresco, è nevicato sulle cime!” ci hanno detto…chissà cosa troveremo!

Ore 13.00
Ripartiamo, dopo la pausa pranzo. Una parte della truppa è già ai piedi del Sassolungo, in Val di Fassa, che banchetta in prati conosciuti. A breve ci ricongiungeremo in quel di Col fosco!
Intanto il traffico sembra diminuire: l’Italia vacanziera va al mare, verso sud, mentre noi, come in tante altre estati passate, andiamo controcorrente.
Non è la prima volta che mi capita di marciare contro la corrente del mondo!
Davanti a noi, ora, i cartelli autostradali indicano Padova e la strada è praticamente vuota. Ikea diventa nel frattempo marchio fedele di viaggio: l’abbiamo vista alla partenza, dal grande raccordo anulare e la vediamo ora alla barriera di Padova. (la si vede anche atterrando all’aeroporto di Newark, nel New Jersey, tanto che per un attimo viene da domandarsi se si sta per scendere all’Anagnina o cosa…)
Da questa statale che porta a Treviso, si vede ancora qualche rimasuglio della vittoria ai Mondiali.
Incrociamo un paese che si chiama Paese…con Marco ci domandiamo se da queste parti si incontrano uomini che si chiamano Uomini!
Nel frattempo riprendiamo l’autostrada, direzione Cortina, da dove proseguiremo per Colfosco. È quasi fatta. In lontananza, dall’entrata della A27 direzione Belluno, si intravedono, oltre un po’ di foschia, i profili delle prime montagne bellunesi. Ormai siamo più vicini alla Val Badia che a Roma!
La strada inizia ad avere una sfumatura rossastra, segno evidente del porfido, tipico e abbondante da queste parti.
Siamo circondati da basse montagne, che lasciano intravedere la roccia dolomitica sotto la ricca vegetazione che le ricopre.
È finita un’altra volta l’autostrada, siamo a Belluno e da ora in poi vedremo le vette crescere e spogliarsi di verde.

Ore 20.00
Siamo arrivati da un paio d’ore.
La casa è meravigliosa, dalla mia stanza ho vista sul gruppo del Sella, con focus sulla ferrata Tridentina e il Rifugio Pisciadù: non potevamo chiedere di meglio!
Il rumore più forte, quando la sera il vociare della casa si spegne, è quello di un ruscelletto vicino a casa.Tra poco andremo a dormire, la giornata è stata lunga e l’effetto dell’altitudine (siamo a 1600 mt e passa) si fa sentire.

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